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Dal Pontino al Tardini. L’eleganza… del Ricci(o) all’esordio in serie A

Il terzino livornese ha esordito la domenica 10 gennaio in serie A nella partita tra Parma e Lazio. Classe 1996, ha raccontato a QuiLivorno.it le emozioni di quello storico giorno, ripercorrendo tutta la sua carriera calcistica, dal Pontino fino alla “prima” del Tardini

Mercoledì 13 Gennaio 2021 — 13:12

di Filippo Ciapini

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Il giocatore livornese è entrato nel secondo tempo di Parma-Lazio con l'incarico di marcare Lazzari. Durante la partita però non sono mancati i duri scontri di gioco: "Quello spalla a spalla con Milinkovic-Savic me lo ricorderò per un po' di tempo"

È una comune domenica di serie A, al Tardini giocano Parma e Lazio con il risultato inchiodato sullo zero a zero (foto gentilmente concesse dall’ufficio stampa del Parma Calcio 1913). Minuto quarantatré, l’allenatore Roberto D’Aversa ed il vice Andrea Tarozzi parlano, quest’ultimo si gira verso un ragazzo: “Giacomo vatti a scaldare”. Quel ragazzo in realtà è un bimbo livornese e si chiama Giacomo Ricci, terzino classe 1996. Fine primo tempo, tutti negli spogliatoi tranne lui: “Continua a scaldarti, entri”, gli ripete D’Aversa.
“Quando me lo hanno detto ho pensato… vai ci siamo è arrivato il mio momento“, ci ha raccontato telefonicamente Ricci. E allora inizi a ripensare a tutta la tua vita. Le scorrazzate con il Pontino, le prime avventure con la maglia amaranto, poi quel No, non ci puoi stare. Ma Giacomo ha una mentalità glaciale, rimboccarsi le maniche e ripartire, prima a Vicenza poi a Parma in serie D che poi, ironia del destino ti lancerà nel calcio dei grandi. Serie D? Vinta. Serie C? Vittoria dei playoff e promozione. La B? Troppo giovane, i Crociati vogliono salire subito, ci riusciranno. Si riparte, a Piacenza prima e poi con la Carrarese dei miracoli e finalmente si rivede la categoria cadetta, questa volta a Castellammare con la Juve Stabia. Ma a Giacomo non interessa, va bene ovunque, basta giocare: “Appena avevo una mezza possibilità partivo al volo, anche se iniziavo come seconda linea fortunatamente sono sempre riuscito a sfruttare le chance date”.
Stagione 2020-21, qualche sirena di mercato c’è, ma alla fine il Parma in A è un’occasione troppo ghiotta, qualche carta da giocare c’è, ci prova. E alla fine quella voglia di spaccare il mondo gli ha dato ragione. Dall’emozione delle prime panchine all’Allianz Arena di Torino alle partite in Coppa Italia, il terzino ventiquattrenne il campo se lo è conquistato con solide prestazioni e atteggiamento da professionista. “Sapevo quello che dovevo fare in campo, dovevo marcare l’esterno della Lazio, Manuel Lazzari – continua – Ma la spallata che mi ha dato Milinkovic-Savic (191 cm x 76 kg di muscoli, nella foto principale insieme a lui sul prato del Tardini, ndr) in una fase di gioco me la ricorderò per un po’ di tempo… mi ha rinviato (ride, ndr)”.
Che peccato però non vederlo addosso con la maglia amaranto: “Ho fatto tutto il settore giovanile fino alla primavera – racconta – È chiaro che da livornese mi sarebbe piaciuto giocare nel Livorno, ma non ho assolutamente rimpianti, sono stato fortunato a trovare sulla mia strada una società come il Parma”. Già, nessun rammarico, perché alla fine alzare gli occhi verso la lavagna luminosa e vedere il proprio numero di maglia è un po’ il sogno di chi corre dietro al pallone da sempre, di chi si allena sotto la pioggia sperando un giorno di poter anche soltanto immaginarsi di leggere il proprio cognome dietro la casacca. E oggi, siamo un po’ tutti Giacomo Ricci.

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