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Solo penna, 23 giovani artisti in mostra al Punk Rock Shop

Giovedì 5 Novembre 2026 — 09:10

Sabato 7 novembre l'inaugurazione dell'esposizione curata da Michael Rotondi, nata da un progetto del Liceo Cecioni. Protagonista il segno tracciato a biro, senza matita né possibilità di cancellare: un viaggio nell'immaginario della Generazione Z

Lo studio del proprio segno grafico diventa il mezzo per scardinare e risalire alla radice dell’immagine contemporanea. Sabato 7 novembre alle ore 18:30, apre al pubblico Solo penna, una mostra collettiva interamente focalizzata sul disegno a biro e a penna Bic.
L’esposizione, curata da Michael Rotondi, sarà ospitata all’interno del Punk Rock Shop (in Borgo Cappuccini 139/141 a Livorno), il suo spazio indipendente definito dal sottotitolo “studio di estetica contemporanea”. La mostra rimarrà aperta e visitabile fino all’8 dicembre, con un atteso evento di finissage programmato per sabato 7 dicembre.

Da studenti a giovani artisti: la genesi e la metamorfosi dello spazio
Le opere esposte in Solo penna rifiutano la logica delle rassegne accademiche o delle mostre di fine anno. Al contrario, rappresentano il compimento di un progetto espositivo autonomo, dotato di una netta coerenza curatoriale, di un ritmo e di una tesi precisa. Il percorso ha inizio nell’anno scolastico 2023/2024 tra i banchi del Liceo Artistico “F. Cecioni” di Livorno: un ciclo di laboratori tenuti da Rotondi che hanno guidato i ragazzi in una vera e propria metamorfosi da studenti a giovani artisti. Alla base vi è l’idea, vicina alla celebre visione di Joseph Beuys, secondo cui c’è un artista in ognuno di noi: basta saper cercare, studiare e concentrarsi sull’arte concepita – aggiunge Michael Rotondi – come un parallelismo alla vita stessa. In questo contesto, l’obiettivo del fare opera d’arte è stato utilizzato fin dal primo tratto come un autentico strumento di studio.
Questo appuntamento al Punk Rock Shop costituisce a tutti gli effetti il “Volume 2” di una ricerca coerente, iniziata con il “Volume 1” dal titolo “Niente Matita solo Penna”. Il progetto si è evoluto organicamente nel tempo e nello spazio: nato come laboratorio didattico, si è trasformato quest’estate in un’acclamata installazione ambientale sui tavoli di legno a Effetto Venezia, dove i disegni erano presentati imbustati, per poi trovare oggi la sua compiuta maturazione formale in un inedito allestimento a parete all’interno del Punk Rock Shop. La mostra va letta proprio come momento installativo e progetto visivo: pur essendo ventenni o poco più, i ragazzi presentano lavori che non mostrano la fragilità o la scusa implicita delle produzioni studentesche, ma esibiscono una maturità e una certezza di segno evidenti.

La regola estetica: un lavoro privo di paracadute
Il titolo della mostra è al tempo stesso una regola tecnica e una precisa posizione estetica. La penna non perdona: il segno tracciato esiste, si deposita e rimane. Lavorare senza la matita sotto significa esporsi totalmente, disegnare senza un paracadute o una gomma per cancellare. I ventitré artisti in mostra hanno affrontato questo limite con una disinvoltura che ha più a che fare con la fiducia nel proprio gesto che con la pura tecnica accademica. Questa fiducia, prima ancora del segno, è il vero oggetto dell’esposizione.
Utilizzando un piano luminoso per ricalcare e tradurre immagini fotografiche su fogli da fotocopia standard (in formato A3 o A4), i ragazzi hanno attuato un esercizio di dettatura visiva e di resistenza contro la velocità dei flussi digitali. In questo processo, il ricalco non viene inteso come una riproduzione alla portata di tutti, ma come una matrice di base: la fotografia e la fotocopia si trasformano in una griglia strutturale che mette in crisi l’immagine prodotta meccanicamente. Attraverso il tratto della biro, l’immagine viene così analizzata e sezionata, restituendone una vera e propria radiografia segnica. Disegnare significa fermarsi, guardarla davvero, capire com’è fatta, scegliere cosa tenere e cosa lasciare andare.

Il territorio culturale: l’archivio di una generazione
Il perimetro tematico della mostra esplora il vasto immaginario di una generazione cresciuta tra algoritmi e una forma di “nostalgia anticipata”. La mappa culturale tracciata in SOLO PENNA non fa distinzioni tra alto e basso, tra cultura ufficiale e sottocultura: tutto appartiene allo stesso repertorio visivo e merita la medesima cura. È esattamente il modo in cui si muove la loro generazione, la Generazione Z, capace di abbattere le barriere gerarchiche e di far convivere mondi apparentemente distanti sotto lo stesso sguardo critico e affettivo.
In mostra si incontrano la fotografia documentale di Letizia Battaglia, interpretata a penna con tutto il suo peso di cronaca in un gesto che è insieme omaggio e appropriazione; i manifesti politici e la grafica militante riattivati da chi non ha vissuto quegli anni ma li ha assorbiti attraverso la memoria collettiva dell’archivio digitale. E ancora, i fotogrammi dei B-Movie e del cinema horror vecchio e nuovo, i ritratti dei protagonisti della scena rap italiana contemporanea e le copertine sature d’inchiostro dell’immaginario visivo Pop Punk. Un mosaico di volti e simboli ricostruiti a mano, uno per uno, come se l’unico modo per possedere davvero un’immagine contemporanea fosse, finalmente, disegnarla.

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