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La mia vita da mamma in stand by

La lettera-sfogo di una mamma che spiega come sta affrontando questa difficile situazione: "Che poi alla fine succede come a scuola, tutti puniti per colpa di uno. E' la vita. Non la mia in questo momento"

Martedì 17 Marzo 2020 — 09:52

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Sono consapevole che questo sacrificio sia fondamentale e anzi mi inchino dinanzi a tutti i medici e infermieri. Sto in casa lo faccio. Ma consentitemi questo sfogo. Ne usciremo, ma dopo sarà sufficiente premere il tasto play per ritornare alla vita che avevo lasciato?

Riceviamo e pubblichiamo la lettera-sfogo di una mamma che spiega come sta affrontando questa difficile situazione.

Ore 17,57 del 16 marzo. Io, di solito, a quest’ora lavoravo. Cinque pomeriggi su sette mi trovavo fra magliette, prezzi, vetrine, promozioni. Oggi sto tentando di piantare il rosmarino. Alessandro, mio figlio, a casa dall’asilo, ha ricevuto questo compito dalle maestre, prendersi cura di una piantina e portarla poi al rientro. Si parla del 3 aprile, meno di venti giorni. Forse. Perché non possiamo contare su una scadenza certa. Amo mio figlio, ma mi manca la mia vita. Ho scelto di lavorare, non ho scelto di stare in casa perché parliamone, oltre ad un fatto economico che non me lo permetterebbe, io comunque non potrei starci perché non ne sono capace lo ammetto. Vedo in questi giorni di quarantena forzata mamme intente a preparare dolci, a fare la pasta di sale, a colorare arcobaleni. Mi sento in colpa perché a me non riesce. Sono quel tipo di mamma che odia sporcarsi le mani, che quando vede farina in giro dà completamente di matto. Fustigatemi, non preparo minestre di verdure ma lascio che lo faccia la nonna per noi. Amo da impazzire mio figlio, però ho i miei difetti lo ammetto. E adesso sono in difficoltà. Perché la mia vita è in stand by. Sono consapevole che questo sacrificio sia fondamentale, non lo metto minimamente in dubbio e anzi mi inchino dinanzi a tutti i medici e infermieri che ci salvano la vita. Ma ognuno la vive in modo diverso. Io sto malissimo. Sto in casa lo faccio. Ma consentitemi questo sfogo. Sono una persona molto ansiosa, la reclusione è per me difficile da affrontare. Non ho neanche il cane da portare fuori a “pisciare” ogni due ore, perché sì ammettetelo, li state sfinendo. Poi tutti podisti a Livorno eh. Io sono corretta. Però mi manca l’aria, in 39 mq, in tre, soffoco. Volete forse dirmi che la viviamo tutti alla stessa maniera? Senza terrazzo, senza cortile, senza un quattro zampe da sfruttare come state facendo tutti. Vedo gli artisti cantare e gridare “io resto a casa”. Giustissimo, è proprio quello che sto facendo. Ma nella foto di instagram successiva li vedi fare un tuffo nella piscina di casa. Eh beh, anche io vorrei vivere gli arresti domiciliari così. Non è comunque bello ovvio, ma secondo me alla fine della quarantena di arriviamo in maniera diversa vuoi vedere? Non è invidia la mia, solo la semplice constatazione di una persona che lavora da tanti anni, che sperava quest’anno di poter lasciare il “buco” per poter finalmente comprare casa e si ritrova a rivedere i propri progetti nel giro di qualche giorno. Dopo, cosa c’è? Ci sarà sempre il mio posto di lavoro? Se questa città vuota che campa molto dei turisti estivi vedrà sfumare la stagione dellacrociere, che succederà? Si, io sono una persona ansiosa, che non ragiona quotidianamente ma vuole vedere sempre un pochino più in là. Vedo nuvole, non arcobaleni. “Andrà tutto bene”, sti ca**i vorrei dire. Quanto vorrei essere più serena, ottimista, speranzosa. Ma in questa Italia mi riesce tanto difficile perdonatemi. E mi manca il mio lavoro, tanto. Perché vedete io sono bravissima a trattare con i clienti, ci so fare. Sono precisa, lo stress del periodo natalizio non mi mette KO ma mi da una carica pazzesca. Amo organizzare il mio lavoro e quello degli altri, sono pignola, forse anche troppo. E mi manca andare a prendere mio figlio all’asilo, felice di aver usatotinte,pennarelli e di aver fatto il castagnaccio e portarlo al parco a giocare, poi a casa a leggere una storia. Quando le maestre ci hanno detto di piantare dei semini mi è preso un colpo: terra, acqua, sporco. Senza terrazzo. Muoio. L’ho fatto, l’amore per mio figlio va avanti a tutto. Ma che fatica. Scende la sera, a cena, un po’ di tv e poi a letto. Alle prime luci dell’alba apro gli occhi. Mi alzo, vado in bagno e piango tutte le mie lacrime prima che qualcuno possa vedermi. Mi manca la mia vita, manca a tutti lo so. Ma per me è più difficile da accettare, purtroppo è il mio carattere. Ne usciremo, ma dopo sarà sufficiente premere il tasto play per ritornare alla vita cheavevo lasciato? E’ tremendo perché in certi momenti mi spaventa più questo che il virus in sé, ed è terribile da dire. Voglio proteggere mio figlio, i miei genitori, mia nonna. Ma la paura del futuro è più forte. Giuro che proverò a partecipare al prossimo flash mob alla finestra; ma se non dovessi riuscirci non linciatemi. Era una semplice influenza diceva qualcuno, io anche l’ho sottovalutata. Ma poi ho cominciato a fare attenzione, quando ho visto la situazione di Codogno prima e la chiusura delle scuole anche qui in Toscana poi, ho capito che il problema era reale. Peccato che qualcuno abbia scambiato questa situazione per una vacanza all’Abetone, o in baracchina rossa,regalata dallo stato. Ecco, se dovesse cambiare la mia vita per colpa di un imbecille, non so se riuscirò a stare calma. Che poi alla fine succede come a scuola, tutti puniti per colpa di uno. E’ la vita. Non la mia in questo momento. E mi sento tanto sola. Abbasso gli occhi, cavolo anche le mani hanno bisogno di una manicure urgente. No, non è necessario adesso. Ma per me lo è, sono quel tipo di donna che non esce di casa col mollettone neanche per buttare la spazzatura. Tiratemi le pietre. Mi sforzerò di vomitare arcobaleni promesso. Sesto giorno di quarantena. Il sarcasmo non mi manca, meno male.

