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Caffè sospeso, così ho deciso di dare il mio contributo

In un mondo nel quale l'uomo sta riscoprendo antichi e nobili valori quali l'aiutarsi l'un l'altro...

Martedì 5 Maggio 2020 — 10:28

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In un mondo nel quale l’uomo sta riscoprendo antichi e nobili valori quali l’aiutarsi l’un l’altro, il trovare un amico nell’individuo sconosciuto che sta di fronte, anche il nostro bar ha deciso di dare il suo piccolo, ma non meno importante, contributo. Mi chiamo Paola Vannini e sono la titolare di “Coffee Time“, locale posizionato ad inizio del Viale Italia, e ho deciso di dare il via ad un’abitudine, radicata in molte regioni d’Italia, ma non diffusa nelle nostre zone: il caffè in sospeso. Per coloro che non conoscessero questa usanza, lasciare il caffè in sospeso significa pagare, oltre alla propria colazione, un’ulteriore consumazione a chiunque, in seguito, decida di usufruirne. Si tratta un semplice pretesto che abbiamo per cercare di aiutare le persone meno fortunate di noi e che hanno difficoltà a potersi permettere anche un semplice caffè. Ma ovviamente non è soltanto di questo. Il barattolo “delle offerte”, ben visibile sul bancone del locale, ha sin da subito iniziato a riempirsi di scontrini, che noi emettiamo per qualsiasi prodotto di caffetteria i clienti desiderino offrire (caffè, brioches, cappuccini, ginseng e qualsiasi altro prodotto analcolico o alimentare si intenda donare), e simboleggia il grande cuore dei livornesi che, ancora una volta, richiamati dalla nobile iniziativa, non si sono lasciati sfuggire l’occasione di aiutare i propri compagni più in difficoltà: perché, ora più che mai, la nostra città è composta non soltanto da semplici concittadini, ma da veri e propri fratelli!

Paola Vannini

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