“A tutti e agli altri benvenuti”, al via il programma 2026/2027 di Carico Massimo e Fondazione Magazzini Generali
Il progetto, che si ispira alle Leggi Livornine, prevede mostre, performance, concerti, incontri, residenze d’artista
Presentato nella sala Cerimonie di Palazzo Comunale “A tutti e agli altri benvenuti”, il programma biennale 2026/2027 di Carico Massimo e Fondazione Magazzini Generali, vincitore dell’avviso pubblico “Laboratorio Creatività Contemporanea 2025” promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Il progetto, che prevede mostre, performance, concerti, incontri, residenze d’artista, è realizzato con il supporto di Regione Toscana e Giovanisí all’interno di Toscanaincontemporanea 2025, con il patrocinio del Comune di Livorno e della Fondazione Livorno e in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Urbanistica INU, Codesign Toscana, Comitato Pontino, mo-wan Teatro, Nina, Ambient Noise Session.
La presentazione ha registrato l’intervento dell’assessora alla Cultura Angela Rafanelli, del presidente della Fondazione Magazzini Generali Cesare Fremura e dei direttori artistici Juan Pablo Macías e Alessandra Poggianti, con questi ultimi che hanno illustrato il progetto.
“La vittoria del bando Laboratorio Creatività Contemporanea 2025 con il progetto “A tutti e agli altri benvenuti”, di Carico Massimo e Fondazione Magazzini Generali, rappresenta un risultato di grande valore per la nostra città e per l’intero ecosistema culturale locale. Si tratta di un riconoscimento che premia la qualità di un progetto capace di coniugare ricerca artistica, sperimentazione e partecipazione, confermando il ruolo sempre più centrale degli spazi indipendenti nella produzione culturale contemporanea”.
Così ha commentato l’assessora alla cultura Angela Rafanelli, che ha proseguito: “Questo programma porta un titolo per noi profondamente identitario: “A tutti e agli altri benvenuti”, ispirato al celebre incipit della Costituzione Livornina, che ha reso Livorno non solo una città cosmopolita, ma anche un modello prezioso, fondato su tolleranza e libertà, capace di rendere possibile la convivenza tra culture, etnie e comunità diverse. È un principio che ancora oggi ci interroga; la nostra risposta, però, non è cercare spiegazioni, ma lavorare per costruirla, giorno dopo giorno. Perché fare cultura significa proprio questo: contribuire a far crescere l’immaginario di una comunità. Ed è un passaggio fondamentale, perché immaginare è il primo atto del cambiamento. È attraverso il pensiero che si apre la possibilità di trasformare la realtà: pensare che si può fare, e soprattutto pensare come fare”.
“Questa è una tappa importante per la Fondazione. La rigenerazione e riqualificazione degli spazi dei Magazzini Generali – ha dichiarato Cesare Fremura presidente della Fondazione Magazzini Generali – è partita tre anni fa e quando è uscito il bando del Ministero della Cultura, che promuoveva riqualificazioni urbane di immobili dismessi in chiave artistico-culturale, ci sembrava fatto su misura per il nostro progetto. L’impegno biennale richiesto dal bando rappresenta una grande sfida e ci fa fare un passo avanti importante in termini organizzativi e strutturali: c’è infatti un calendario di eventi, promozioni, aperture al pubblico e mostre, all’interno di una programmazione di contenuti importanti. In termini strutturali ci prendiamo l’impegno di rendere sempre più fruibili tutti gli spazi: sale espositive, aree per la somministrazione e l’intrattenimento, lo spazio teatro e le residenze artistiche, che rappresentano l’ultimo tassello e vedranno l’attivazione degli ambienti 24 ore su 24”.
IL PROGETTO
Ispirandosi a quel laboratorio sociale ed economico che la Costituzione Livornina attiva a fine Cinquecento, “A tutti e agli altri benvenuti” prende in prestito l’incipit di quel documento storico, riconfermando oggi quella promessa come base della programmazione 2026/27 dei Magazzini Generali.
Proseguendo gli intenti delle Leggi Livornine del 1591, si immagina una città fondata su pluralità, accoglienza e sviluppo utilizzando come medium i linguaggi espressivi contemporanei che trovano spazio all’interno di un distretto culturale in continua trasformazione. I Magazzini Generali di Livorno, edificati nel 1918, sono all’interno dell’area di Forte San Pietro; storicamente utilizzati come deposito delle merci provenienti dal porto di Livorno come deposito merci, oggi sono protagonisti di un processo di riuso degli spazi dedicato alla produzione e alla ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea.
Magazzini Generali si configura come un nodo di interscambio culturale, saldamente connesso alla storia portuale della città e proiettato verso il Mediterraneo e l’oltremare.
Attraverso il recupero di un patrimonio materiale (gli spazi storici) e immateriale (le pratiche spontanee e relazionali sviluppate nel tempo), promuove una visione di cultura come motore di rigenerazione urbana, coabitazione sociale e sostenibilità.
Con l’occasione è stato presentato anche “Águas de Março”, il programma stagionale di sperimentazioni sonore e performative, inserito nel progetto “A tutti e agli altri benvenuti”. Il programma, realizzato in collaborazione con diverse realtà tra cui mo-wan teatro e Ambient Noise Session, è curato da Juan Pablo Macías e Alessandra Poggianti. Il primo appuntamento in agenda è per sabato 21 marzo alle ore 17 ai Magazzini Generali con una danza folcloristica afro-brasiliana che simula un combattimento, un rito collettivo condotto da Mestre Venenoso (Rildson Lima de Freitas), esperto capoeirista brasiliano. La serata proseguirà (ore 21.30) a Piano 0, il reading and listening bar dei Magazzini Generali con un viaggio tra groove globali e rarità in vinile di Vario Misto.
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