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Al Goldoni il concerto di Capossela

Domenica 19 Marzo 2017 — 04:37

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Entra nel vivo la rassegna di “Eventi” del Teatro Goldoni, organizzata in collaborazione con Menicagli Pianoforti e Leg, presentando un appuntamento musicale di grande qualità: il nuovo tour del cantautore Vinicio Capossela. Dopo aver lanciato la prima parte del doppio album “Canzoni della Cupa” con la tournée estiva “Polvere”, domenica 19 marzo, alle 21, Capossela torna ad esibirsi dal vivo al Goldoni presentando la seconda parte dell’album “Ombra. Canzoni della Cupa e altri spaventi”. Frutto di un lavoro lungo, di grande intensità che descrive così: “Questo lavoro mi ha dato la possibilità di declinare due concetti che sono alla base della condizione umana, la polvere e l’ombra. Ora, al chiuso dei teatri, iniziamo ad avventuraci nella zona dell’Ombra, zona meno definita, dove il materico scompare per lasciare il campo alla proiezione dell’inconsistente. L’Ombra è come una grande scatola in cui abbiamo buttato fin da bambini le cose che abbiamo temuto di mostrare. L’inconscio personale e quello collettivo stanno in questa grande scatola. Un’Ombra che non nasconde ma rivela: sentimenti, assenze, malebestie, animali totemici, radici, proiezioni, ritrovamenti, defunti, archetipi, draghi, duplicità, governi, personalità. Ogni volta che una passione ci proietta oltre noi stessi essa genera un’Ombra… l’Ombra, questo confine labile tra luce e tenebra, tra coscienza e incoscienza. Tra sogno e consapevolezza. Uno stato ipnotico in cui è consentito addormentarsi, o uscire da sé, ma non usare uno smartphone”.
A tenere le fila del discorso dunque il concetto di ombra intesa come materia sostanziale, esistenziale, scenica dello spettacolo nella sua interezza. Attraverso una sorta di travolgente ipnosi, Vinicio Capossela e i suoi eccellenti “Cavalieri dell’ombra” accompagnano il pubblico tra i più spinosi e lugubri meandri della Cupa, metaforicamente intesa come la parte più nascosta dell’interiorità individuale. Corde di violino, onde elettromagnetiche, cornamuse, tamburi e tasti di pianoforte, teli, sagome e rami d’albero, vistosi copricapi e irriverenti maschere, insieme alle “incursioni” musicali scandiranno le tappe di un magico viaggio oscuro in un surreale luogo di metamorfosi spirituale. Grazie al potere dell’evocazione, alle reminiscenze della superstizione, del folklore e della religione, Capossela rievoca la bellezza delle anime tra echi e ombre 3D.
Al centro dello spettacolo, accanto alle Canzoni della Cupa, troveranno spazio brani del repertorio che a questo immaginario sono legati a doppio filo e altri successi dalla ballata Modì dedicata al pittore livornese Amedeo Modigliani, a Scivola vai via, Il ballo di San Vito, Maraja e molti altri.

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1 commento

 
  1. # floyd

    Grande Capossela. Lo seguo dal primo disco.