Libertas-Pistoia, le pagelle. Tozzi è l’Avenger amaranto, in the name of the “Prez”
Il capitano trascina gli amaranto con 20 punti e 7 rimbalzi, Vildera parte con una doppia-doppia, Graves si prende la gloria con la bomba del sorpasso finale a 20' dalla fine. Una vittoria dedicata al "Prez" Benvenuti. E ora il pagellone per la prima vittoria della stagione
C’è chi ci crede, chi ci vuol credere e chi ha studiato quella parabola da scienziato come un Galileo Galilei e la Legge del Pendolo. Ma forse, e dico forse, quel pallone nel finale l’ha soffiato proprio lui là dentro. Quel ciuf è arrivato dritto dritto dal cielo. Con un sorriso sornione di quelli che faceva lui. E poi ci aggiungeva un “Oioi bimbi”, come ha dire: quanto s’è patito oggi…
Quel 63-62 a 20 secondi dalla fine, oltre ad avere la firma di Graves ha la sigla del numero 76, in the name of the “Prez”. Perché questa vittoria andava portata a casa. Marco se la meritava. Era doveroso. E allora là dove non è arrivato un pomeriggio dalla statistiche sbilenche forse ci è arrivata proprio quella manina invisibile che ha dato il coraggio a quello stranger tanto voluto di prendersi un tiro così importante. Come i veri campioni. Ed è arrivata la vittoria. Nel nome di Benvenuti. Senza dubbio.
Una Libertas brutta sporca e (a tratti) cattiva si aggiudica la prima. E adesso bisogna ripulirsi. Ripulirsi i panni, non in Arno come fece tal Manzoni, ma nel nostro bel Tirreno, con una siusky magari, come piace a noi. E mostrare che bel basket sa fare questa Libertas. Perché diciamocelo, si può fare di meglio. Noi lo sappiamo. E sicuramente lo sanno anche loro, quelli con la canotta amaranto addosso. E allora prendiamoci questi due punti e via veloci come due coguari nella notte. Che all’alba c’è da mostrare il bel colore di nostra divisa ai prossimi che verranno…
E ora, vai col pagellone amaranto. Ci proviamo a darvelo il più spesso possibile. Non garantiamo. Ma ci proviamo. Intanto gustiamocelo questo primo pagellone d’inizio anno…
TOZZI 9 – Vabbé cosa ve lo dico a fa’… Tozzi si toglie le infradito da bravo ragazzo dell’ombrellone accanto uscito dalla doccia post-bagno pomeridiano e decide di mettersi su l’armatura da Capitan America, anzi quella di capitan Amaranto. Un po’ come la piuma di Dumbo che gli consentiva di volare ma in realtà… non era mica vero. Serviva soltanto quella spinta in più. Sorretto da un’anomala energia Tozzi si carica addosso i 4mila del Modigliani Forum. Uno per uno. Venti punti a segno, 7 rimbalzi presi, 7 falli subiti. Una bomba dal peso specifico dell’Osmio presa su una gamba sola, da una posizione tipo “dietro l’anta di una porta socchiusa” con una mano in faccia e con l’urlo dei 24 secondi in scadenza sul collo tipo “Vengo a prendertiiii”. Ecco Tozzi la mette e tiene ancorata la doppia L alla partita, anzi, la rimette sul binario come mamma gatta fa con il cucciolo che esce fuori dalla cuccia prendendolo per la collottola: 51-52 e corno della riscossa che riecheggia a Porta a Terra. Insomma Tozzi è capitano vero. Oggi quei galloni brillano di brutto sulle sue spalle. WALT WHITMAN (O Capitano! Mio Capitano!)
