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Il vescovo Giusti ricorda i defunti per il 2 novembre

Mercoledì 2 Novembre 2016 — 23:45

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di Roberto Olivato

Come consuetudine anche quest’anno il vescovo Simone Giusti ha presenziato alla giornata defunti celebrando la S. Messa nei cimiteri cittadini, cominciando alle 9,15 con la benedizione al cimitero di S.Giulia, proseguendo con la S.Messa al cimitero La Cigna. Dopo aver celebrato la S.Messa alle 15 al cimitero della Purificazione, alle 16,30 dopo una sosta mattutina sulla tomba del presidente Ciampi, è giunto al cimitero della Misericordia. Una giornata intensa nel corso della quale monsignor Giusti ha ricordato:  “Alla morte ognuno di noi sarà dove avrà scelto di essere. Le porte del Paradiso sono aperte a chiunque voglia accedervi, vivendo nell’amore come insegnatoci da nostro Signore. Per l’Inferno basta vivere nell’egoismo individualista che caratterizza buona parte della nostra società contemporanea”.
2016-11-02-16-44-00Monsignor Giusti la Congregazione per la Dottrina della Fede ha ribadito il divieto alla dispersione delle ceneri dopo la cremazione, può chiarirci tale posizione?
“Una volta i Cimiteri erano in prossimità delle chiese e molte volte all’interno delle stesse, quindi i defunti sono sempre stati accolti in luogo consacrato. I cimiteri non sono altro chiese all’aperto e solo in questi luoghi è prevista la sepoltura sia del corpo che delle ceneri”.
Sempre la Congregazione per la Dottrina della Fede circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione precisa che “seppellendo i corpi dei fedeli defunti, la Chiesa conferma la fede nella resurrezione della carne. Qualora per motivazioni legittime- prosegue il testo- venga fatta la scelta della cremazione del cadavere, le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nel cimitero o, se è il caso, in una chiesa. Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo, oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi. Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana – conclude la lettera a firma del Prefetto della Congregazione, cardinale Gerhard Muller – si devono negare le esequie, a norma del diritto”.

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