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“Mi avete restituito la vita, vi sono riconoscente”

Lunedì 11 Maggio 2026 — 13:00

"Spero davvero che queste parole raggiungano ciascuna delle persone coinvolte, dal primo all’ultimo: voglio che sappiate quanto io e la mia famiglia vi siamo immensamente riconoscenti. E vorrei ringraziare anche il mio cane Bomber: se non avessi dovuto portarlo fuori, sarei morto da solo al mio tavolo di lavoro"

Vi scrivo per condividere una storia a lieto fine e per esprimere pubblicamente la mia più profonda gratitudine verso tutte le persone che mi hanno permesso di essere ancora qui. Come riportato dai mezzi di informazione locali, nel tardo pomeriggio del 22 aprile scorso sono stato colpito da un grave infarto mentre mi trovavo in piazza della Vittoria, a Livorno, insieme al mio levriero Bomber, nel recinto dei cani. Il mio cuore si è fermato improvvisamente. Quella notizia ha fatto il giro della stampa locale, ma ciò che nessun articolo può raccontare fino in fondo è la straordinaria catena umana e professionale che, anello dopo anello, mi ha restituito la vita. Ringrazio anzitutto la Provvidenza e poi, con immensa riconoscenza, tutte le persone che sono state protagoniste di questo salvataggio, frutto di una meravigliosa serie di circostanze favorevoli. Un grazie enorme va al mio amico Gabriele, appartenente all’Arma dei Carabinieri, che aveva ricevuto anche una formazione di primo soccorso. Con lucidità e coraggio straordinari, senza perdere neppure un secondo, ha iniziato immediatamente a praticarmi il massaggio cardiaco. Il suo intervento è stato decisivo: ha impedito che il blocco cardiaco, durato quasi quindici minuti, portasse alla mia morte o a danni cerebrali irreversibili. In pochissimo tempo è arrivata l’ambulanza del 118 con il medico a bordo. Grazie alla loro eccezionale tempestività e competenza professionale, sono riusciti a rianimarmi sul posto e poi a trasportarmi d’urgenza all’Ospedale di Livorno. Da quel momento è iniziata un’incredibile staffetta medica e umana. Desidero ringraziare di cuore: l’équipe dell’Emodinamica, intervenuta con rapidità e grande perizia; tutto il personale del reparto di Rianimazione, che si è preso cura di me nei momenti più critici immediatamente successivi all’evento; i medici, gli infermieri e gli operatori dell’UTIC e dell’intero reparto di Cardiologia, che mi hanno seguito con dedizione durante i giorni di ricovero. In ognuno di loro ho trovato non solo altissima professionalità, ma anche profonda umanità. Tutti, nel proprio ruolo, hanno contribuito affinché un evento così drammatico potesse concludersi nel migliore dei modi possibili. Spero davvero che queste parole raggiungano ciascuna delle persone coinvolte, dal primo all’ultimo: voglio che sappiate quanto io e la mia famiglia vi siamo immensamente riconoscenti. Grazie di cuore per avermi restituito la vita. Ringrazio anche tutti gli amici e i proprietari dei cani di piazza della Vittoria che, al mio ritorno, mi hanno accolto con un affetto tanto sincero quanto inatteso. È bello vedere che esistono ancora persone attente, presenti e capaci di grande umanità. Infine, con un sorriso e una carezza, ringrazio il mio cane Bomber: se non avessi dovuto portarlo fuori, sarei morto da solo al mio tavolo di lavoro. Grazie.

Stefano

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