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Goldoni. Dopo 89 anni “L’elisir” di Donizetti fa innamorare ancora Livorno

Prossimo appuntamento con la stagione lirica del teatro Goldoni di Livorno per venerdì 23 e domenica 25 novembre con “Sì” di Pietro Mascagni

lunedì 29 ottobre 2018 10:46

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di Massimiliano Bardocci

Con la musica di Gaetano Donizetti si è inaugurata la stagione lirica 2018/19 del teatro Goldoni dove è andato in scena il melodramma giocoso in due atti “L’elisir d’amore”, tratto dal lavoro di Eugène Scribe “La philtre” e tradotto alla lettera dal prestigioso librettista Felice Romani. Quest’opera è uno dei titoli più eseguiti e conosciuti del repertorio di Donizetti ed è mancata dai palcoscenici di Livorno dal lontano 1929 quando fu rappresentata al teatro Politeama il 5 febbraio, anche se la prima rappresentazione nella nostra città risale al gennaio 1836 al Teatro Avvalorati con successive repliche nel corso dei vari anni in altri teatri labronici. A distanza di così tanto tempo il pubblico ha potuto rivedere l’opera venerdì 26 e domenica 28 ottobre per merito della cooproduzione del Teatro Goldoni Livorno e del Teatro Sociale di Rovigo, in collaborazione nell’ambito del protocollo d’intesa “Opera nella Regione Toscana”, con la fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per gli elementi scenici, i costumi e l’attrezzeria.
Un lavoro che vede fondere insieme l’aspetto comico, sentimentale, farsesco e malinconico grazie ad un doppio cast di cantanti lirici composto da: Paola Santucci/Silvia Lee (Adina), Marco Ciaponi/ Tatsuya Takahashi (Nemorino), Sergio Bologna/Matteo D’Apolito (Il dottor Dulcamara), Valdis Jansons/Italo Proferisce (Belcore), Maria Salvini (Giannetta).
Cantanti lirici giovani che hanno saputo interpretare e recitare con enfasi, strappando applausi al pubblico, le varie romanze e arie dell’opera donizettiana come “Quanto è bella quanto è cara”, “Della crudele Isotta”, “Come Paride Vezzoso”, “Chiedi all’aura lusinghiera”, “Udite udite o rustici”, “Io son ricco e tu sei bella” fino alla celeberrima “Una furtiva lacrima”.

La regia era di Ludek Golat che ha ambientato la vicenda in  un agriturismo di un paese toscano anzichè, come originariamente, in un villaggio dei paesi baschi con tanto di una coloratissima scenografia che sembra essere un quadro dei pittori macchiaioli. Sul podio a dirigere l’orchestra Sinfonica città di Grosseto il maestro Marco Severi mentre a dirigere il coro lirico livornese il maestro Flavio Fiorini.

Intervista ad Alberto Paloscia, direttore artistico della stagione lirica del Goldoni.

Dopo circa 90 anni torna a Livorno l’opera di Gaetano Donizetti “L’elisir d’amore” con due validi cast di cantanti lirici. Possiamo dire che il Teatro Goldoni ogni anno riscopre titoli lirici che sono andati nel dimenticatoio?
“Questa direi che è veramente una riscoperta e sono rimasto molto sconvolto nel guardare la cronologia delle rappresentazioni di quest’opera che manca nella nostra citta da 90 anni quando invece è eseguita in tutto il mondo. Mi sembrava quindi un atto di giustizia nei confronti di quest’opera che è un grande capolavoro dando così la possibilità al nostro pubblico di riascoltarla. Un’operazione che mi sta dando una grande soddisfazione. Ci sono stati due cast di cantanti giovani, anche se qualcuno è già affermato, come il tenore elbano Marco Ciaponi, che ha  debuttato nella nostra città interpretando il ruolo di Nemorino la sera del 26 ottobre con tanto di bis dell’aria Una furtiva lacrima, cantanti freschi provenienti dalle esperienze del nostro Opera Studio. Un buon spettacolo e molto divertente, direi, che rientra nella tradizione operistica anche se con un po’ di attualizzazione, quindi possiamo dire: ben tornato elisir“.

Conferma dunque la tendenza sempre più in crescita che porta i registi, dal tradizionalismo classico, a svolgere le vicende delle opere in chiave moderna?
“Si è vero, io sono per la modernità ma sempre nel rispetto della musica, io non preferisco i registi che stravolgono le opere; in questo lavoro Golat ha inserito un minimo di attualità perchè la vicenda si svolge ai giorni nostri in una sorta di agriturismo toscano, ma la storia e la musica vengono rispettati in pieno”.

Prossimo appuntamento con la stagione lirica del teatro Goldoni di Livorno venerdì 23 e domenica 25 novembre con “Sì” di Pietro Mascagni.

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