Cerca nel quotidiano:


L’Eroica di Beethoven al Goldoni

Quest'opera vedrà protagonista il direttore argentino Alejo Pérez, artista che si è assicurato un posto fisso nel panorama lirico internazionale

Lunedì 3 Aprile 2017 — 07:37

Mediagallery

Sarà “L’Eroica” di Ludwig van Beethoven, la  celeberrima ed immortale sinfonia prediletta dal suo stesso autore, ad animare il prossimo concerto della stagione musicale al Teatro Goldoni lunedì 3 aprile, alle ore 21. Quest’opera, la prima e più efficace espressione della tensione del genio di Bonn a trasformare in musica le tensioni ideali e i conflitti morali del proprio tempo e della storia, vedrà protagonista il direttore argentino Alejo Pérez, artista che si è assicurato un posto fisso nel panorama lirico internazionale: regolarmente invitato sul podio di numerose orchestre sinfoniche, svolge una brillante carriera europea che l’ha visto debuttare al Festival di Salisburgo nel 2015. Alla costante ricerca di nuove sfide ed alla guida di una compagine esperta quale l’Orchestra della Toscana, l’intraprendente Pérez, avrà al suo fianco il ventottenne pianista Federico Colli, che dopo il Primo Premio ottenuto al Concorso Mozart di Salisburgo nel 2011 e la vittoria al Concorso Pianistico Internazionale di Leeds, ha intrapreso una promettente carriera internazionale, ottenendo un notevole successo di pubblico e di critica. Selezionato nel 2014 dalla rivista International Piano come uno dei “30 pianisti sotto i 30 anni che domineranno le scene internazionali negli anni a venire”, Colli si farà interprete nella prima parte della serata del Concerto n.3 per pianoforte e orchestra op.37 dello stesso Beethoven, che rispetto alla Sinfonia è di poco precedente e ha un carattere non meno gagliardo. Fortissimo era nei primi anni dell’800 il desiderio nel compositore tedesco di dare forma artistica agli ideali rivoluzionari di uguaglianza, libertà, fraternità, tanto da spingerlo a vedere in Napoleone Bonaparte non solo il dedicatario ma soprattutto l’ispiratore del proprio lavoro. Ben sappiamo da una diretta testimonianza che quando Bonaparte si proclamò imperatore Beethoven ebbe uno scatto d’ira e stracciò il frontespizio della partitura con la dedica a Napoleone esclamando “Anch’egli non è altro che un uomo comune. Ora calpesterà tutti i diritti dell’uomo e asseconderà solo la sua ambizione; si collocherà più in alto di tutti gli altri, diventerà un tiranno!”. Da storicamente identificabile, l’eroe ha assunto i tratti di una figura epica, fuori dal tempo e dallo spazio, anche se nella sostanza la Terza rimane il ritratto del grande Corso.

Composizione coeva alla Sinfonia, il Concerto n.3 ottenne con lo stesso Beethoven al pianoforte il 5 aprile 1803 a Vienna, al Theater an der Wien, un successo tale che ne fece per tutto l’Ottocento il concerto pianistico beethoveniano più eseguito, primo pezzo per strumento solista e orchestra che mostrò le inconfondibili  tracce del suo genio.

La serata sarà aperta dal Concert Românesc dell’ungherese György Ligeti, un protagonista assoluto della musica degli ultimi decenni ed il cui nome è divenuto familiare al grande pubblico dacché Stanley Kubrick ne utilizzò alcune pagine in “2001: Odissea nello spazio”: in questo lavoro, datato 1956, affiora la memoria – ma soprattutto lo spirito – di tanti canti e danze popolari, ma nella capitale del suo paese, a Budapest, fu subito vietato per alcuni passaggi ritenuti troppo modernisti tanto da meritare la censura da parte delle autorità politiche.

INFO: 0586 204290 e  www.goldoniteatro.it

Riproduzione riservata ©