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Una “Nuova Carta” per salvaguardare la donna fin dalla nascita

Stella Sorgente: "E' fondamentale una collaborazione istituzionale a 360 gradi per garantire la tutela che le bambine necessitano"

venerdì 12 ottobre 2018 18:59

di Gabriele Fiore

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“Nel mondo di oggi troviamo un notevole squilibrio di genere”. Sono queste le parola di Paola Meneganti, responsabile degli Affari Generali della Provincia, che introducono e centrano a pennello il tema che sarà affrontato da vicino martedì 16 ottobre alle 16 nella Sala Consiliare della Provincia di Livorno quando verrà presentata la “Nuova Carta dei Diritti della Bambina”.
Nuova perché rappresenta il rifacimento della precedente carta, risalente a circa 20 anni fa, approvata durante il congresso della Bpw Europa e aggiornata tenendo di conto delle leggi sopravvenute in tutto il mondo che fino ad oggi erano soltanto un’ipotesi di diritto.
L’iniziativa, ispirata alla convenzione Onu sui “Diritti del Fanciullo” del 1989, mira a tutelare e valorizzare la donna fin dalla nascita. Saranno nove gli articoli enunciati nella carta e cercheranno di garantire piena giustizia ed equità di genere, partendo dai diritti più comuni fino alla tutela nei casi di abusi sessuali e sfruttamento.
“È un tema di fondamentale importanza per costruire un mondo a misura dei popoli che lo abitano – spiega Meneganti – con particolare attenzione verso le bambine. Nel mondo ci sono bambine che vivono situazioni terrificanti, sofferenze e mancanze di rispetto. Ma anche nel nostro mondo, cosiddetto avanzato, siamo incompleti sul campo”.
“Dobbiamo lavorare insieme per ridurre il gender gap – spiega Cristina Cerrai, consigliera di parità della Provincia di Livorno L’Italia ultimamente ha perso numerose posizioni in questo senso. Per questo è necessaria la collaborazione di più istituzioni possibili”.
E’ proprio sul piano della collaborazione che si delinea un obiettivo comune, espresso dal vice sindaco Stella Sorgente. “C’è volontà da parte dei comuni a dare risalto alla Carta, alla cura dei diritti della bambina fin dalla più tenera età – specifica la numero due del Comune – per promuovere fin da subito l’uguaglianza. Provincia e enti in questo senso possono contribuire”. Obiettivo sottolineato da Daniela Armani, referente della Carta dei Diritti della Bambina Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) di Livorno. “Questo rappresenta un tavolo di inizio per un lavoro futuro – spiega Armani – andremo nelle scuole con esperti e collaboreremo con Asl, con ragazzi, educatori scolastici e medici”.
L’iniziativa è sostenuta dalla Provincia, da Fidapa, dalla commissione regionale Pari Opportunità e da Terre des hommes.

Riproduzione riservata ©

3 commenti

 
  1. # Maah

    Belle iniziative ma sterili. Finché i datori di lavoro (e la società) non iniziano a tutelare di più le mamme di queste bambine, inserendo ad esempio l'”elasticità” di orario, al di sopra di un determinato numero di dipendenti l’obbligatorietà di un nido/day care ecc ecc. Rimane tutta teoria. Eppure in altri paesi europei hanno compreso che queste “tutele” vanno a vantaggio di TUTTI … Ci vuole un cambio di mentalità

  2. # Marco

    Una cosa che ha senso solo nel terzo mondo non certo in Italia dove la parità di genere è stata assolutamente raggiunta. Nel terzo mondo però anche i bambini maschi vengono sfruttati nel lavoro minorile e nel traffico di pedofilia. Pertanto secondo me si dovrebbe intervenire con ben altri formati e ben altre idee per la testa.

  3. # gino

    atti concreti di quelli che lasciano il segno

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