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Sul palco l’edizione del centenario de “Il piccolo Marat”

Venerdì 10 alle 20.30 e domenica 12 dicembre alle 16 nel nuovo allestimento della Fondazione Goldoni con la direzione d’orchestra di Mario Menicagli. Buon compleanno Mascagni e la mostra Cento anni di Marat i due eventi collaterali

Sabato 27 Novembre 2021 — 08:43

di Giulia Bellaveglia

Il piccolo Marat”, l’opera lirica in tre atti di Pietro Mascagni nonché il titolo che il compositore livornese scelse per la sua maturità artistica, compie cento anni (dalla sua prima rappresentazione. Roma, Teatro Costanzi, 2 maggio 1921). Il Teatro Goldoni festeggia questo evento portando in scena due esibizioni venerdì 10 dicembre alle 20.30 e domenica 12 dicembre alle 16 nel nuovo allestimento della Fondazione Goldoni con la direzione d’orchestra di Mario Menicagli (sul podio dell’Orchestra della Toscana, regia di Sarah Schinasi, scene e costumi di William Orlandi). La nuova produzione e il cast sono stati presentati all’Hotel Palazzo il 26 novembre (foto Bizzi).
“Quello che abbiamo cercato di fare in questi anni è focalizzare l’attenzione su ciò che riguarda l’identità della città e il suo essere spendibile nel mondo – afferma l’assessore alla cultura Simone Lenzi – Partendo da Modigliani, è stato sicuramente necessario giungere a Mascagni. Un personaggio che ha avuto un rapporto complicato con Livorno, un rapporto con cui poi è stato obbligatorio fare pace e classificare l’artista come risorsa indiscutibile”.
Un dramma lirico in tre atti dedicato alla memoria del pianista Antonio Bacchelli.
“Quando mi è stato chiesto di seguire quest’opera mi sono subito resa conto della complessità della scrittura – spiega la regista Sarah Schinasi – Ma ho detto sì. Non ho mai seguito la regia di Mascagni e di certo non potevo farmi sfuggire questa occasione”.
Per il direttore del Teatro Goldoni Mario Menicagli, qui in veste anche di direttore d’orchestra, si parla di “un sogno realizzato”.
“Parlo di un sogno che si realizza perché questa è un’opera molto difficile da vedere in scena – dice – Un lavoro dove il compositore livornese si mette in gioco alla ricerca di nuove forme ed esperienze musicali. E lo fa in modo netto: non c’è rilassamento né all’ascolto né per chi dirige. Particolarissimo l’inizio con coro a cappella che arriva da lontano e che si ripropone durante l’opera quando si capisce cosa sta per succedere ai personaggi”.
La scenografia e i costumi di William Orlandi saranno accompagnati dal lavoro del light designer Christian Rivero e dai costumi di Maria Vittoria Benedetti. La parte musicale vedrà invece impegnata l’Orchestra della Toscana e il coro del Teatro Goldoni con il maestro Maurizio Preziosi. Per accedere alle rappresentazioni sarà necessario esibire il green pass. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.goldoniteatro.it.

Buon compleanno Mascagni e Mostra “Cento anni di Marat”
Collegata a questa speciale ricorrenza mascagnana, due importanti iniziative: la prima, in programma il 7 dicembre alle ore 20.30 (data della nascita del compositore livornese) il concerto “Buon compleanno Mascagni” che sarà presentato dal giornalista Alessandro Cecchi Paone con Mario Menicagli sul podio dell’Orchestra della Toscana ed un programma che proporrà all’ascolto brani de Il piccolo Marat e pagine sinfoniche tratte dalle opere di Mascagni; la seconda è la Mostra “Cento anni di Marat” che sarà allestita nella sala Mascagni del Goldoni: oltre 50 immagini fedelmente riprodotte dagli originali, tra fotografie, locandine, manifesti, lettere, autografi e contratti teatrali a cura dell’Archivio Storico Luca Viganò, pronipote di Irma Viganò, uno dei soprani prediletti da Pietro Mascagni, che la ebbe protagonista nelle primissime edizioni del Piccolo Marat.

Un sogno realizzato, di Mario Menicagli, Direttore d’orchestra
Oltre trent’anni sono trascorsi dall’ultima esecuzione de Il piccolo Marat a Livorno, un’opera che ingiustamente, come del resto molte altre del nostro concittadino, si trova oramai riposta nel cassettone dei nostalgici ricordi dei ferventi mascagnani. Mi trovo quindi a soddisfare un desiderio, anzi un sogno, che mai avrei pensato di poter realizzare: dirigere una nuova edizione di quest’opera. Posso farlo per varie circostanze, non ultima quella di trovarmi nell’attuale ruolo all’interno del teatro proprio nell’anno del centenario della prima rappresentazione. Cento anni ed un oblio che non rende giustizia ad un’opera che ha in sé tante cose belle: immediato e condiviso il percorso avviato e realizzato con il direttore artistico del Goldoni per proporne oggi – unici in Italia ed all’estero – una nuova produzione ed allestimento. Il piccolo Marat è un’opera complessa; lo è dal punto di vista tematico, troppo frettolosamente etichettata da alcuni come opera “reazionaria”; lo è per lo stile da grand opéra con conseguente impiego di numerosi solisti, masse orchestrali e corali e lo è, soprattutto, per una difficoltà musicale percepibile sin dal primo ascolto. Un autentico compendio di armonia, con cambi repentini e ripetuti di tempo, assenza del numero chiuso delle pagine musicali tale da non consentire alcun “rilassamento” per l’ascoltatore e per tutti gli esecutori. Un’opera, in parole povere, difficile, volutamente difficile. Ma straordinaria; l’impeto, la veracità, la freschezza che echeggiano in questo spartito hanno pochi riferimenti similari nella produzione di Mascagni, segno di una maturità ormai raggiunta e di una volontà di proporre nuove scelte al passo con i tempi. Mi auguro veramente che il pubblico, livornese e non, ci accompagni in un’avventura che, almeno per adesso, corriamo da soli. Così come da soli la corsero nel 1979, gli artefici della penultima produzione livornese, quando al Teatro La Gran Guardia, faceva praticamente il suo debutto nelle vesti di direttore un artista livornese, già acclamato e sublime pianista: Antonio Bacchelli e a cui Il piccolo Marat fece da trampolino di lancio verso quella che doveva essere una luminosa carriera. In ricordo di questo grande livornese, la cui carriera fu interrotta da un destino avverso che ce lo tolse a poco più di quarant’anni, dedico e dedichiamo questo “Marat”.

Di seguito i personaggi e gli interpreti.
L’Orco Andrea Silvestrelli
Mariella Valentina Boi
Il piccolo Marat Samuele Simoncini
La Mamma Silvia Pantani
Il soldato Stefano Marchisio
La spia Alessandro Martinello
Il ladro Pedro Carrillo
La tigre Michele Pierleoni
Il carpentiere Alberto Mastromarino
Il capitano dei “Marats” Carlo Morini
Il portatore d’ordini Luis Javier Jimenez Garcia
Una voce Marco Mustaro
Il Vescovo Paolo Morelli

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