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La cosplayer livornese da un milione e mezzo di follower sbarca su Italia 1

Giada Pancaccini, in arte Giada Robin, ha 30 anni ed un curriculum vasto di partecipazioni a fiere ed eventi nazionali ed internazionali vantando più di un milione e mezzo di follower sui social network. Ecco la sua storia

Domenica 26 Settembre 2021 — 19:30

di Jessica Bueno

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La sua storia a lieto fine di una passione trasformata in un lavoro di successo ha colpito la produzione del programma “Buoni o Cattivi” trasmesso su Italia 1, che la racconterà martedì 28 settembre in prima serata alle 21.30

Ben 413 i cosplay realizzati, 120 gli eventi a cui ha partecipato, 23 gli Stati visitati, oltre un milione di followers su Facebook e solo 30 anni. Giada Pancaccini è livornese ma residente per lavoro ad Arona, classe 1991, amante di manga, fumetti e anime. Da 12 anni ha intrapreso la sua avventura nel mondo del cosplay con il nome d’arte di Giada Robin. La sua storia a lieto fine di una passione trasformata in un lavoro di successo ha colpito la produzione del programma “Buoni o Cattivi” trasmesso su Italia 1, che la racconterà martedì 28 settembre in prima serata alle 21.30. Quilivorno.it ha contattato telefonicamente Giada per conoscere meglio il suo mondo e provare a raccontarlo ai lettori.

Da cosa ha origine il tuo nome d’arte?
“L’ho scelto ispirandomi a Nico Robin della serie One Piece (meglio noto in Italia come “Tutti all’arrembaggio”) di Eiichiro Oda. Questo personaggio ha un sacco di caratteristiche che apprezzo: è una archeologa affascinante, forte e determinata a realizzare il suo sogno. Inoltre rappresenta benissimo l’idea di donna indipendente che ho”.

Tu ed il cosplay: quando hai cominciato ad avvicinartici? E come lo definiresti?
“La prima volta è stata con un gruppo di amici a Lucca Comics & Games 2007, a 16 anni. Quella di Lucca è la principale manifestazione in Italia per gli amanti del settore cartoon, cosplay e comics. Rimasi ammaliata da tutti questi personaggi che vagavano per la città. Mi sembrava di trovarmi in un mondo parallelo. Decisi quindi di provare anche io ad interpretare il ruolo dei miei eroi preferiti, sfruttando le esperienze avute in teatro come attrice. L’anno successivo tornai a Lucca ma non in veste di spettatrice: insieme ai miei amici vestivo i panni della ciurma di Monkey D.Rufy tratta sempre dal manga One Piece e riuscimmo a vincere la gara che quell’anno gli venne dedicata come miglior gruppo. Il cosplay è questo: essere per un giorno un personaggio, impegnandosi sia nella realizzazione del vestito e degli eventuali accessori che nell’imitarne gesti e comportamenti”.

In cosa consiste il tuo lavoro?
“Realizzo set fotografici a pagamento per pubblicità e videogiochi. Ho lanciato un mio brand (GIADAROBINWORLD) e vengo spesso invitata nelle più grandi convention internazionali come cosplayer ufficiale per importanti case videoludiche come Riot Games, Blizzard e Sony anche all’estero. Ad oggi ho partecipato alle più grandi ed importanti fiere del fumetto e del gaming in tutta Europa e dagli Stati Uniti al Giappone, come ospite, giurata e relatrice di conferenze sul mondo del cosplay”.

Arriviamo alla partecipazione al programma di Italia 1: com’è nata la tua partecipazione e cosa riguarderà la puntata?
“Sono stata contattata dalla produzione che mi ha notato sul web. Ho più di un milione e mezzo di seguaci tra Facebook ed Instagram, oltre ad avere un sito tutto mio. Mi hanno chiesto di raccontare la mia storia sul piccolo schermo in una puntata chiamata “Fanatici” che analizzerà la figura dei fan sia nei suoi lati positivi che negativi. Io da essere fan del mondo cosplay sono riuscita ad ottenerne di miei facendo successo proprio in questo ambito. É un modo per lanciare un messaggio positivo e per spronare gli spettatori a non arrendersi. Racconterò inoltre episodi poco piacevoli dovuti a persone che da fan si sono praticamente trasformati in stalker”.

Un consiglio che ti sentiresti di dare a chi decide di cimentarsi nel cosplay?
“La parte più difficile è sicuramente la realizzazione del costume e del make-up. Non è detto che tutto debba per forza essere auto-prodotto, a volte possono non esserci le capacità o il tempo per realizzarlo in modo autonomo. Un consiglio che mi sento di dare è di avere molta passione e pazienza, con la perseveranza si riescono ad ottenere grandi risultati”.

Di seguito, i canali social di Giada ed il suo sito internet:

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