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Studio Federico Marcucci, un sostegno psicologico durante la pandemia

informazione pubblicitaria. Nei due studi in via Maggi, 20 a Livorno e in via Mezzanina, 12 a Pisa, il dottor Marcucci supporta l’ascolto e l’espressione dei sentimenti. INFO: 339/54.54.387

Martedì 16 Febbraio 2021 — 08:30

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Marcucci, in via Maggi, 20 a Livorno e in via Mezzanina, 12 a Pisa, propone ai propri clienti una relazione di sostegno e di supporto come prezioso momento di crescita reciproca che avviene attraverso l’incontro, l’ascolto e l’espressione dei propri sentimenti reali. L'intervista

L’arrivo e il perdurare della pandemia ha provocato una sorta di trauma in molte persone: ha interrotto la quotidianità, ha costretto all’isolamento e alla convivenza forzata in spazi ristretti; per molti ha coinciso con l’esperienza diretta della malattia e del lutto. Proprio per far fronte a queste problematiche (e a molte altre) lo studio psicologico del dott. Federico Marcucci, in via Maggi, 20 a Livorno e in via Mezzanina, 12 a Pisa, propone ai propri clienti una relazione di sostegno e di supporto come prezioso momento di crescita reciproca che avviene attraverso l’incontro, l’ascolto e l’espressione dei propri sentimenti reali. L’intervista.

Dottor Marcucci, quali potrebbero essere le conseguenze psicologiche della pandemia?
“A undici mesi dall’inizio della pandemia una delle conseguenze più trascurate a livello sociale è il malessere psicologico diffuso che l’epidemia ha provocato in gran parte della popolazione. Se nella prima ondata l’emergenza è stata affrontata con la speranza che se ne potesse uscire nel giro di qualche settimana o mese, nella seconda ondata la mancanza di poter prevedere e progettare sommate all’assenza di una comunicazione chiara sulla malattia hanno generato una cronicizzazione del trauma dove i sintomi dell’angoscia, della tristezza e della depressione si sono aggravati in molte persone”.

Quali sono le conseguenze dell’isolamento?
“L’isolamento prolungato può influire sulla salute delle persone, anche per questo molti fanno fatica a dormire in questo periodo, oppure c’è chi non riesce a disconnettersi dal lavoro o chi non vuole tornare al lavoro, chi stenta a uscire di casa, chi ha sviluppato delle vere e proprie fobie, coppie che sono entrate in crisi, chi riporta una stanchezza diffusa che rallenta qualsiasi attività, chi fa fatica a concentrarsi e chi ha delle crisi di rabbia. E poi ci sono i sintomi più gravi: la depressione, l’ansia o la dipendenza da alcol e altre sostanze. In questo momento molti individui fanno fatica ad associare la loro situazione di sofferenza alle condizioni generali prodotte dalla pandemia. Il primo sforzo per lo psicologo deve essere quello di mostrare alle persone la connessione tra i sintomi riportati dagli individui e il quadro generale”.

Quali sono le conseguenze per bambini e adolescenti? Quali fasce di età potrebbero risultare maggiormente colpite dalla pandemia e dall’isolamento?
“L’adolescenza è anche l’età del confronto e dell’incontro con gli altri, mentre nella fase di chiusura i ragazzi si sono sentiti esonerati dal confronto. Queste limitazioni seppur necessarie sommate a molte altre variabili soggettive e di contesto possono aver portato molti adolescenti a vivere fasi di irritabilità, rabbia e frustrazione. Dobbiamo anche considerare inoltre come molti adolescenti, che già segnalavano minor/mancanza fiducia in se stessi e difficoltà di socializzazione, si siano sentiti apparentemente rassicurati dal poter essere esonerati dal confronto con i coetanei per molti mesi, ma che con la ripartenza si troveranno nuovamente a confrontarsi con aspettative, prestazioni, idealizzazioni, compiti. Molti gli specialisti concordano sulla necessità di non trascurare i sintomi e di predisporre delle forme di assistenza diffusa per questi tipi di disturbi”.

Per informazioni su come avviare una relazione di sostegno e di supporto con lo psicologo è possibile contattare il 339/54.54.387 oppure www.federicomarcucci.it.

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