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Il Rotary dona sette pc alle Sughere per i detenuti

Destinare 5 pc portatili a supporto delle attività di studio universitario di alcuni detenuti. Altri due computer invece saranno per la biblioteca

Martedì 16 Aprile 2019 — 19:44

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“Doveva essere il regalo di Natale, sarà l’uovo di Pasqua” con queste parole il presidente del Rotary Club di Livorno Fabio Matteucci ha annunciato ai soci, nei giorni scorsi la conclusione del progetto. Martedì 16 aprile alle 12 sono stati consegnati i 7 computer destinati ai detenuti della media ed alta sicurezza alla Casa Circondariale delle Sughere.

Il progetto finanziato dal Rotary Club Livorno, ha permesso di destinare 5 pc portatili a supporto delle attività di studio di alcuni detenuti che, grazie alla collaborazione con l’Università di Pisa, stanno seguendo dei corsi di studio universitario, consentendo loro di seguire le lezioni e di poter disporre ed elaborare scritti secondo le esigenze dei corsi  intrapresi.

A questi si aggiungono due postazioni fisse che consentiranno la riorganizzazione e la catalogazione dei numerosi volumi che arricchiscono le due biblioteche del carcere, molto frequentate ed apprezzate dai detenuti.

Questo lavoro di riorganizzazione consentirebbe tra l’altro, per due detenuti, un vero e proprio lavoro, previsto tra le attività di supporto e trattamento previsti durante il percorso riabilitativo. Il Rotary Club Livorno, dopo il progetto iniziato tre anni or sono con la pet therapy, prosegue la collaborazione con la Casa Circondariale mettendo a disposizione risorse per il sostegno delle attività riabilitative, che consentano ai detenuti di impegnarsi in modo da rendere istruttivo e propositivo il periodo di detenzione, in vista del futuro ritorno nella società reale.

Rimanere nell’inattività, aspettando che il tempo passi senza scopo, non aiuta a migliorarsi e per questo è importante che negli istituti penitenziari venga offerta la possibilità di professionalizzarsi, imparare un mestiere, studiare, avere un lavoro retribuito, in modo che chi sconta la pena possa strutturare la fiducia in sé stesso, negli altri, nelle istituzioni e nello Stato.

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