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L’Asd Esercito Folgore si allena con il Visual Training Sportivo

“Visual Training Sportivo” è stato il nuovo ed interessante approfondimento metodologico, adottato, nel week end scorso, dalla Asd Esercito – 187° Folgore di Livorno, mirato agli atleti con una età compresa tra i 5 i 15 anni

Mercoledì 19 Maggio 2021 — 23:22

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“Visual Training Sportivo” è stato il nuovo ed interessante approfondimento metodologico, adottato, nel week end scorso, dalla Asd Esercito – 187° Folgore di Livorno, mirato agli atleti con una età compresa tra i 5 i 15 anni, suddivisi tra le categorie di “preagonisti” e “agonisti” del settore giovanile per la disciplina olimpica del Karate Fijlkam(Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali).

L’obiettivo dell’iniziativa volge ad integrare nell’allenamento, per entrambe le categorie, la somministrazione di stimoli specifici adatti, allo scopo di potenziare gli effetti positivi e formativi sugli stessi atleti, con programmi di allenamento diversificati per fasce d’età composti da gruppi di lavoro, nei quali, la finalità prefissata per i preagonisti è stato quello di indurre gli effetti post training di carattere generale, con il miglioramento della funzionalità motoria complessiva, mentre per gli agonisti, lo scopo ha mirato alla ricerca e al perfezionamento del gesto tecnico, attenuando interferenze sviluppate dal sistema visivo, per eccellere nella precisione dello stesso gesto specifico che il Karate racchiude nel suo complesso repertorio tecnico, come ad esempio per le tecniche di calcio o di pugni, inoltre tra tanti altri aspetti di rilevanza è stato quello appartenente all’ alterazione della percezione visiva, peculiarità fondamentale di un Karateka.

In queste dinamiche la “Optometrista e Specialista in Riabilitazione Visiva e Visuo-Posturale”, dott.sa Chiara Focaccella Capucciniche di Brescia, invitata appositamente dalla ASD Esercito – 187°, ha guidato e ha proseguito la formazione per lo staff tecnico composto da: Daniele Pilagatti, Antonio Citi, Rico Simonetti, Massimiliano Parolin e Vincenzo Corvaglia, introducendo, presentando e indirizzando la recente integrazione del visual training in ambito sportivo.

La dottoressa ha spiegato che il visual training è un approccio funzionale multi-disciplinare finalizzato a condurre l’intero sistema visivo a funzionare all’apice del rendimento in relazione all’attività praticata. Il miglioramento visivo può essere indirizzato sia ad aspetti generali della visione (comfort, eliminazione di astenopie, efficienza, etc.), sia ad aspetti specifici che caratterizzano le esigenze primarie di una persona. Il visual training deve la sua ampia prospettiva diagnostica e rieducativa grazie al fatto di derivare da una moltitudine di ricerche che sono state condotte in vari campi scientifici: Optometria, Psicologia, Oftalmologia, Fisiologia, Neuroscienze, Neurologia etc.

L’atleta è un individuo con esigenze molto specifiche al di sopra della “normalità”. Ad un atleta non basta essere sano per essere competitivo; egli deve essere anche efficiente ed esprimere tale efficienza in specifiche attività che caratterizzano lo sport praticato. Ad un atleta non basta vedere 10/10 decimi ed avere occhi sani; egli deve possedere nel sistema visivo, come nel resto del corpo, quell’efficienza che gli occorre per percepire e reagire in tempi rapidi, per estrarre il massimo significato da ciò che vede.

” Gli occhi dirigono il corpo” è uno degli slogan più diffusi per enfatizzare l’importanza di un sistema visivo efficiente per chi pratica attività sportiva. Attraverso decenni di ricerche sulla fisiologia e psicologia della percezione visiva alcuni concetti risultano oggi universalmente dimostrati ed accettati:

  • la funzione visiva è un processo largamente appreso e può essere adeguatamente educato, allenato e migliorato.
  • la notevole plasticità del sistema visivo e delle funzioni che esso svolge sono largamente dovute ai fenomeni di apprendimento sensoriale e fanno riferimento all’enorme e in parte, inutilizzata, plasticità dei processi cerebrali.
  • il sistema visivo umano è il più sviluppato ed efficiente di tutti gli esseri viventi. Oltre due terzi delle informazioni sensoriali che giungono ogni secondo al cervello sono inerenti alla funzione visiva.

