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In Duomo la Messa del Crisma. I sacerdoti rinnovano le promesse

Giovedì 13 Aprile 2017 — 10:06

di Roberto Olivato

“Il Crisma non è olio della spremitura di olive, ma della croce” con questa frase ad effetto il vescovo Simone Giusti ha aperto la sua omelia nel corso della S.Messa, celebrata ieri mercoledì 12 pomeriggio in Cattedrale, in una navata piena di gente come nelle grandi occasioni e quella di ieri era una di quelle”. L’unzione crismale, l’ unzione sacerdotale ci fa servi di Dio e servi del popolo- ha proseguito il vescovo- questa missione che dobbiamo vivere presuppone una vita intima con Gesù, paradossalmente bisogna saper andare via percorrere le vie della missione, è la missione che motiva tutta la formazione permanente del sacerdote, come di ogni cristiano”.
A suffragio delle sue parole il vescovo ha ricordato alcune frasi del Pontefice – “ Il Papa ama usare altre parole, una chiesa in uscita, un ospedale da campo, usa queste immagini. A Firenze ci ha detto: se non sai chinarti sul povero che è per terra, non vedrai mai il volto di Cristo”.
Ma monsignor Giusti ha avuto parole anche per i giovani presenti in Cattedrale. “Ben vengano i gruppi giovanili, che ringrazio, ma è necessario che non rimangano chiusi in parrocchia a fare riunioni, bisogna che tutti stiano insieme per vivere la carità, per testimoniare una missione portando liberazione, gioia e forza a tutti i compagni e gli amici, per far conoscere a chiunque Cristo che è l’essenza della vita stessa. Il filo rosso di tutta la vita Gesù devo occuparmi delle cose del padre mio, deve essere la mia urgenza. Sentire, comprendere le cose del padre mio affinché nessuno si perda,  per scovare chi sta male ed andargli incontro. Uscire  con lo stile della lavanda dei piedi. Noi questa sera siamo qui – ha concluso il vescovo Simone – per rinnovare la nostra promessa sacerdotale, per ripetere si lo voglio. Rinnovare la fraterna solidarietà per saper  portare il peso di tutti gli altri, nella vita e nel ministero. A noi pastori è chiesto di dare coerente testimonianza ed ecco che siamo qui insieme,  per dimostrare che non siamo solo presbiteri, ma un presbiterio, il non sentire questo legame fraterno dimostra di aver smarrito il senso del sacerdozio che è per Dio e per il popolo affidatoci”.
La liturgia si è conclusa con il rinnovo, da parte dei numerosi sacerdoti presenti, delle promesse fatte nel giorno della loro Ordinazione e la benedizione degli oli santi: il crisma usato per l’ordinazione sacerdotale e per la cresima, quello dei catecumeni per il battesimo ed in fine l’olio degli infermi.

 

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