VILDERA 7,5 – A fine gara, ai microfoni della stampa, si definisce “cotto”. Ma noi ci sentiamo di smentirlo. Perché se è cotto così allora è un davvero un signor Cotto, anzi un ParmaCotto, come recitava una pubblicità degli anni ’90. Vildera inizia la sua stagione amaranto con una “double double”, una doppia-doppia d’autore: 11 punti a segno, 11 rimbalzi messi in saccoccia una bella intensità difensiva dimostrata sul pitturato. Qualche sbavatura e un passaggio fuori fuoco che finisce in bocca della signora in prima fila nel parterre. Ma è uno a cui piace prendere, e soprattutto dare, le sportellate. E allora benvenuto su questo tagadà amaranto. Ci servirai. MR DOUBLE DOUBLE
GRAVES 7 – Per larghi tratti del match sembra quel meme che dice “Quando lo compri su Wish” e ti mostra tipo LeBron James, “Quando ti arriva a casa” e ti mostra una foto sgangherata di Jayvon Graves. Forse caricato da mille aspettative ci aspettavamo un Angelo caduto dal cielo come cantava Nada, un Ken Shiro che veniva a punire tutti sopra la città per riprendersi la sua Giulia, un oggetto non identificato per la serie A2. Forse anche lui sentiva un po’ tutto questo. A tratti si illumina, fa cose buone. Ma non risulta mai determinante. Ma poi, ma poi, ma poi… arriva quella bomba lì. Quella che sembra, come detto nell’incipit di questa pagina, scagliata direttamente da lassù. Un confetto del Paradiso. Un bon-bon da scartare a fine pasto. La bomba del sorpasso finale non è solo poesia, è un libro di antologia, non è una hit estiva, ma un album di De Gregori. Graves ci regala la gioia e si prende la gloria. WISH? NO GRA…VES
VALENTINI 6,5 – Con la sua bomba piega le gambe a Pistoia. La sua gioia è esplicita come quella di Pablito Rossi dopo il gol Mundial. Ciccio Valentini mostra i muscoli alla curva e a un PalaModì ubriaco di lui. I suoi tre punti significano ossigeno e vita: 56-52. La Libertas allunga. Ciani, alle corde, chiede il time out. Lui per un attimo è Rocky che ha steso Ivan Drago. E il pubblico sembra scendere in campo con lui. E tutto il mondo sembra buono, anche il professore cantava Venditti. ADRIANAAAAA
SAKINE 5,5 – Il giovanissimo Sakine parte subito in quintetto con una carico di responsabilità importante per i suoi 18 anni. E il classe 2008 si carica subito di falli. Dopo due minuti arriva il secondo personale e la partita, inevitabilmente, si fa in salita. Dà tutto sul parquet dimostrando di avere ampi margini di crescita. Non è facile sostituire una stella come Tiby. Ci prova in ogni occasione ma il suo talento stasera rimane fuori fuoco. PICCOLA STELLA SENZA CIELO
POSSAMAI 5 – Come direbbe Mara Maionchi al tavolo di X-Factor, stasera Luca… non mi sei arrivato. Per me è no (prego leggasi con la voce di Mara). Il lungo amaranto segna solo su tiro libero (1/2) e spesso sbaglia cose che da fuori fanno mettere le mani nei capelli (ribadiamo da fuori perché dentro al campo è sicuramente tutta un’altra storia, per carità). Anche in fase difensive sembra smarrito nella jungla del pitturato dove, anche secondo l’analisi di coach Diana a fine partita, 32 punti concessi agli avversari possono essere too much. Oggi l’ascensore amaranto era fuori servizio. OUT OF ORDER
PICCOLI 6 – Il solito “Piccoli” grande sognatore amaranto. Lo si vede anche da come gioca un sognatore sapete? È quello che sembra perdere la bussola ma sa bene dov’è il Nord. E’ quello tinto d’amaranto. E che urla Gireremo lo Stivale. Lui lo Stivale lo ha girato ma da due anni ha deciso di fermarsi qua. Dove il mondo gira ad una velocità speciale. Piccoli lo sa. E anche stasera arringa la folla come Perry Mason la giuria. L’UDIENZA E’ TOLTA
PENNA 6,5- Gara convincente e decisa in cabina di regia. Smista 4 assist. Molto bene la prima parte di gara poi si perde nella matassa del vinci-perdi che si vede sul rettangolo di gioco del finale. Il Nulla arriva a Fantasia ed è black out di gioco. “Atreyu” Valentini però riesce a cavalcare Falkor verso la luce. Penna riesce a scrivere un pezzo della storia della vittoria con autorevolezza. Si vede che c’è della ruggine ma si vede che il ciack da regista lo sa maneggiare bene. LIBERTAS BUONA LA PRIMA, INTERNO GIORNO. EEEE… AZIONE!