“Vedere” è già stata definita come la funzione dominante dell’essere umano. L’uso che l’essere umano è chiamato a farne supera largamente quello delle necessità primarie di sopravvivenza e contribuisce agli aspetti superiori dell’esistenza più squisitamente cognitivi e culturali.

Lo Sport, così come la maggior parte delle attività che svolgiamo quotidianamente, è essenzialmente un’attività visuo-motoria. Ogni azione sportiva è caratterizzata da una percezione seguita da una azione mediata da un’infinità di processi integrativi che contribuiscono a rendere il gesto finale adeguato alle situazioni spaziali e temporali.

Nessun altro sistema sensoriale è così preciso, veloce e raffinato come la funzione visiva nel ” misur

Il visual training è basato sul fatto che la percezione visiva caratterizza la maggior parte delle nostre attività quotidiane e grazie al feedback visivo che riceviamo dall’ambiente sappiamo come muoverci ed agire in modo efficiente e finalizzato.

Ogni attività visiva e visuo-motoria che un essere umano svolge è caratterizzata da esigenze visive più o meno specifiche e l’abilità di interfacciarsi con tali esigenze dipende enormemente da come siamo abituati ed allenati ad utilizzare il sistema visivo. La ripetizione sistematica di gesti motori non necessariamente produce un adeguato apprendimento. Il gesto motorio è il prodotto finale di una serie di fenomeni: una sorta di risultato dell’efficienza e dell’integrazione.

Ogni azione – reazione è mediata da processi sensoriali; se questi non sono adeguatamente integrati, l’allenamento basato sulla ripetizione di gesti motori o sulla forza fisica può dimostrarsi inefficace per migliorare in modo consistente la performance dell’individuo.

Allenare la funzione visiva ad essere più preparata, rapida e precisa può produrre un contributo considerevole nel miglioramento della gestualità sia in termini quantitativi (velocità), sia qualitativi (precisione) e ridi zio e di infortuni sportivi.

Perché un atleta dovrebbe allenare la vista?

Molte prestazioni non sono ottimali, non tanto perché l’atleta compie fisicamente un movimento sbagliato, ma perché lo compie al momento sbagliato.

L’80% circa delle informazioni sensoriali che raggiungono il nostro cervello provengono dal sistema visivo e almeno due terzi dei nervi sensoriali che arrivano al cervello sono deputati alla funzione visiva. Il gesto motorio rappresenta il prodotto finale di una catena complessa di fenomeni che iniziano con la percezione sensoriale degli stimoli.

L’atleta è chiamato ad effettuare una varietà di decisioni durante l’attività sportiva, di cui gran parte si basano su informazioni che il suo cervello ha ricevuto attraverso il sistema visivo. Avere una vista perfetta non significa vedere 10/10: non sono rari i casi in cui l’acuità visiva è molto buona ma i tempi di integrazione percettiva sono inadeguati per il compito che si deve svolgere.

“Campioni non lo si nasce ma lo si diventa”.

La predisposizione naturale è importante, ma lo sviluppo delle abilità è ugualmente essenziale. Spesso l’atleta investe molto tempo ed energie ad allenare il proprio corpo, mentre nella funzione visiva si limita alla “misurazione della vista”. Negli ultimi trent’ anni oltre duemila atleti olimpici, centinaia di squadre e migliaia di atleti professionisti americani sono stati sottoposti con l’aiuto di optometristi a dei test delle abilità visive ed hanno seguito programmi di training. In Italia squadre come il Milan e atleti come Valentino Rossi e Roger Federer, allenano costantemente la visione.

Praticando questo si può:

  • Ridurre i tempi di reazione
  • Migliorare la consapevolezza della visione periferica.
  • Migliorare la concentrazione sostenuta e lavorare sull’anticipazione motoria
  • Migliorare la coordinazione occhio-mano e occhio-piede
  • Favorire l’integrazione oculo – vestibolare fondamentale durante il movimento dato
  • Migliorare la precisione e la fluidità dei movimenti oculari, indispensabili per esplorare l’ambiente che ci circonda

Allenare le funzioni visive permette all’atleta di sfruttare la propria visione per ottimizzare il gesto atletico in più si è notato che gli atleti che sostengono dei cicli di visual training riducono notevolmente infortuni sia in allenamento che in competizione.

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