Il Livorno Baseball cade due volte contro il Padule
Sul monte di lancio Massimiliano "The Wise" Geri, lanciatore partente di gara 1 nonché pitching coach amaranto
Tra segnali incoraggianti in attacco e cali decisivi sul monte e in difesa, gli amaranto pagano a caro prezzo errori e blackout contro il Padule nei momenti chiave, rimandando il salto di qualità nonostante prestazioni a tratti convincenti
Una trasferta che lascia l’amaro in bocca quella del Livorno Baseball 1948 del manager Alessandro Barbieri sul diamante del Padule Sesto Fiorentino in serie B. Se in gara 1 i labronici sono rimasti in partita fino all’ultimo out, cedendo solo per troppe sbavature difensive, in gara 2 il copione è stato più crudele: un ottimo avvio amaranto con il muso avanti sul 3 a 2 al quinto inning, seguito da un blackout improvviso che ha spalancato le porte alla vittoria fiorentina.
Gara 1 – La prima sfida è stata un continuo botta e risposta. Il Livorno aveva accarezzato il sogno del colpaccio grazie a un quarto inning da 4 punti che aveva ribaltato lo svantaggio iniziale. Il protagonista assoluto nel box è stato Flavio Repetti, capace di spingere a casa ben 3 RBI, supportato dalle 3 valide di Dario Lomi.
Tuttavia, la difesa livornese ha “tradito” il partente Massimiliano “The Wise” Geri, che nonostante una gara solida da 8 riprese lanciate ha dovuto incassare 4 punti non guadagnati a causa dei 5 errori del diamante labronico. Dall’altra parte, il pitcher del Padule, Vassallo, ha sigillato il match con 10 strikeout, fissando il punteggio sull’8-6.
Gara 2 – Il crollo dopo il quinto inning – Nella seconda partita, il Livorno sembrava aver imparato la lezione. Fino a metà gara, il tabellone recitava 3-2 per gli amaranto, grazie a una prova magistrale sul monte di Jacopo Binelli (solo 2 punti concessi in 5 riprese). L’attacco girava bene con le valide di Alessandro Repetti, Lomi e Stefano Trocar.
Poi, improvvisamente, si è spenta la luce. Tra il sesto e l’ottavo inning il Padule ha scatenato l’inferno nel box di battuta, mettendo a segno un parziale devastante di 11 punti. I rilievi livornesi (Genovesi e Barni) non sono riusciti a frenare le mazze di De Aza Perez e Peña Núñez (8 RBI in due), mentre il lanciatore di casa Peña Vera ha spento ogni speranza livornese con 8 strikeout in soli 3 inning, chiudendo i conti sul 13-4.
Cosa resta del weekend – Il bilancio complessivo parla di un Livorno Baseball a due facce. La nota positiva: la capacità di produrre gioco e punti. In entrambe le sfide i labronici sono stati in vantaggio, dimostrando di poter giocare alla pari contro corazzate della Serie B.
La nota dolente: la tenuta sulla lunga distanza, il “corto-monte” e la precisione difensiva. Gli 11 punti subiti nel finale di gara 2 e i 5 errori di gara 1 indicano chiaramente che il problema non è tecnico, ma di concentrazione e profondità del monte di lancio nei momenti decisivi.
Per il Livorno 1948 la strada è tracciata: serve ritrovare quella solidità che, per i primi cinque inning di ogni match, ha fatto tremare il Padule, ma che è mancata proprio quando la pallina ha iniziato a scottare. Adesso un turno di riposo. Si torna all’Alfredo Sisi di Banditella sabato 9 maggio alle 15 per gara 1 e domenica 10 maggio alle 10 la mattina per gara 2 contro la temibile Cali Roma.
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