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Giacomo, da Livorno a Parigi per amore del teatro

Venerdì 1 Aprile 2022 — 15:57

Giacomo La Rosa, livornese, classe 1989, oggi vive a Parigi dove ha fondato con altri due italiani e quattro francesi una compagnia teatrale

di Giulia Bellaveglia

Il teatro che da Livorno arriva a Parigi. È proprio questa la storia di Giacomo La Rosa (nella foto inviataci), livornese doc, classe 1989, che per amore del teatro, dopo il debutto a Livorno, ha varcato i confini nazionali finendo per stabilirsi in Francia. “Ho iniziato la mia avventura al Teatroffincina Refugio con Alessandra Falca ed Emiliano Dominici – spiega Giacomo raggiunto telefonicamente – La partecipazione ad un progetto della Comunità Europea mi ha portato a fare teatro con i bambini nei campi rom in Ungheria”. Ed è proprio in Ungheria che per Giacomo arriva la svolta che lo porterà Oltrealpe. “In quel contesto ho conosciuto un ragazzo siciliano che frequentava una scuola di commedia dell’arte a Parigi. Incuriosito da suoi racconti ho deciso di fare la stessa cosa e nel 2015 mi sono trasferito nella capitale francese dove ho iniziato a studiare nella scuola diretta da Carlo Boso, allievo di Giorgio Strehler”. Gli anni passano e Giacomo è ormai un attore a tutti gli effetti tanto che nel 2018 fonda, con altri 2 italiani e 4 francesi, la propria compagnia teatrale: la Aller-retour théâtre. “Recitiamo tutti in entrambe le lingue, con spettacoli in Francia e in Italia, e ci dedichiamo alle classiche commedie dell’arte: tematiche sociali che vengono fuori facendo divertire. Per quanto mi riguarda, capita spesso di far ridere i miei colleghi: mi dicono che ho un accento toscano quando parlo francese (ride, ndr). Del resto il mio francese è da autodidatta, non l’ho mai studiato, l’ho imparato vivendo qui”. Il Bel Paese è nel cuore dell’artista labronico ma sulla questione del ritornare a casa spiega: “In Francia ho lo statuto dell’artista, significa che ho uno stipendio fisso tutti i mesi, anche quando non recito. In Italia è un obiettivo praticamente irraggiungibile. Si è pagati a rappresentazione, ammesso che non si riesca a lavorare per le grandi compagnie teatrali. Ho in programma un incontro con una regista teatrale italiana, speriamo di trovare un accordo. Tornare in Italia sarebbe davvero un sogno”.

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