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“Le nozze di Figaro” di Mozart al Goldoni

Sabato 23 novembre, alle 20.30, e domenica 24 alle 16, la rappresentazione di questa meravigliosa “Commedia per musica in quattro atti”. Si tratta di una rarità assoluta per Livorno coprodotta con Pisa e Lucca

Venerdì 22 Novembre 2019 — 16:50

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Grande attesa per il debutto de “Le nozze di Figaro” (foto Bizzi), uno dei capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart in programma sabato 23 novembre, alle 20.30, e domenica 24, alle 16, al Teatro Goldoni: si tratta di rarità assoluta per la città di Livorno che ricorda un’unica rappresentazione di questa meravigliosa “Commedia per musica in quattro atti” nel lontanissimo febbraio 1823 al Teatro degli Avvalorati. A quasi due secoli di distanza, l’opera musicata da Mozart all’età di ventinove anni, torna con una nuova produzione della Fondazione Goldoni, realizzata insieme ai Teatri Verdi di Pisa e Giglio di Lucca e con l’allestimento del Teatro Sociale di Rovigo. Si tratta del primo passo di un progetto dei tre Teatri di tradizione della Toscana dedicato alla trilogia mozartiana sui libretti di Lorenzo Da Ponte, destinato a proseguire nella prossima stagione con Don Giovanni ed in quella successiva con Così fan tutte. Per questa produzione, il Goldoni ha voluto puntare sul connubio tra un giovane direttore italiano in ascesa, Jacopo Sipari di Pescasseroli, reduce da importanti impegni internazionali tanto nel repertorio lirico quanto in quello sinfonico ed al suo debutto in un titolo operistico di Mozart del quale ha affrontato con successo  gran parte del repertorio sinfonico di musica sacra: “Nelle Nozze – ha affermato – crolla la rigida divisione tra comico e tragico e il teatro diviene il luogo adibito al racconto di tutti i giorni, nel quale il pianto e il riso che si alternano costantemente, trovano un riscontro diretto in arie che muovono dalla più triste disperazione alla più esilarante comicità e tutti, da chi ascolta a chi suona, torna a casa certo che Mozart, che probabilmente mai come in quest’opera ha messo in musica la voce di Dio, abbia voluto indicare una nuova strada da percorrere, un nuovo mondo da guardare e un nuovo modo di guardarsi, cercando di comprendersi trovando se stessi negli altri, nella diversità”.

La regia è firmata da un’artista di chiara fama e di solida esperienza internazionale quale Massimo Gasparon, autore anche delle scene e costumi oltre che del design luci, cresciuto a fianco di un nome storico della messinscena operistica italiana quale Pier Luigi Pizzi; il suo allestimento giunge a Livorno con un successo rodato nella passata stagione a Rovigo, grazie ad una lettura tutta giocata su un sapiente ed elegante giuoco di simmetrie sceniche e su una vivacissima impostazione teatrale della “commedia umana” immortalata da Mozart in questo capolavoro: “Quasi 250 anni dopo la prima della versione teatrale del testo originale – ha annotato –quest’opera lirica geniale si impone ancora come un’attualissima e straordinaria commedia umana attraverso il racconto delle vite di tre coppie protagoniste che cambiano radicalmente nell’arco di un solo giorno. L’intreccio serrato e folle, in cui donne e uomini si contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente, con eventi drammatici e comici, consacra gli umili più signorili ed intelligenti dei loro padroni”. Nel cast giovani voci quasi tutte italiane – come deve essere in un Mozart prettamente ‘italiano’ come quello della Trilogia dapontiana – ed in gran parte selezionate tramite audizioni mirate, affiancando artisti già affermati della nuova generazione ad artisti in gran parte provenienti dalle opere studio di Livorno e del circuito dei Teatri di Tradizione toscani.

Ricordiamoli tutti: Salvatore Grigoli / Wellington Moura (Il conte di Almaviva), Marta Mari / Marily Santoro (La contessa di Almaviva), Giulia De Blasis / Silvia Lee (Susanna), Nicola Ziccardi / Matteo D’Apolito (Figaro), Irene Molinari / Diana Turtoi (Cherubino), Alessandra Rossi (Marcellina), Davide Procaccini (Bartolo), Francesco Napoleoni (Basilio), Mauro Secci (Don Curzio), Gabriele D’Orazio (Antonio), Maria Salvini (Barbarina), Annarita Dallamarca (Prima donna), Maria Luce Menichetti (Seconda donna); Orchestra della Toscana, Coro Lirico Toscano diretto da Chiara Mariani.

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