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La Madonna di Montenero arriva a Shangai

Martedì 4 Aprile 2017 — 10:59

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di Roberto Olivato

E’ dal 1345 che l’effigie della Madonna delle Grazie, che la leggenda vuole essere stata portata a Montenero da un pastore storpio, ebbene sono seicentosettantadue anni che l’immagine della Vergine Maria domina Livorno dalle alture di Montenero e pertanto si presumeva  che  almeno i livornesi fossero immuni da particolari manifestazioni devozionali, come quelle esternate dai pellegrini che da ogni dove giungono al nostro Santuario. Si, forse pensavamo che quel quadro, posto sopra l’altare maggiore della chiesa a lei dedicata e riportato in centinaia di migliaia d’immaginette, avesse appagato tutti  i più reconditi fedeli  “appetiti”  ed invece no.
Quello che notiamo nelle tappe del pellegrinaggio parrocchiale organizzato dalla Diocesi, in occasione del 70esimo anniversario della proclamazione della Madonna di Montenero a Patrona della Toscana, è una generale affluenza partecipata in ogni quartiere, a dimostrazione di come l’affetto verso Maria sia sempre vivo, anche fra coloro ai quali basta alzare lo sguardo  verso il Santuario per pregarla ed esserle  vicino.
size-medium” src=”http://www.quilivorno.it/wp-content/uploads/2017/04/madonnna-424×400.jpg” alt=”” width=”300″ height=”283″ />Ieri l’arrivo alla chiesa della Sacra Famiglia a Shangai accolta dal parroco Rosario Esposito e decine di parrocchiani. A celebrare l’Eucarestia che ha preceduto la processione, il vescovo Simone Giusti:  “Questa è la prima volta che l’immagine della Madonna da quando è stata proclamata Patrona della Toscana scende dal colle, per giungere in questa chiesa- ha esordito il vescovo nel corso dell’omelia – Maria ci porta a Gesù misericordioso, sempre pronto a perdonare i nostri peccati. Non confondete però la misericordia divina con il lassismo – ha precisato il vescovo – il perdono pretende che non si ricada più nel peccato “.
Monsignore questa è stata la prima volta dell’effigie di Maria a Shangai, venerdì  alle 21,30 ci sarà un’altra prima alla stazione…
“In occasione della mia visita al secondo Vicariato, abbiamo pensato quest’anno di far svolgere la via Crucis in piazza Dante, luogo di rifugio per tanti emarginati che ho avuto modo di conoscere da vicino insieme alla Ronda, in occasione della distribuzione dei viveri che quotidianamente i volontari portano loro “.
Che impressione si è fatto?
“Ho notato che anche fra loro esiste una sorta di gerarchia che fissa la precedenza nella ricezione dei sacchetti alimentari, vi sono poi anche persone con lievi squilibri mentali. Venerdì molto probabilmente li incontreremo nuovamente perché piazza  Dante è la loro casa “.

 

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