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Atletica, 3 livornesi sul tetto d’Europa. Le emozioni di quando si poteva ancora gareggiare

Le emozioni date dalla medaglia d'oro al collo e dal vestire la maglia azzurra e gli obbiettivi di questo anno raccontati dai tre livornesi che hanno gareggiato a Minsk

Domenica 22 Marzo 2020 — 12:35

di Chiara Montesano

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Tra titoli italiani, primati personali e nuove esperienze in maglia azzurra, i tre labronici si raccontano

A febbraio la nazionale italiana di atletica U20 ha vinto l’Incontro Internazionale a squadre Indoor che si è svolto a Minsk, in Bielorussia, e che comprendeva 12 nazioni provenienti da tutta Europa. Erano 27 i ragazzi azzurri, di cui ben 3 labronici. Questo è stato il primo anno in cui si è svolta una manifestazione del genere, a cui hanno aderito molte squadre europee. L’Italia ha saputo dimostrare ancora una volta di avere un’ottima squadra giovanile capace di difendersi egregiamente in ambito internazionale. Davide Finocchietti, Marta Giaele Giovannini e Jacopo Quarratesi hanno rappresentato l’Italia a questo incontro che, per due di loro, è stata la prima esperienza con la maglia della nazionale.

Davide Finocchietti è ormai un habitué della maglia azzurra, con un titolo europeo U18 nel curriculum e svariati titoli italiani. Negli ultimi tempi ha però passato un brutto periodo a causa di un infortunio che lo ha tenuto fuori dalle competizioni per due anni. Per lui Minsk è stato il ritorno ad alti livelli, ritorno che gli ha permesso di portare a casa la vittoria e un primato personale sui 5km di marcia indoor.

Rientrato alla grande dall’infortunio, come stai?
“Molto bene! Sono davvero contento di essere tornato a lavorare con serenità e col sorriso. Stiamo facendo tanti chilometri che sicuramente faranno la differenza”.

Ti aspettavi la vittoria e il PB?
“Si. A Minsk è stato fantastico. Erano due anni che non indossavo la maglia azzurra e questo mi ha ridato quella carica di cui sentivo il bisogno. Il clima di tensione, la voglia di andar forte, la squadra, le amicizie mi hanno motivato a tal punto da credere che avrei vinto già da qualche ora prima della gara. Ritengo infatti che, prima della medaglia e del PB, la vittoria più bella è stata tornare a gareggiare col sorriso”.

Ti mancano pochi secondi per fare il minimo per i mondiali di Nairobi, pensi di riuscire a farlo?
“La ferma convinzione di riuscirci è la cosa più importante. Preferirei non dire qual è il mio obiettivo perché tenermelo dentro mi ricorda quanto lavoro c’è da fare per raggiungerlo, ma posso dire che è molto più grande della partecipazione a questi Campionati del Mondo”.

Marta Giaele Giovannini è una multiplista e ogni volta che gareggia compete in 5 o 7 specialità diverse in base alla stagione indoor o outdoor. Questo anno ha vinto il suo primo titolo italiano di Juniores Indoor, titolo a cui si era già avvicinata in passato ma che non era mai riuscita a conquistare.

Stagione iniziata alla grande con il primo titolo italiano, due PB in due gare e la prima nazionale, te lo aspettavi?
“No. Avevo sicuramente fatto una preparazione migliore. Ho iniziato un mese in anticipo. Non pensavo di vincere, gli “hs” sono partiti male. Pensavo di fare meglio ma ho preso in pieno il primo. Poi mi sono resa conto che l’unica che poteva battermi non era poi così lontana e alla fine ci ho provato ci siamo riusciti. La convocazione a Minsk era un sogno. Uno non ci pensa mai. È stato un premio”.

Che aria si respira ad un evento del genere?
“Tanta roba. Non pensavo. Finche non ti trovi sui blocchi non te ne accorgi. Ti scaldi, ti prepari e sei tranquillo. Quando poi ti accorgi che stai per gareggiare con la maglia Italia cambia tutto. Ridevo come una bimba”.

Come riesci a gestire la preparazione di 7 gare in allenamento? E nella vita di tutti i giorni?
“Mio babbo mi aiuta molto. Allenandomi da sola riesco a gestirla bene perché ci sono soltanto le mie esigenze a cui stare dietro. Di solito cerco di fare una specialità al giorno e di fare un lavoro più generale possibile per le altre, in modo da portare tutte le specialità su insieme. Mi alleno 5 volte. Avevamo provato a fare 6 volte ma ci siamo resi conto che non riesco a recuperare tutto solamente la domenica. A scuola ho il certificato studente atleta che mi aiuta nella gestione dello studio come le interrogazioni programmate. Anche la maturità sto riuscendo a gestirla bene. Ovviamente o si studia o ci si allena, non si fa altro”.

Jacopo Quarratesi è un saltatore in lungo. Si è presentato ai Campionati Italiani Indoor Junior con la 4^ misura, a 2cm dal terzo in classifica. Invece già dal secondo salto si è piazzato ai vertici del podio e ci è rimasto fino alla fine riuscendo anche a strappare un ottimo personale.

Prima esperienza in nazionale, com’è andata?
“Come si dice la prima maglia azzurra non si scorda mai. È stata un’esperienza in primis divertente, un onore averne fatto parte, aver trovato una famiglia che mi ha sostenuto e fatto divertire dentro e fuori dal campo. riuscire ad arrivare a un’esperienza in nazionale è il sogno degli atleti e le persone che fanno questo sport ed è stato molto gratificante”.

Lo scorso anno agli Italiani Indoor hai ottenuto due nulli e un salto a 6.43, cosa è cambiato?
“Lo scorso anno la preparazione invernale è stata un po’ particolare perché caratterizzata da problemi fisici che si sono susseguiti e a livello di salute. Un po’ i campionati italiani indoor dello scorso anno ne sono stati l’esempio, quello di una preparazione andata come non doveva andare. Due nulli e un 6.43 che però sicuramente formano e sono quelle gare che ti aiutano a reagire e a fare sempre di meglio. Ti lasciano un po’ di amaro in bocca perché i due nulli erano ottimi salti, però non poter riuscire a dimostrarlo ti spinge a far meglio quando ne hai l’opportunità”.

Obbiettivo di questa stagione?
“L’obbiettivo è molto chiaro: riuscire a fare 7.50m e rivestire la maglia azzurra sarebbe una grandissima soddisfazione”.

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