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“Riportatemi l’auto, mi serve per andare a curarmi”

Giovedì 5 Novembre 2026 — 09:07

L'auto rubata a Monica

La vettura è stata rubata in piazza XX Settembre. La proprietaria è in terapia oncologica a Pisa: “Mi serve per andare in ospedale e al lavoro. Per me la macchinina è l'indipendenza e ha anche un valore affettivo enorme”

Un furto che va ben oltre il valore di un’automobile. Per Monica, la sua macchina è un mezzo indispensabile per affrontare la quotidianità, raggiungere il posto di lavoro e, soprattutto, recarsi all’ospedale per le terapie oncologiche. Per questo, dopo aver scoperto che le era stata rubata, ha deciso di lanciare un appello pubblico a chiunque possa averla presa: “Vi chiedo di restituirla, ne ho davvero bisogno”. La vettura è stata parcheggiata martedì sera, intorno alle 20, in piazza XX Settembre. La mattina successiva, mercoledì, intorno alle 9, Monica è uscita per riprenderla e recarsi a un appuntamento. Ma dell’auto non c’era più traccia. Un’assenza che ha avuto conseguenze immediate: è stata costretta ad avvisare il medico che non sarebbe riuscita a presentarsi alla visita, un appuntamento importante che deve ripetere periodicamente anche a causa dei problemi ai piedi legati alle terapie. Ma la preoccupazione più grande riguarda le cure. Monica sta affrontando una ricaduta della malattia e deve recarsi all’ospedale Santa Chiara di Pisa per sottoporsi a terapie salvavita. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 9 novembre, quando sarà accompagnata da una collega in pensione non avendo al momento la vettura. Nei mesi successivi dovrà inoltre affrontare controlli trimestrali, Tac, visite cardiologiche, controlli oncologici e altri monitoraggi. Senza la macchina, tutto diventa più complicato. Non si tratta soltanto di una questione di comodità o di organizzazione degli spostamenti: quell’automobile le serve per raggiungere le strutture sanitarie, proseguire il percorso di cura e anche per andare a lavorare, mantenendo una propria autonomia nella vita di tutti i giorni. “Per me la macchinina è l’indipendenza“, racconta Monica. Una frase che racchiude perfettamente il significato di quell’auto, soprattutto in un momento così delicato della sua vita. C’è poi un altro aspetto, per Monica tutt’altro che secondario. Quell’auto, pur essendo del 2010, ha un valore affettivo inestimabile: era appartenuta alla mamma, oggi scomparsa, che aveva scelto personalmente anche il colore. Un ricordo di famiglia al quale è profondamente legata.

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