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Piccolo Cigno, uno spettacolo per dire basta alla violenza

Il Rotary Club di Livorno presenta venerdì 6 dicembre, alle 20,30 al Teatro Goldoni, uno spettacolo per dire basta alla violenza non solo sulle donne

Martedì 3 Dicembre 2019 — 11:14

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Venerdì 6 dicembre alle 20.30 va in scena al Teatro Goldoni “Piccolo Cigno”, una produzione del Rotary Club di Livorno, in collaborazione con Vanessa Turinelli, autrice del romanzo, il Teatro Goldoni e le scuole di danza cittadine. I proventi dello spettacolo saranno devoluti alla lotta contro la violenza sulle donne. Il “Piccolo Cigno” è un romanzo di sentimento che viaggia nel tempo e coinvolge generazioni diverse. Attraverso la storia d’amore delicata e struggente di Enea e Didone si esplorano i conflitti generazionali e si indaga l’amore nelle sue infinite sfumature. Esiste l’amore adolescenziale, tenero e confuso, l’amore passionale, carnale ed effimero, quello protettivo e duro di un padre single, e quello maturo e consapevole di una nonna che vede la vita con una più ampia prospettiva e sa prevedere dove certe scelte sbagliate possono condurre. C’è però anche l’amore violento, quello sbagliato, la tonalità cupa di questo infinito sentimento. Per raccontare una storia così ricca di emozioni, a volte le parole possono non bastare, e qui l’arte può compensare, facendo provare sensazioni e sussulti dell’animo che mal si descrivono a parole ma si possono solo sentire. La bellezza delle giovani ballerine che leggere si muovono sul palcoscenico, accompagnate dalle note di un giovane pianista e dall’ardore di una band che suonerà dal vivo brani inediti, aiutano e completano il racconto dei giovani attori in scena.
La messa in scena è stata concepita con l’intento di rispettare il più possibile la struttura e i temi del romanzo omonimo di Vanessa Turinelli, del quale si è cercato di veicolare nel testo drammaturgico la delicatezza, il tormento e le ferite di un amore che si snoda, tortuosamente, dall’adolescenza fino all’età adulta. Ed è proprio sulle passioni estreme e sulle malinconie radicali dell’adolescenza che poggia questo lavoro, che non a caso vive del corpo, del movimento e della voce delle tante ragazze e dei tanti ragazzi che vi prendono parte, dando vita alle parole del testo, alle coreografie ideate nelle scuole di danza, alle canzoni scritte dagli stessi musicisti che le interpreteranno sul palco. Non è facile essere padri e non è facile neppure essere figli: questa messa in scena indaga su questo, ma anche sullo smarrimento di chi non può sentirsi madre o padre e nello stesso tempo non riesce più a sentirsi figlia o figlio. Senza mai tralasciare che questo smarrimento può diventare un abisso cupo quando è percorso dalla grossolanità, dalla prevaricazione e dalla violenza che tanti uomini credono di poter esercitare per diritto sulla dimensione femminile.

Regia: Alessio Traversi Coreografie: Laura Balzano, Eva Kosa, Sara Pagnutti, Cecilia Testi, Mitzi Testi, Simona Tocchini, Stefania Valdiserri, La Cira. Scuole di danza: Dea, Eimos Centro Formazione Danza, Laboratorio di Danza e Movimento, ST Danza Centro Formazione. Musica a cura di: Cavalera e Band con Alessandro Rizzo Laboratorio Teatrale I.I.S Buontalenti-Cappelini-Orlando.

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