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Murale imbiancato, Salvetti: “Non è vandalismo qualunque, qui si prova a cancellare dei diritti”

Sabato 2 Maggio 2026 — 18:20

Atto vandalico nella notte contro il murale simbolo dei diritti: coperto di bianco e privata della targa. Istituzioni e associazioni in presidio: “Un attacco che va oltre il vandalismo, risposta immediata della città”

Vernice bianca stesa durante la notte tra il 30 aprile e il 1° maggio ha coperto il murale “Queer Wall” al parco dell’Odeon. Un gesto che ha suscitato reazioni immediate e una manifestazione di solidarietà andata in scena questa mattina davanti all’opera.
Sgomento” è il termine scelto dal sindaco data-start=”670″ data-end=”687″>Luca Salvetti (clicca qui per ascoltare le sue parole), che ha annunciato la volontà di ripristinare il murale “il prima possibile”. L’opera, realizzata nel 2023 da Arcigay Livorno insieme a Toscana Pride, Murali, Oblocreature e Uovoallapop con il sostegno di diverse realtà cittadine e il patrocinio del Comune, raffigura volti simbolo della cultura e della comunità queer: da Virginia Woolf a Keith Haring, da Pier Paolo Pasolini a Oscar Wilde, fino a Mario Mieli e data-start=”1101″ data-end=”1120″>Raffaella Carrà.
Oltre alla vernice, i responsabili hanno rimosso anche la targa esplicativa. Non si esclude che possano essere stati ripresi dalle telecamere presenti agli ingressi del parco.
Alla manifestazione hanno partecipato la giunta comunale quasi al completo, la vicepresidente della Regione Toscana Bintou Mia Diop, rappresentanti di Arcigay, Agedo, Centro L’Approdo, CGIL e numerosi esponenti del mondo culturale e politico cittadino.
“Non è il gesto di uno scemotto – ha detto Salvetti – ma qualcosa di più profondo e preoccupante. Qui si prova a cancellare il valore di alcuni diritti. Se mettiamo insieme questo episodio con gli attacchi alle sedi di Arcigay, Agedo, ai centri sociali e alla CGIL, emerge un filo che deve far riflettere. Il fascismo non è solo storia passata, è anche un atteggiamento che può riemergere”.
Sulla stessa linea Bintou Mia Diop: “Livorno è città di diritti e convivenza. Questo è il terzo attacco alla comunità Lgbtqia+ e il secondo al murale. Qui c’è la volontà di cancellare. Serve una risposta collettiva, a partire dalla partecipazione al Pride di giugno a Grosseto”.
L’assessore Andrea Raspanti ha sottolineato il valore educativo dell’opera: “È giusto che sia in un luogo frequentato anche da bambini: trasmette rispetto e libertà. Hanno provato a cancellarlo, ma è solo velato. Tornerà a brillare”.
Per l’assessora alla Cultura Angela Rafanelli il gesto è “un tentativo di cancellare passato, presente e futuro. Ma i diritti non si cancellano. Stiamo già lavorando per il recupero dell’opera nel minor tempo possibile”.
Dal mondo associativo arriva una lettura chiara. Francesca Caputo (Arcigay) parla di “clima di intolleranza crescente”, mentre Rita Rabuzzi (Agedo) ribadisce: “I nostri figli esistono e non saranno cancellati”.
L’artista Giulia Oblo, che ha realizzato il murale in forma partecipata, non esclude un intervento radicale: “Potrebbe essere necessario rifarlo completamente. Potrebbe diventare l’occasione per un nuovo progetto condiviso, anche con percorsi pensati per i più piccoli”. Infine la poetessa Viola Barbara (Uovoallapop) rivendica l’unicità dell’opera: “Un murale che unisce figure fondamentali della cultura e della storia. Proprio per questo dà fastidio. Ma tornerà ancora più forte”. Dal Centro L’Approdo, Egon Botteghi chiude con un richiamo alla cultura come antidoto: “Combattere il pregiudizio significa anche conoscere. La nostra biblioteca è aperta a tutti”.
“Solidarietà di Rifondazione Comunista ad Arcigay ed a tutta la comunità lgbtqia+ – si legge in una nota del partito – per l’atto fascista contro il murales. Un vandalismo violento, ennesimo segnale di un clima che invitiamo a non sottovalutare. Livorno sia unita contro discriminazioni, sfruttamento ed oppressioni”.

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