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Addio alla pianista e vocal coach Laura Pasqualetti

Il Teatro Goldoni di Livorno partecipa commosso alla scomparsa di Laura Pasqualetti, pianista ed artista di rara sensibilità e capacità interpretative

Domenica 15 Agosto 2021 — 14:50

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Il Teatro Goldoni di Livorno partecipa commosso alla scomparsa di Laura Pasqualetti (foto Bizzi), pianista ed artista di rara sensibilità e capacità interpretative. Il suo nome è strettamente legato alle attività del Teatro della sua città da oltre 30 anni: non si contano le preziose collaborazioni come Maestro preparatore in tante produzioni liriche, le sue partecipazioni come protagonista in concerti e spettacoli, dove sempre, con quella tranquillità e modestia che sempre l’accompagnava, dava spessore e colore ad ogni  passaggio musicale. L’abbiamo applaudita per l’ultima volta sul palcoscenico del Goldoni lo scorso autunno in diretta TV, quando fu lei a tenere a battesimo la stagione live in streaming con il tenore Marco Ciaponi e il soprano Desirèe Rancatore. Anche in quelle occasioni Laura, oltre ad essere come sempre punto di riferimento sicuro e puntuale per i cantanti (entrambi di fama internazionale), offrì ancora una volta al pubblico la sua appassionata lettura di pagine mascagnane e di altri grandi autori del melodramma. Le più sentite condoglianze alla figlia Virginia ed un ricordo che mai verrà meno ad un’amica carissima del nostro teatro.

Un ricordo del direttore di Mario Menicagli
“Questo non ce lo dovevi fare…  – si apre così il personale pensiero rivolto a Laura del direttore del Goldoni Mario Menicagli – con alcuni messaggi accompagnati da emoticon pieni di cuoricini avevi promesso fino a qualche giorno fa che ce l’avresti messa tutta per tornare a “dominare” le tue prove prove di sala, di regia, ad essere supporto irrinunciabile per ogni solista che intendesse lavorare con impegno e serietà, così come hai fatto fino a poco tempo fa nonostante le tue condizioni non fossero ottimali. Invece è arrivata la notizia che facevamo finta di non doverci aspettare. E con te se ne va un’anima dolce, sensibile; se ne va una grande musicista riconosciuta e apprezzata da tutti i grandi teatri e da tutti i più grandi maestri. Se ne va una bandiera del nostro teatro che, proprio a settembre, aveva deciso di ritagliarti il ruolo che ti spettava di diritto: quello di coordinatrice dei maestri collaboratori, ruolo che avevi accettato con un entusiasmo quasi adolescenziale. Forse, sinceramente, l’avevamo ritagliato e inventato proprio per te e quindi di questo ruolo adesso ne faremo a meno, ritirando per sempre la “maglia” che doveva essere tua…piccolo segnale che non attenua certo l’immenso dolore che proviamo”.

