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Diego, un livornese a Mosca con l’amore… del thriller

Da Livorno a Mosca per amore di una donna e della scrittura. Zucca vanta collaborazioni con registi e case editrici e ha all'attivo un romanzo thriller

Domenica 28 Febbraio 2021 — 07:30

di Tommaso Lucchesi

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"L'ambientazione del libro è Livorno anche se la città rimane sullo sfondo in maniera quasi scenografica e separata, come fosse una madre che guarda il figlio giocare. La trama si muove sui fili del giallo classico per poi dirottare su tutt'altro sviluppo"

Diego Zucca, livornese dal 1978 e con Livorno nel cuore, decide per amore di trasferirsi in Russia dove nel 2008 inizia la sua carriera di insegnante e scrittore. Ha al suo attivo il thriller “Spirali di follia” ambientato nella sua città natale e diversi riconoscimenti e collaborazioni con personaggi del mondo dello spettacolo internazionale. Conosciamolo meglio.

Diego, cosa ti ha portato a traslocare a Mosca dopo una vita passata tra la Fortezza Nuova e i Quattro Mori?
“L’innamoramento verso una collega di origine russa che lavorava con me in un’azienda di spedizioni. Quando abbiamo deciso di sposarci scelsi di fare il grande passo. Non fu semplice visto l’affetto dei miei cari ma questa avventura mi diede realmente stimoli nuovi da cogliere. A Livorno lasciavo la casa, il lavoro ma anche la mia passione per il calcio vissuta con la mia esperienza da redattore principale del sito “coreamaranto”. Quando posso torno volentieri a trovare la mia città ma non voglio che il mio arrivederci sia visto come una fuga, bensì come un vero cambiamento di vita”.

size-medium” src=”https://www.quilivorno.it/wp-content/uploads/2021/02/IMG-20210225-WA0040-600×400.jpg” alt=”” width=”300″ height=”200″ />Come è stato l’impatto con una cultura completamente diversa dalla nostra?
“La cosa che più mi è mancata dell’Italia e di Livorno è stato sicuramente il clima mite che qui non c’è. Per il resto Mosca mi ha accolto con tutto il calore del caso permettendomi innanzitutto di trovare subito lavoro. Nella vita insegno cultura italiana nelle scuole e dai privati e la richiesta di insegnanti italiani è veramente alta. Qui inoltre la sussidiarietà e le politiche sociali sono notevoli e lo Stato si fa sentire senza opprimere. L’idea che ci facciamo noi figli dell’America è che la Russia sia ancora legata a una mentalità da regime sovietico e quindi soggetta a poca libertà individuale: in realtà qui vige il libero mercato, i partiti che si presentano alle elezioni sono ben 16 e non c’è una militarizzazione civile ma solo diverse forze dell’ordine costantemente nelle piazze in funzione antiterroristica. Da italiano, ci tengo a sottolineare il tanto verde di Mosca sempre a misura di bambino, i corsi in qualunque disciplina finanziati dallo Stato, gli incentivi pubblici contro il calo demografico, i tempi quasi immediati per le visite mediche e la gestione ottimale della pandemia senza Dad o particolari restrizioni. Inoltre l’apprezzamento dei russi verso gli italiani è smisurato!”.

Come è stata l’integrazione sociale in questa nuova realtà?
“Non particolarmente difficile perché, malgrado l’idea di “freddezza” che abbiamo dei russi, ci sono persone molto accoglienti, divertenti e più inclini a fare amicizia rispetto che in Italia. Anche il mito del “russo bevitore di vodka” è inventato, qui usa molto più il tè che l’alcool. Per la lingua ovviamente si è presentata qualche complicazione in più ma grazie a mia moglie in un giorno imparai l’alfabeto e in pochi anni riuscii già a comprendere e fare intere conversazioni. Pensa che al matrimonio non avevo neppure capito quando dovevo dire il fatidico sì e gli invitati iniziarono a suggerirmelo”.

Parliamo della tua carriera letteraria. Quando capisci che la scrittura è la tua passione?
“Amo quel mondo fin dai 6 anni quando raccontavo storielle a mio fratello più grande. Intorno ai 14 anni iniziai a scrivere brevi gialli ma ovviamente il salto di qualità e di visione lo feci una volta approdato in Russia. Un giorno decisi di iscrivermi ad un concorso di piéce teatrali indetto dal Teatro Satira ed arrivai fra i primi cinque. Il requisito principale per gareggiare era essere cittadino russo ma presi comunque parte facendo firmare la mia sceneggiatura alla suocera! La giuria era composta dai profili più alti della critica letteraria russa e per me, seppur dietro le quinte, fu un onore essere l’unico non madrelingua ad arrivare sino in finale”.

Sul fronte dei riconoscimenti, riesci ad ottenere una buon successo che ti porta a collaborare anche a un film…
“Nel 2017 ho vinto la puntata di Plot Machine, il programma radiofonico di Radio Rai Uno con l’inserimento del mio racconto nell’antologia dei migliori e quest’anno due miei racconti sono stati premiati, uno dalla pagina Facebook Stephen King – Italia e l’altro dal concorso Turno di Notte con lo scrittore Carlo Lucarelli in giuria. Senza dubbio un grande orgoglio è stato collaborare, rivedere e suggerire miglioramenti alla sceneggiatura del regista armeno David Safarian: mi onora pensare che una parte del film “28:94 ora locale” – noto anche in alcuni paesi come “Paese caldo, inverno freddo” – mi appartiene, sicuramente per quel che riguarda i sottotitoli in lingua italiana”.

Parliamo della tua ultima fatica: “Spirali di follia”. Quando e come nasce questo romanzo?
“L’idea mi balenava in testa nel 2014 e ci impiegai solo quattro mesi a portare a termine il grosso del libro. La parte che mi ha indubbiamente rubato più tempo è stata la revisione e la rilettura che, quando si vuole pubblicare, è l’operazione più importante da fare. Il genere è quello del thriller e l’ambientazione è Livorno anche se la città rimane sullo sfondo in maniera quasi scenografica e separata, come fosse una madre che guarda il figlio giocare. La trama si muove sui fili del giallo classico per poi dirottare su tutt’altro sviluppo senza perdere la tensione che caratterizza il tipo di libro. Le recensioni sono state positive e fra i commenti migliori ho apprezzato quelli che elogiano la scorrevolezza, il ritmo e il coinvolgimento emotivo. Un ringraziamento alla casa editrice Arpeggio Libero che ha fortemente sostenuto il progetto”.

Prossimi progetti?
“Fare un salto a trovare i miei in Italia appena mi sarà possibile. Per il resto sono in un momento proficuo con tante idee in mente e almeno altri due prodotti che sto portando a termine: un adattamento del mio romanzo e una commedia a episodi dedicata all’Italia con l’obiettivo di trasporle entrambe in ambito cinematografico. Sul versante insegnamento continuerò a divulgare la lingua e la storia italiana con passione cercando di parlare di Livorno il più possibile e invitando sempre i miei studenti a farci una capatina!”.

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