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La nuova vita di Volandri da Capitano azzurro: “Lavoro di squadra, modernità e… Villa Lloyd”

Il trentanovenne livornese succede a Barazzuti e diventa il nuovo ct della Nazionale in Coppa Davis. Volandri completa il ciclo azzurro dopo aver vestito i colori dell'Italia prima da giocatore e poi da direttore tecnico

Mercoledì 27 Gennaio 2021 — 08:09

di Filippo Ciapini

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Volandri: "Un grazie particolare a Barazzutti perché mi ha fatto esordire quando ero molto giovane. Abbiamo condiviso tante cose nel bene e nel male, cercherò di portare una visione più moderna del concetto di allenamento e di lavoro di squadra”

Game, set and match per Filippo Volandri (nella grafica pubblicata dalla pagina Facebook ufficiale della Fedarazione Italiana Tennis) che da pochi giorni è il nuovo capitano della Nazionale di Coppa Davis. Una bella soddisfazione per il tennista livornese già direttore tecnico degli azzurri: “Quando me lo hanno comunicato la reazione è stata da pelle d’oca – ci ha raccontato l’ex numero uno del tennis italiano, raggiunto telefonicamente da QuiLivorno.it – Ho avuto la fortuna di giocare in Coppa Davis e questa è una responsabilità diversa, abbiamo però tanti giovani con grande esperienza, adesso ci concentreremo per dare il massimo”.
Dopo una vita sotto rete, “Filo” si consoliderà ulteriormente nella storia del tennis italiano. Già nei “Fantastici Sette” che hanno sconfitto un primo classificato nella classifica Atp (Federer nel 2007), adesso diventerà il quarto Capitano di Coppa Davis dopo Adriano Panatta, Paolo Bertolucci e Corrado Barazzutti, alla guida in questi ultimi venti anni. Una bella eredità dunque da raccogliere e portare in panchina per farla brillare di nuova luce: “Un grazie particolare a Corrado perché mi ha fatto esordire quando ero molto giovane – ha continuato il nuovo allenatore azzurro parlando del suo predecessore – Abbiamo condiviso tante cose nel bene e nel male, cercherò di portare una visione più moderna del concetto di allenamento e di lavoro di squadra”. Una personalità calma, introversa, di poche parole quella dell’ex numero 25 al mondo, a tratti fuori dall’orbita del concetto labronico. Ma è proprio quando si parla della sua Livorno che il tono della voce cambia e ci catapulta direttamente nelle mille sfaccettature dell’infanzia di Filippo: “Mi porterò dietro tutta la mia adolescenza, quando ero piccolo passavo le mie giornate a Villa Lloyd e come vedevo un campo libero mi ci fiondavo, avevo il sogno della nazionale ed esserne capitano ed ora lo sto realizzando”, racconta Volandri. E se fino a qualche anno fa scovare uno con la sua classe tennistica era paragonabile ad una perla trovata dentro un’ostrica, mai come adesso la maglia azzurra è stracolma di giovani talenti cristallini come Sinner (36), Pieri, Nardi e Musetti (129) inserite insieme ai già più noti Berrettini (10), Fognini (17) e Sonego (34). Doppia, tripla difficoltà quindi per il capitano livornese che dovrà raggiungere un equilibrio età-qualità nei titolari e monitorare lo sviluppo di chi potrebbe poi farne parte in futuro. Il tennis italiano è infatti nel pieno di un processo di crescita esponenziale: “Quello che gratifica è che abbiamo ottenuto risultati prima del previsto con importanti collaborazioni con strutture private e allenatori – ha spiegato il semifinalista di Roma 2007 – Siamo cresciuti tutti e questo ci gratifica. Se gettiamo un occhio nel tessuto livornese c’è qualche prospetto interessante che però ha bisogno di tempo e tranquillità, noi li aspetteremo”. Attitudine al lavoro di squadra e modernità, è questa la ricetta che Filippo Volandri ha scritto per la sua Nazionale. Dai campetti di Villa Lloyd al Coni di Tirrenia la strada è breve, praticamente impercettibile se consideriamo il percorso per varcare i cancelli da Capitano. E le avventure intorno al mondo, i tornei del Grande Slam ed i Masters 1000, le Olimpiadi, le delusioni, tutte spazzate via dal suo magico rovescio per voltare pagina e nascere nuovamente. Buona seconda vita, Filippo, continua a farci divertire come hai fatto in quella prima.

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