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Inaugurato un centro di accoglienza per profughi ucraini

Sinergia Caritas-Questura. La struttura, che darà accoglienza ad 8 persone con posti letto e attività, si trova in via Sabatino Lopez. Il questore: "Accolti ad oggi oltre 1200 ucraini"

Martedì 29 Marzo 2022 — 18:15

di Giulia Bellaveglia

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Un centro di accoglienza per profughi ucraini negli spazi dell’ex Istituto Beata Rosa Venerini in via Sabatino Lopez. Ad unire le forze, Fondazione Caritas e questura che, attraverso una sinergia continua e già in atto, consentiranno ad 8 persone un’assistenza in termini di prime necessità (e non solo) per garantire un po’ di serenità agli animi tormentati dai terribili fatti di guerra. “Per ora è stata allestita parte del piano terra – spiega il vescovo monsignor Simone Giusti nel corso dell’inaugurazione avvenuta il 29 marzo alla presenza delle autorità cittadine – C’è un giardino dove i più piccoli possono giocare, una cucina, un palco per fare teatro, delle aule per il dopo scuola e abbiamo pensato anche un corso per imparare un italiano di base. Un po’ di cibo e un letto non sono sufficienti, è necessaria la continua presenza di qualcuno che faccia sentire chi soffre un po’ meno triste. L’edificio è grande, mi auguro non ci sia bisogno di allestirlo tutto, ma restiamo comunque a disposizione”. “La struttura era chiusa da due anni – racconta don Luciano Cantini, presidente della Fondazione Caritas – Ora l’abbiamo sistemata e riaperta. Si tratta di un luogo di aggregazione dove i più piccoli possano giocare, gli adulti conversare e riallacciare quel senso di vita che hanno dovuto abbandonare, ritrovando un minimo di serenità”. Il percorso per entrare nella struttura prevede il primo passaggio attraverso lo sportello unico della questura. “Armonia è la parola che mi viene in mente – dice il questore Roberto Massucci – Abbiamo accolto oltre 1200 ucraini trasformandoli da profughi a persone aventi diritti, assistenza sanitaria e la possibilità di essere ospitati con la dignità che ognuno merita”. Soddisfazione anche nelle parole del prefetto Paolo D’Attilio. “Quando ho visto questo posto per la prima volta avevo dei forti dubbi sul fatto che sarebbe stato pronto in poco tempo – commenta – Invece devo ricredermi. La maggior parte di coloro che sono giunti in città sono ospitati da amici e parenti, oggi sono tranquillo, ma se questa accoglienza dovesse venire meno, com’è normale che sia, avremo sicuramente bisogno di strutture come questa”. Al termine dell’incontro sono state numerosissime le famiglie ucraine che hanno chiesto informazioni a riguardo. Presenti, tra gli altri, la vicesindaca Libera Camici e il direttore generale di Fondazione Caritas Guido De Nicolais ed Elena Pavati in rappresentanza della comunità ucraina.

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