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Sequestrati 65 chili di cocaina in porto

Lunedì 24 Agosto 2026 — 09:42

Il momento in cui viene aperti il container, immagine tratta dal video

La droga era nascosta in un carico di banane e, secondo quanto comunicato, avrebbe fruttato alla criminalità circa 20 milioni di euro. Il prefetto Dionisi: "Chi pensa di usare Livorno troverà uno Stato presente"

I Finanzieri del Comando Provinciale di Livorno e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato 65 chilogrammi di cocaina, suddivisi in 57 panetti, nell’ambito dei controlli sul traffico di stupefacenti. A seguito di una mirata attività di analisi dei rischi del traffico merci in entrata nel porto di Livorno, si legge in un comunicato stampa del 24 agosto, è stato individuato un contenitore frigo che trasportava un carico di banane proveniente dal Sud America, ritenuto sospetto e sottoposto a ulteriori controlli. La scansione radiogena del contenitore, attraverso i sistemi a disposizione della dogana, e l’intervento delle unità cinofile della Guardia di Finanza hanno permesso di riscontrare la presenza di un vano creato vicino all’alloggiamento del motore refrigerante. Il container è stato quindi svuotato e sono state smontate alcune lastre di piombo, sistemate con l’intento di superare la scansione del contenitore. All’interno sono stati rinvenuti i panetti, avvolti da abbondante carta di alluminio. Lo stupefacente, dopo essere stato campionato e analizzato, su disposizione della Procura della Repubblica, verrà distrutto in un inceneritore. Secondo quanto comunicato, la cocaina avrebbe fruttato alla criminalità circa 20 milioni di euro. Le attività investigative sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Livorno, che ha convalidato il sequestro e disposto gli approfondimenti del caso.

Il prefetto Dionisi: “Chi pensa di usare Livorno troverà uno Stato presente”

“Desidero esprimere il mio più vivo apprezzamento e un particolare ringraziamento alla Guardia di Finanza per questo importantissimo risultato, conseguito in stretta collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. È il frutto di un lavoro straordinario, quotidiano e spesso silenzioso, che le Fiamme Gialle svolgono con grande professionalità e capacità investigativa non soltanto in questa occasione, ma da tempo, assicurando una presenza costante anche all’interno delle aree portuali. Un’attività che ha già prodotto risultati significativi e che continueremo a sostenere con la massima determinazione. Il porto di Livorno non può e non deve diventare una porta d’ingresso per i traffici della criminalità organizzata: chi pensa di poter utilizzare uno dei principali scali italiani per introdurre droga nel nostro Paese deve sapere che troverà uno Stato presente, organizzato e capace di colpire. Questi risultati dimostrano anche quanto sia decisiva la capacità di fare squadra. Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e tutte le altre componenti del sistema di sicurezza, insieme all’Agenzia delle Dogane e agli enti che esercitano competenze nelle aree portuali, devono concorrere, ciascuno secondo le proprie attribuzioni, a un controllo sempre più capillare ed efficace. La Prefettura continuerà a garantire il massimo coordinamento e sostegno a questa sinergia, perché il controllo del territorio non finisce ai cancelli dei porti: Livorno e Piombino sono infrastrutture strategiche e le loro aree portuali sono parte integrante del sistema provinciale di sicurezza. Su territori così vasti e complessi servono, simbolicamente e concretamente, “mille occhi in più”. Per questo occorre puntare con ancora maggiore decisione sull’innovazione tecnologica, valorizzando i sistemi avanzati già disponibili e incrementando strumenti come i droni per la sorveglianza delle aree portuali. La criminalità evolve rapidamente: la risposta dello Stato deve evolvere ancora più velocemente”.

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