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Un londinese a Livorno tra derby e matrimoni. Barley, fotoreporter e ultras… per caso

Il progetto fotografico di Barley Nimmo, uscito lo scorso 9 dicembre sulla rivista MundialMag, è una rassegna fotografica del giorno del derby a partire dal curioso matrimonio celebrato la mattina in Comune fino ai caroselli di festeggiamento post vittoria amaranto

Domenica 22 Dicembre 2019 — 08:00

di Filippo Ciapini

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Nel momento di massima crisi della stagione del Livorno Calcio emerge una curiosa storia di tifo ed attaccamento. Si tratta dell’avventura di Barley Nimmo, fotoreporter londinese che ha pubblicato il suo progetto italiano chiamato “Pisa M…a”, in virtù dell’accesa e sana rivalità con i cugini toscani (qui in pagina, per sua gentile concessione, una gallery di alcuni suoi scatti fatti proprio durante questa esperienza “amaranto”).
“In realtà avevo pensato ad un altro titolo, quando il magazine ha visto le foto però mi hanno detto che dovevo mettere quella frase– ha confessato in inglese in esclusiva a  Quilivorno.it – E’ un po’ rude (offensivo ndr), lo so, è però perfetto per far capire quanto queste due squadre siano rivali, è uno dei miei migliori lavori”. Il progetto fotografico, uscito lo scorso 9 dicembre sulla rivista MundialMag è una rassegna fotografica del giorno del derby Livorno-Pisa, a partire dal curioso matrimonio di due tifosi amaranto celebrato la mattina al Comune fino ai caroselli di festeggiamento post vittoria. “Non mi era mai capitato di vivere l’atmosfera di una partita a partire dalle 11 di mattina – continua scherzando il ventiduenne inglese – credo che il matrimonio sia durato più o meno venti minuti, dopo tutti nella piazza a cantare quel solo coro contro il Pisa accompagnato da fumogeni e striscioni, è stato folle!”.
Un’esperienza dettata da un curioso errore del caso: il “povero” fotoreporter, infatti, non sapendo come poter contattare il rappresentante della parte più accesa della tifoseria, si è limitato a scrivere su Facebook a “Curva Livorno”, ignaro che fossero semplicemente due persone vicine agli sposi che hanno deciso di unire le iniziali dei propri cognomi per il loro account. Da lì è partita la sua surreale esperienza: “Credo proprio sia stato un bellissimo errore, ma che, alla fine, mi ha aiutato a conoscere la miglior parte di Livorno”. Una vera storia per il tifo di provincia per chi, come Barley, ama la squadra della propria in città, senza pensare a squadre più blasonate e con obiettivi certamente più ambiti, nel suo caso, il Fulham, seconda divisione inglese. E’ così che è nato il suo progetto, l’amore viscerale per una maglia, nella buona e nella cattiva sorte, contornata dalle ansie prima dell’incontro fino all’esplosione di gioia dopo il triplice fischio. Una felicità difficilmente spiegabile a parole, soprattutto da chi, vive le partite in maniera decisamente diversa. Sì perché il fotoreporter ha raccontato di come, in Inghilterra, i derby siano solo dettati dalla posizione geografica e che, quando si affrontano squadre di diversa caratura non c’è quel sentimento profondo che contraddistingue quello toscano. Sono proprio queste differenze che hanno affascinato il protagonista della nostra storia, la passione per una squadra al di là del blasone, il murale Livorno è la mia città, non a caso, è quello che l’ha colpito maggiormente, più di un semplice motto, un vero e proprio stile di vita. L’intervista.

Ciao Barley, partiamo dai tuoi inizi, di cosa ti occupi?
“Ho ventidue anni e vengo da Londra, sono un tifoso del Fulham, in seconda divisione inglese e nei miei progetti cerco di porre l’attenzione sui tifosi e sull’amore reciproco che hanno per la stessa squadra. Il calcio è uno sport bellissimo ed io amo l’Italia e la sua cultura, ho pensato quindi di farmi un giro qua per fare qualche lavoro”.

Un londinese che sceglie Livorno… come mai?
“Sono una persona che ama la politica e stavo cercando squadre che potessero avere una storia importante alle loro spalle. Livorno poi è una squadra storica con un’importante tifoseria”.

Ecco appunto, parlando di tifosi, ti sei ritrovato ad un matrimonio un po’ speciale…
“Esatto! Ho scritto su Facebook ad un account convinto che fosse un ragazzo che rappresentasse la curva ed invece per una serie di motivi alle 11 di mattina ero davanti al Comune con i tifosi. Non mi era mai capitato di vivere l’atmosfera di una partita così presto, è stato un bellissimo errore“.

Che esperienza è stata?
“Folle! Voi livornesi siete pazzi! La piazza era piena di maglie amaranto e fumogeni, è stato bellissimo, ovviamente i tifosi cantavano solo un coro… contro il Pisa”.

Dopo hai visto il Livorno vincere, c’è qualche aneddoto divertente che ti ha impressionato?
“Innanzitutto l’atmosfera che si respirava, tutti uniti a cantare ed urlare, da noi non succede mai. Quando dite che Livorno è una fede è proprio così, quando sei allo stadio non conta niente, siamo tutti fratelli. Ma…devo dire con estrema sincerità che è stata una delle peggiori partite che abbia visto in vita mia! (Ride ndr)“.

Ed è questo il concept del tuo progetto, giusto?
“Esatto, il derby è sempre il derby, non importa in che categoria sono le due squadre. Da noi si basa tutto su geografia e importanza delle squadre. Livorno è l’emblema dell’appartenenza, come il murale Livorno è la mia città, è bellissimo, è la vita no? (Detto con un italiano molto british, ndr)”.

Come hai spiegato quello che hai vissuto ai tuoi amici?
“È difficilissimo! Hai detto bene, puoi solo viverlo. Il calcio inglese è meraviglioso a suo modo, ma qui è passionale, è uno stile di vita”.

Visto che il Livorno Calcio ha un tifoso in più tornerai sugli spalti dell’Armando Picchi?
“Assolutamente sì. Sinceramente non so quando, forse tornerò in Italia per il derby di ritorno, ma mi piacerebbe anche rimettere piede qui, a Livorno. Adesso vorrei concentrarmi sul calcio inglese, però sono sicuro che tornerò”.

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