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Armando Picchi, adesso è ufficiale: è Eccellenza!

Tra rinunce in serie D e ripescaggi "a scalare" si è poi aperto un piccolo spiraglio di gioia. E' così che il comunicato CU-13 del 7/09 ha parlato chiaro e risolto tutti i dubbi: "UC Sinalunghese in serie D e, di conseguenza, A.Picchi in Eccellenza"

Mercoledì 9 Settembre 2020 — 11:13

di Filippo Ciapini

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Inizialmente, vista l'impossibilità di proseguire i campionati, la squadra del quartiere sud di Livorno, in virtù dei piazzamenti in classifica e in coppa, dei risultati delle giovanili e delle ottime strutture era praticamente sicura della promozione per meriti sportivi

Chissà quante emozioni in pochi mesi hanno vissuto tesserati, vertici ed addetti ai lavori del mondo Armando Picchi. Inizialmente, vista l’impossibilità di proseguire i campionati, la squadra del quartiere sud di Livorno, in virtù dei piazzamenti in classifica e in coppa, dei risultati delle giovanili e delle ottime strutture era praticamente sicura della promozione per meriti sportivi.  Poi il fulmine a ciel sereno. Niente Eccellenza, almeno per adesso. Sì perchè tra rinunce in serie D e ripescaggi “a scalare” si è poi aperto un piccolo spiraglio di gioia. E’ così che il comunicato CU-13 del 7/09 ha parlato chiaro e risolto tutti i dubbi: “UC Sinulanghese in serie D e, di conseguenza, A.Picchi in Eccellenza”. Una promozione sfiorata a più riprese che ricorda a tratti la fiaba del Brutto Anatroccolo di Christian Andersen: “E’ il coronamento di un processo che va avanti da tanti anni, ci abbiamo provato per tantissimo tempo e abbiamo imparato dalle nostre sconfitte. Il Picchi è una casa per i propri tesserati che nel loro dilettantismo vivono il professionismo e questa cosa ci inorgoglisce” hanno detto in coro i vertici societari rappresentati da Sauro Brondi, Leonetto Lonzi, Stefano Conti e Fabio Del Corso, incontrati dal nostro cronista nella sede di via Nenni. Come già anticipato il Picchi, ha più volte sfiorato la promozione piazzandosi sempre tra i primi posti della classifica, perdendo due finali play off ed una coppa Italia che, di fatto, avrebbero dato di diritto la possibilità di salire di categoria. Anche durante la stagione 2019/20 gli amaranto avevano infatti nuovamente raggiunto lo scontro decisivo di Coppa Italia ma la pandemia aveva bloccato e congelato definitivamente il calcio dilettantistico. La “maledizione delle finali” sembrava così non aver fine, ma ci ha pensato la giustizia sportiva a spezzarla e chiudere così il cerchio delle sconfitte. Merito anche di un gruppo solido e unito guidato da mister Nicola Sena, che, raggiunto telefonicamente, non ha lasciato spazio all’emozione: “E’ stata una conquista strameritata, un percorso iniziato quattro anni fa e destinato a continuare negli anni. Non voglio dimenticare chi è stato con me in questo periodo, c’è un pezzettino anche di tutti coloro che ci hanno accompagnato in questo percorso, staff e tesserati”. Un calcio offensivo e dominante, dove l’Io viene surclassato dal Noi ed i principi sani di coerenza e gruppo sono un imperativo. Tra gli artefici di questo traguardo una menzione va a Francesco Neri, autentica bandiera della squadra e trascinatore della squadra con 12 gol: “Sette anni fa sono partito che ero sottoquota e adesso nonostante i miei 24 anni sono tra i più vecchi della squadra” ha detto l’attaccante. Nonostante per impegni lavorativi si allenasse individualmente e solo la rifinitura pre- partita con tutto il gruppo, il diez amaranto ha sempre rispettato le aspettative che stagione dopo stagione iniziavano a pesare come un macigno. Dodici reti in 25 partite, sempre in doppia cifra negli ultimi quattro anni. “Erano anni che volevo fare l’Eccellenza con questi colori – ha continuato il classe 1996 – Con il Picchi c’è un rapporto di amore e odio, ho avuto tante richieste ma sono sempre rimasto perché qua mi sento a casa. Riuscire a raggiungere un obiettivo come questo è la chiusura di un capitolo e l’apertura di un altro, speriamo vincente”. Nonostante i quasi dieci anni di digiuno di categoria c’è un filo sottile che lega passato e presente ed è rappresentato dall’oramai, storico, capitano Christian Cacciò che da giovanissima quota pronta ad esordire in Eccellenza ha scalato le gerarchie ed è diventato un punto di riferimento per tutta la squadra. Dunque, una seconda prima volta anche per il leader della difesa che si ritroverà nella stessa categoria in altre vesti: “Quando l’ho fatta per la prima volta ero un bimbo, adesso sono il capitano è un po’ di responsabilità la senti, sarà bello perché sarà un banco di prova per tutti – ha detto il centrale classe 1989 – Ci troveremo di fronte a squadre blasonate, ma intanto godiamoci il momento. La società ha sempre fatto squadre competitive e sono sicuro che farà altrettanto per il prossimo anno”. Dopo quasi un decennio il brutto anatroccolo, che più volte ha sfiorato, toccato ma mai afferrato la vera felicità, si è finalmente trasformato in cigno e adesso è pronto a spiccarE il volo verso i cieli limpidi del calcio dilettantistico.

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