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Tennis in carrozzina, si apre la sfida per il 28° torneo nazionale

Ben 36 gli atleti provenienti da molte parti della Penisola che parteciperanno al torneo e 15 di loro risultano essere tra i primi 20 della classifica italiana. Ricordiamo Ivan Tratter, tra i primi 30 campioni al mondo di tennis in carrozzina

Mercoledì 16 Settembre 2020 — 08:19

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Le regole del tennis su sedia a rotelle sono uguali a quelle del tennis in piedi. Il campo ha le stesse dimensioni, l’altezza della rete è identica. Unica deroga, la possibilità per il giocatore di lasciare rimbalzare la pallina due volte prima di ribatterla

Giunge alla ventottesima edizione il Torneo Nazionale di Tennis in carrozzina Inail Città di Livorno, presentato in sala Cerimonie a Palazzo Comunale dal sindaco Luca Salvetti, da Claudio Rigolo, presidente di Sport Insieme Livorno, associazione che organizza l’evento e dal nuovo direttore del Torneo, Giacomo Perfidi.

Il torneo, inserito nel circuito nazionale Federazione Italiana di Tennis, torna a disputarsi a Livorno dove è nato e precisamente sui campi del Circolo Tennis House (via Pietro Nenni 21) dal 17 al 20 settembre.
Ben 36 gli atleti provenienti da molte parti della Penisola che parteciperanno al torneo e 15 di loro risultano essere tra i primi 20 della classifica italiana. Ricordiamo Ivan Tratter, tra i primi 30 campioni al mondo di tennis in carrozzina. Presenti tutte le categorie: maschile, femminile e quad. L’edizione 2020 sarà valevole per la classifica nazionale.
Un interessante e singolare aspetto nei tornei su sedia rotelle, è la presenza in uno stesso torneo di tutti i livelli di gioco. Questo permette ai principianti di confrontarsi con i pari livello e con i migliori tennisti italiani.
Le regole del tennis su sedia a rotelle sono uguali a quelle del tennis in piedi. Il campo ha le stesse dimensioni, l’altezza della rete è identica. Unica deroga, la possibilità per il giocatore di lasciare rimbalzare la pallina due volte prima di ribatterla. Possibilità usata raramente dai migliori del mondo, perché, anche nel tennis su sedia a rotelle, la rapidità di gioco è cosa primaria e indispensabile.

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