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Christian Volpi, cinque anni dopo il 12 maggio 2021: il percorso, la consapevolezza, la rinascita

Mercoledì 13 Maggio 2026 — 15:28

Christian Volpi, che ringraziamo per la disponibilità, in uno scatto del 2021

“Non devo più dimostrare un c... a nessuno, ora so chi sono davvero. Lavorate sui vostri limiti e siate consapevoli di quanto siete disposti a dare nella vita per riuscire ad arrivare dove volete arrivare”. L'atleta livornese, 28 anni a novembre, guarda al proprio percorso con una lucidità maturata nel tempo fatta di risultati sportivi, cambiamenti interiori e una nuova consapevolezza personale

A cinque anni dall’incidente del 12 maggio 2021, Christian Volpi guarda al proprio percorso con una lucidità maturata nel tempo, fatta di risultati sportivi, cambiamenti interiori e una nuova consapevolezza personale. L’anniversario non è soltanto una data sul calendario, ma un’occasione per rileggere ciò che è accaduto e ciò che è diventato possibile dopo. Nel suo racconto, il contrasto tra passato e presente è netto. “Cinque anni fa ero lì, in un letto d’ospedale. Oggi, cinque anni dopo, sono un atleta del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa e sto partendo per la Coppa del Mondo di canoa a Brandeburgo. Credo di aver fatto un bel lavoro su me stesso”. Un percorso sportivo intenso, fatto di competizioni internazionali nei 200 metri KL2 e medaglie: 2° posto agli europei 2024, 7° posto alle Olimpiadi di Parigi 2024, 2° ai mondiali 2025, 3° europei 2025. Uno dei passaggi centrali della sua riflessione riguarda il rapporto con il proprio valore personale. Per Volpi, imparare a riconoscere ciò che si è costruito è fondamentale: “E’ importante che ognuno riconosca la propria bravura, il proprio merito e anche i proprio limiti”. Non si tratta solo di sport, ma di un atteggiamento verso la vita. Il punto non è l’approvazione esterna, ma la motivazione interna: “All’inizio anche la voglia di dover dimostrare qualcosa poi ho capito che non dobbiamo fare le cose per gli altri, dobbiamo farle perché ci piacciono. Io pratico questo sport per passione e amore e non devo dimostrare un c… a nessuno”. Una frase diretta, che sintetizza un cambiamento profondo nel suo modo di affrontare la competizione e la vita. Il messaggio finale che emerge dalla sua esperienza è rivolto a chiunque si trovi a costruire il proprio percorso, dentro o fuori dallo sport: “Bisogna lavorare su noi stessi, bisogna lavorare sui nostri limiti, essere consapevoli di quanto valiamo”. E ancora: “Quando poi ci si mette alla prova è lì che si inizia a capire veramente chi siamo, quanto valiamo e quanto siamo disposti a dare nella vita per riuscire ad arrivare dove vogliamo arrivare”.

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