Un ricordo di Roberto Del Nista
Ci sono notizie di cui non vorremmo mai scrivere, perché pungenti e micidiali come frecce al curaro. Nella notte tra il 14 e il 15 agosto, ci ha prematuramente lasciati la pianista e vocal coach Laura Pasqualetti, portata via da un male rivelatosi troppo in fretta incurabile. È assai difficile, anche per chi sia abituato a scrivere, trovare le giuste parole per esprimere il dolore profondo, attanagliante, per un evento tanto tragico quanto inaspettato, causato dall’improvvisa, immatura scomparsa di un’amica sensibile e talentuosa quale è stata Laura Pasqualetti. Ci sia permesso, una tantum, esprimere un ricordo in prima persona, pur mantenendo quel canone di oggettività fondamentale nell’esercizio dell’attività giornalistica, ricordando il soggetto biografico ed artistico di Laura. Era nata a Pisa, il 17 aprile 1962. Ci siamo conosciuti nel 1982, durante la frequenza alle lezioni all’Università di Pisa. Sin da subito si instaurò tra noi un’affinità fatta di confronti, scambi di idee e discussioni costruttive incentrate sul panorama musicale. Oltre la sua acutezza sulla materia, si è sempre dimostrata palese la sua bontà d’animo e la sua disponibilità nell’aiutare il prossimo in qualsiasi situazione. Ben presto, le sue innate e rare qualità artistiche le consentirono di spiccare il volo nell’Olimpo del teatro d’opera, facendosi apprezzare dai più noti cantanti, direttori, registi e ad essere richiesta dai maggiori teatri. Le sue qualità umane costituivano un singolare connubio con quelle artistiche: Laura era sempre disponibile, anche al di fuori dell’ambiente teatrale, a fornire consigli, suggerimenti, correzioni a tutti quei cantanti per migliorarne la vocalità, inseguendo la ricerca per ottenere la massima qualità in prassi esecutiva. Non a caso, il suo rigore nell’insegnamento, connesso alla sua sensibile poliedricità, è sempre stato un punto fondamentale di riferimento per strumentisti e cantanti. Un’umanità pure materna, riversata anche nella vita famigliare vissuta in simbiosi con la figlia, Virginia, cresciuta con assoluta attenzione e dedizione riuscendo a coniugare perfettamente gli impegni artistici a quelli famigliari. Pietre miliari rimangono i suoi numerosi concerti tenuti a Lucca e provincia dal 2007 al 2020, con cantanti e strumentisti di assoluto prestigio internazionale. In quelle occasioni, in cui ero coinvolto come direttore artistico, sono emerse più che mai le sue competenze professionali, la disponibilità e soprattutto, una singolare vitalità, espressa sia nella musica sia nei momenti di pausa dietro le quinte, contornati da amabili conversazioni e battute di spirito. Sarebbe superfluo e inopportuno, in questa occasione, trascrivere qui il suo interminabile curriculum, poiché la fama e notorietà di Laura erano ben conosciute in tutto l’ambiente musicale e confermate da qualsiasi cantante o strumentista chiamati a tenere i concerti lucchesi: alla richiesta di chi fosse il pianista accompagnatore, appena pronunciato il suo nome la risposta era un coro univoco: «Laura è sempre una garanzia.» Di quella garanzia conclamata, si era accorto Riccardo Muti, con cui Laura iniziò una collaborazione pluriennale sin dal 2005 come pianista assistente nelle opere Don Pasquale, Mefistofele, Don Calandrino e Il matrimonio inaspettato, rappresentate ai Teatri Alighieri di Ravenna, Stanislavski di Mosca, Salzburger Pfingstfestspiele, Pérez Galdòs della Gran Canaria. Cara amica. Un maledetto, inesorabile male, ti ha portata via troppo presto con rapide e immeritate sofferenze. A me, a noi, piace ricordarti come nella foto: solare e piena di gioia. La stessa solarità e gioia che ci hai trasmesse quando ti sedevi al pianoforte e dalle tue dita usciva una musica di rara bellezza. Quelle musiche che ci hai regalate, rimarranno impresse nella nostra mente come fossero incise sul marmo. Speriamo la tua nuova vita celeste ti doni la serenità e la pace che questa vita terrena ti ha impietosamente tolte. Ciao, Laura. Oltre a noi, ti piange la Musica. E che la terra ti sia lieve e leggera. Come la tua anima.

Un pensiero di Marco Voleri
La musica ha il potere di unire i cuori come i puntini del gioco che abbiamo fatto tutti almeno una volta nella vita. Unisci i puntini da uno a venti ed uscirà una figura. Ecco, oggi mi sento così. Il viaggio di Laura, lontano da questa nostra esistenza, mi ha provocato uno sconforto intenso. Leggendo i messaggi di amici, colleghi, conoscenti musicisti, persone che nemmeno conosco, mi sono sentito una minuscola parte di quel disegno, fatto di tanti puntini da unire. Immagine che delinea Laura, musicista sopraffina e donna di grande cultura. Pianista accompagnatrice di rara dote, sempre disponibile. Modi gentili e carattere fermo. Laura è sempre stata, nell’ ambiente musicale, una assoluta certezza. La sua presenza ha tranquillizzato e rincuorato direttori artistici, cantanti, registi e direttori d’ orchestra, tra cui Riccardo Muti, con che l’ ha voluta al suo fianco per diversi anni come pianista collaboratore. La musica prende in mano la matita e unisce i puntini dei molti, moltissimi artisti e lavoratori dello spettacolo che oggi non si capacitano di questa grande perdita. Laura ha lottato come un leone con un male che purtroppo si conosce bene. Un male bastardo. “Un artista non muore mai, perché c’ è sempre la sua musica, sempre la sua voce” ha detto Jacqueline Schweitzer. Io ringrazio questa vita per avermi fatto incontrare nel mio percorso Laura, per aver fatto musica e aver passato tempo con lei, imparando molto. Ciao Laura.

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