Economia del mare: i dati confermano la rilevanza strategica per la costa toscana
Quasi 7.000 imprese, oltre 38.000 occupati, 2,5 miliardi di euro di valore aggiunto diretto che, attivandone 4,6 nel resto dell'economia, producono 7,1 miliardi complessivi
Quasi 7.000 imprese, oltre 38.000 occupati, 2,5 miliardi di euro di valore aggiunto diretto che, attivandone 4,6 nel resto dell’economia, producono 7,1 miliardi complessivi. Questi i numeri della blu economy nelle province di Grosseto e Livorno secondo il Rapporto sull’Economia del mare 2026, redatto annualmente dal Centro Studi e Servizi della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.
Il nuovo rapporto della CCIAA è stato pubblicato sul sito istituzionale e una sintesi sarà presentata dal Centro Studi alle ore 14:45 l’1 e il 2 ottobre a Livorno agli Hangar Creativi, in occasione dei “Maritime Days 2026 – Le Eccellenze Livornesi”. Alcuni dei dati economici e i fabbisogni di competenze nella provincia di Livorno, saranno il focus del rapporto pensato dalla CCIAA appositamente per gli studenti, all’interno della tappa livornese degli “European Maritime Days In My Country” della Commissione Europea — DG MARE, che connetterà studenti, imprese, università e centri di ricerca sulle professioni del futuro, mettendo al centro il rapporto tra le nuove generazioni e lo sviluppo sostenibile. La rassegna promossa dal Comune di Livorno apre il percorso di avvicinamento alla Biennale del Mare e dell’Acqua 2027 e nel pomeriggio del 2 ottobre verrà inoltre siglato da Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Comune di Livorno e Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale un Protocollo d’Intesa a sostegno delle startup della blue economy.
“I recenti dati ci dicono che l’economia del mare è un patrimonio che nel nostro territorio incide per un eccezionale 44,6% sul Pil locale, rispetto all’11,4% nazionale e per questo dobbiamo continuare a lavorare e a mettere in campo ogni azione possibile a sostegno delle filiere blu – spiega il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno Riccardo Breda – Tra i nostri punti di forza spiccano la centralità della logistica e del comparto turistico-ricreativo, affiancate da una forte crescita occupazionale; mentre la contrazione del tessuto imprenditoriale (-0,5%), in controtendenza con la crescita toscana (+4,0%) e italiana (+8,9%), è legata a processi di riorganizzazione nella cantieristica e nell’ittica livornese”.
Entrando nel dettaglio del Rapporto, si evince che a fine 2025 l’area della Maremma e del Tirreno contava 6.897 imprese attive; analizzando le specificità territoriali, la provincia di Livorno si distingue con 4.419 imprese e 27.203 occupati, producendo un valore aggiunto diretto superiore a 1,9 miliardi di euro, trainato principalmente dalla logistica e dalle filiere turistiche legate all’alloggio, alla ristorazione e alle attività ricreative. Sul fronte grossetano, si registrano invece 2.478 imprese e 10.960 occupati, per un valore aggiunto diretto di circa 613 milioni di euro; in questo caso, la filiera ittica, i servizi di alloggio e ristorazione e le attività sportive e ricreative coprono congiuntamente oltre l’80% della ricchezza prodotta. L’andamento economico generale evidenzia una espansione sia occupazionale che di valore aggiunto, seppur con alcune differenze all’interno delle filiere.
“Nonostante queste dinamiche estremamente positive, il comparto deve affrontare crescenti criticità nel reperimento di figure professionali idonee e per questo dobbiamo lavorare coralmente – aggiunge Breda – I fabbisogni occupazionali e le competenze maggiormente ricercate dalle imprese, e spesso più difficili da individuare sul mercato del lavoro, sono quelle strettamente connesse alla doppia transizione ecologica e digitale”.
Il rapporto del Centro Studi è disponibile sul sito della CCIAA all’indirizzo: https://www.lg.camcom.it/analisi-e-informazione-economica/studi-e-ricerche
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