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“Non posso, c’ho da fa”, la vitalità dei Mayor torna al Goldoni

Lunedì 20 Aprile 2026 — 17:30

Dalle scuse quotidiane ad un’esplosione di libertà e inclusione: la storica compagnia livornese debutta al Teatro Goldoni il 7 e 8 maggio prima di volare all’Arena di Verona, in un viaggio tra ironia, riflessione e la forza autentica di un teatro senza filtri. A rendere iconico il lancio è ancora una volta la locandina che ha invaso la città, nata dal pennello di Nicola Giusfredi

di Giulia Bellaveglia

Livorno si prepara ad essere travolta da un’esplosione di vitalità. Giovedì 7 e venerdì 8 maggio alle ore 21, il Teatro Goldoni ospiterà il debutto di “Non posso, c’ho da fa”, il nuovo lavoro della compagnia Mayor Von Frinzius. Uno spettacolo che, fin dal titolo, ironizza sulle scuse quotidiane per trasformarle in un inno alla libertà. L’opera, coprodotta dalla Fondazione Goldoni, approderà poi il 15 maggio in versione ridotta nella prestigiosa cornice dell’Arena di Verona. Durante la conferenza stampa di presentazione, alla quale è passato per un saluto istituzionale il sindaco Luca Salvetti, il regista (insieme a Silvia Angiolini, Rachele Casali e Sofia Puccini) Lamberto Giannini e fondatore della Compagnia ha trasmesso tutta la carica del gruppo. “C’è grande entusiasmo – dice -, siamo sicuri di aver costruito un’alternativa. Soltanto questo legno, il palco, sarà giudice; quando riusciremo a trasmettere ciò che abbiamo incamerato, allora avremo vinto”. Giannini descrive una performance che va oltre la post-modernità. “A un certo punto vince lo spettacolo, i registi non sono più in grado di modificarlo. È come guidare una macchina”. Il tema centrale ruota attorno alla “genesi di Livorno” e alle contraddizioni umane. “Il titolo richiama quel ‘no’ che spesso diciamo per paura, ma a volte un ‘no’ secco nasconde un desiderio profondo. Il senso di responsabilità verso il pubblico non deve essere un peso, ma un piacere”. Per il regista, il vero successo risiede nell’autenticità degli attori. “Per me – conclude – il pubblico sono loro: se i ragazzi saranno contenti, io sarò soddisfatto”. Un traguardo che celebra vent’anni di attività, come sottolineato da Sara Martini del Teatro Goldoni. ”In questo ventennio – spiega – il gruppo è cresciuto enormemente, ottenendo riconoscimenti nazionali. È un grande amore che ci accompagna”. A sostenere il progetto da ben nove anni è Castagneto Banca 1910. Paolo Corrieri, consigliere della Fondazione, ha ribadito l’impegno. “Sosteniamo questa iniziativa – afferma – perché incarna i valori culturali che la banca vuole promuovere. È un rapporto che porteremo avanti con convinzione”.
A rendere iconico il lancio è ancora una volta la locandina che ha invaso la città, nata dal pennello di Nicola Giusfredi, capace di tradurre in immagine il caos vitale dello show. “Non posso, c’ho da fa” promette di rompere gli schemi con sketch, improvvisazione e una poetica senza filtri, lasciando agli spettatori un sorriso e, soprattutto, nuove domande.

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