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Sabrina Orsolini va in pensione, una vita tra i presidenti

Sabato 31 Ottobre 2026 — 22:40

Ringraziamo Sabrina Orsolini per la disponibilità

Da Claudio Frontera a Giorgio Kutufà, passando per Alessandro Franchi, Maria Ida Bessi e infine Sandra Scarpellini. Un percorso professionale fatto di incontri, iniziative, ricordi e amicizie: “Sono cresciuta in tutti i sensi”

Per Sabrina Orsolini è arrivato il momento di salutare il mondo del lavoro e godersi la pensione. Un traguardo importante, raggiunto a 62 anni, che porta con sé un bagaglio di esperienze, incontri e ricordi, soprattutto quelli legati ai suoi 38 anni trascorsi alla Provincia di Livorno, dove per 35 anni è stata la segretaria dei presidenti che si sono succeduti alla guida dell’ente. Un’avventura professionale iniziata dopo una prima esperienza in una ditta di riparazioni navali, dove lavorava come segretaria e dove, racconta, si era trovata molto bene. Poi, a 24 anni, la vittoria del concorso e l’ingresso in Provincia. Da quel momento, una lunga storia professionale vissuta sempre con entusiasmo. “Devo dire che, per quanto riguarda il lavoro, sia nel privato che nel pubblico, mi devo ritenere fortunata. Ho sempre lavorato volentieri”.

Nel corso degli anni Sabrina, che ringraziamo per la disponibilità, ha affiancato diversi presidenti: da Claudio Frontera a Giorgio Kutufà, passando, dopo il riordino delle Province del 2014, per Alessandro Franchi, Maria Ida Bessi e infine Sandra Scarpellini. Figure diverse, ciascuna delle quali ha lasciato un segno nel suo percorso. “Di loro mi porterò, in un modo o nell’altro, un bel ricordo. Tutti fanno parte della mia vita e del mio lavoro”. Tra le tante esperienze vissute a Palazzo Granducale, alcune iniziative sono rimaste particolarmente impresse nella sua memoria. Come la consegna della cittadinanza simbolica ai bambini nati in Italia, organizzata nel 2012 dal presidente Kutufà. “C’era un salone consiliare strapieno, con il ministro Riccardi. Fu veramente bellissimo”. Un altro momento significativo fu, nel 2018, l’intitolazione della sala consiliare al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, voluta dal presidente Alessandro Franchi. Fino ad arrivare all’organizzazione delle celebrazioni per il centenario della Provincia di Livorno, svoltesi nel gennaio 2026. La segreteria di presidenza è stata l’ambiente professionale che Sabrina aveva sempre desiderato: un lavoro dinamico, fatto di contatti, riunioni, eventi e situazioni da affrontare quotidianamente. “Sono stata fortunata a lavorare in una segreteria sempre varia, mai scontata, con situazioni da risolvere giorno per giorno. Era proprio quello che desideravo”.

Ma la sua esperienza in Provincia non si è esaurita negli impegni istituzionali. Accanto al lavoro, infatti, c’è stato anche il coinvolgimento nel circolo ricreativo dell’ente, insieme a tanti colleghi. Un mondo fatto di socialità, creatività e voglia di stare insieme, che ha dato vita a numerose iniziative: dalle feste di Carnevale per i bambini agli spettacoli teatrali. Tra questi, Sabrina ricorda con particolare affetto “Cenerentola a Livorno”, uno spettacolo in vernacolo scritto e realizzato praticamente dal nulla, poi portato in scena al Teatro delle Commedie. E ancora feste, cene, corsi e appuntamenti che hanno accompagnato tanti anni di vita lavorativa. Negli ultimi anni si è dedicata soprattutto all’organizzazione di serate musicali, mettendo a disposizione una delle sue grandi passioni: il canto. Eventi ospitati al Museo di Storia Naturale, nella Sala del Mare e anche all’aperto, alcuni dei quali organizzati con finalità benefiche per aiutare persone e sostenere iniziative particolari. “Purtroppo le cose cambiano e anche il circolo non esiste più. Peccato, davvero peccato”, commenta con un pizzico di nostalgia. Il bilancio di questi quasi quattro decenni è però soprattutto un bilancio umano. “In Provincia sono cresciuta in tutti i sensi. La Provincia mi ha dato tanto e io sono sicura di aver contraccambiato”.

Nel suo saluto di commiato c’è spazio per tutte le persone incontrate lungo il cammino: amministratori, presidenti, assessori, consiglieri, dirigenti e colleghi. Molti hanno poi preso altre strade professionali, trasferendosi in Regione o nelle aziende sanitarie, ma con diversi di loro sono nate amicizie che continuano ancora oggi. Un pensiero anche alle tante persone conosciute attraverso le collaborazioni con le altre istituzioni, le associazioni e i comitati. Una rete di rapporti che rappresenta forse l’eredità più preziosa di una carriera trascorsa dietro le quinte della vita amministrativa del territorio. E prima di chiudere, Sabrina affida un ultimo pensiero proprio all’istituzione che è stata la sua casa professionale per quasi quarant’anni: “Spero veramente che le Province possano tornare a essere quello che erano e ad avere il valore che si meritano”. Adesso si apre una nuova stagione, con più tempo da dedicare alle passioni e agli affetti. Ma certi luoghi e certe persone continueranno inevitabilmente a far parte della sua storia. Perché 38 anni non sono soltanto una carriera: sono una fetta importante di vita.

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