FILONI 5,5 – Solita grande, immensa grinta. Ma stasera non basta per il 6 in pagella. In una serata un po’ così da uno come lui, che questa Libertas ce l’ha addosso, ci aspettavamo uno spunto in più. Un quid che è mancato. Troppo impreciso al tiro, troppo pasticcione in occasioni delicate, Filoni stasera sembra aver perso il… Filo. Si perde nel dedalo di una partita spigolosa e complicata. TESEO NEL LABIRINTO DI MINOSSE (senza l’aiuto di Arianna)
COURNOOH 6 – Sei come i punti messi a registro. Sceso dai piani alti per sporcarsi le mani nel mondo dell’A2 si rende subito conto che quaggiù la vita non è facile. Che da qui, che da qui… qui non arrivano gli angeli con le lucciole e le cicale, come cantava Vasco Rossi. Quaggiù c’è puzza di inferno e segatura. O come cantava il Liga: “odor di mare, diesel, merda, morte e vita”. C’è tutto quaggiù, tranne lustrini e paillettes. Quaggiù nessuno ti regala niente. Anche quando dovrebbe essere una giornata di festa. Cournooh lo capisce presto. Si rimbocca le maniche e spala il fango di una serata che rischiava di diventare una Caporetto. Lui si mette nel fortino. E difende la Fortezza Amaranto. PARTE DELLA CIURMA PARTE DELLA NAVE
COACH DIANA 6,5 – Fa i salti mortali per sopperire ad una delle assenze più pesanti della Lega. Quella del miglior straniero 2025/26. Senza Tiby la vita mica è facile. E Diana ha il coraggio di provarle tutte. Di dar fiducia, di cambiare quando serve e di tamponare là dove si imbarca acqua. La sua Libertas, come ormai ampiamente detto, stasera non è certo bella come Scarlett Johansson sul red carpet di Hollywood, ma si merita comunque la statuetta dei due punti in classifica. Quelli presi con il sudore. Davanti a 4mila persone in festa. Il che non guasta mai. Stasera non sarà Scarlett ma uno sfacciato e spietato Claudio Santamaria in Lo Chiamavano Jeeg Robot. CORRI E VA TRA LE STELLE TU CHE PUOI DIVENTARE JEEG!
LIBERTO 7 – Vogliamo dare un voto anche alla mascotte amaranto riabilitandola rispetto alla scimmia triste e spenta dello scorso anno. A sto giro la scimmia nuda balla, direbbe Gabbani. Sgabbia con grinta dal tunnel, con tanto di bandierone amaranto sventolante e ci regala anche la Liberto-Dance con tanto di capriole e passi di hip hop. Non è l’eroe che ci meritiamo ma quello di cui abbiamo bisogno. BAT-LIBERTO!
THE “PREZ” + ∞ – So che da lassù te l’aspetti questa pagella. E sei qui che te la ridi. Ed è forse il motivo per cui stasera sono qua a scriverle di nuovo. Il voto è chiaramente + Infinito. Come sei tu e come sei sempre stato. Infinito sognatore, infinto nel senso di sempre da scoprire. Infinito come l’amore che hai messo per questa squadra, per questa gente, per questi colori. Infinito come sarà il ricordo per te. Lo senti? E’ la tua curva che canta. E’ la tua tribù. Alzalo ancora in alto quel pugno Marco. Il tuo popolo lo alzerà con te. UN SOGNO DI PRESIDENETE O UN PRESIDENTE DA SOGNO? (Questa frase finale ti piaceva tanto, te la dovevo)
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