Firmato, la mia ansia

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12 commenti

 
  1. # Pippo

    Svs, attivo da oggi un servizio di ascolto psicologico gratuito
    Spazio di ascolto professionale, attivo tutti i martedì e i giovedì mattina a partire dal 17 marzo, dalle 10 alle 12 al numero 339/7829626 per sostenere le persone più fragili

  2. # Andrea Cognetta

    La tua lettera è profonda e intelligente, anche io non condivido il modo superficiale con cui secondo me vengono fatte iniziative come quella degli striscioni o dei canti alle finestre. Capiamoci, non sono contrario a queste iniziative, sono contrario allo spirito con cui si fanno, che per me spesso è superficiale. Condivido tante cose che hai scritto, ma al contrario di te, sono abbastanza tranquillo… Sai perchè? perchè mi sono interessato molto del problema Covid19, mi sono preparato ad analizzarlo e capirlo, da un punto di vista sia scientifico (ho fatto liceo scientifico fisico-matematico e poi mi sono laureato in scienze naturali) e da un punto di vista spirituale (studio per conto mio la spiritualità da molti anni). Ed anche perchè ho impostato da anni la mia vita su un percorso guidato dalla spiritualità (essendo questo modo di vivere pieno di difficoltà, sono abituato a problemi notevoli). E continuo ogni giorno a studiare e ad adattare la mia vita, accettando i mutamenti necessari. In conclusione ti consiglio una cosa, che secondo me ti potrebbe servire: prova a sfruttare questa occasione per chiederti: qual’è il senso della vita? Sono le mie abitudini, il mio solito lavoro, la mia routine, o è qualcosa di più, tipo l’evoluzione in senso ampio, propria e degli altri, compresi i propri familiari? e tutto quello che sta accadendo, questa pandemia, è solo frutto del caso o è qualcosa di più, ed ha una motivazione e un fine?

  3. # gino

    vatti a fare una corsa all’aperto che ti passa l’ansia
    anche perchè di quarantena ce ne sarà ancora
    le attività motorie all’aperto mantenendo la distanza di almeno 1 metro sono consentite dal decreto DPCM 9 Marzo , ribadite dalla circolare del viminale di ieri, che stoppa finalmente tutti i sindaci divanisti che non conoscono la legge

    1. # Giove

      Carissima capisco.la tua situazione siamo tutti nella stessa barca,io.sono disoccupata e da quando ho perso.il mio lavoro.fisso dal 2017 dopo 27 anni non ti dico cosa vivo, depressione oltre il disagio di non avere più uno stipendio.. mi adatto a lavori a chiamata ,in questi gg anch’io mi.sentivo come te ma ad una chiamata di lavoro.in ospedale pulizie ho accettato con contratto fino al 31 marzo adesso mi sento.di chiedermi.ho fatto bene? Non ti dico.cosa viviamo.la dentro. Ansia timore ogni volta che vado.mi.sembra di aver voluto lasciare mio.figlio.che in questo momento potevo viverlo.minuto per minuto.24 ore su 24 fargli fare i compiti… coccolarlo viverlo parlare con gli altri 2 piu grandi ma arrivo sono stanchissima i turni sono lunghi.e pesanti.e poi mi chiedo.siamo tutte a tempo.determinato.veniamo chiamate solo per sostituire dipendenti che oh i mutua per ( malattia,) o ignorantemente per stare a casa in questo.periodo.di paura mi chiedo.ho fatto Bene ad accettare??? Dopo.saro.dinuovo a casa e mi.sono ripersa il mio posto accanto mio figlio e gli altri 2 .prendi il tuo.tempo. con lui…

  4. # massimo m

    Ciao,chissà quante persone si rivedono nel tuo..racconto: mi è proprio piaciuta hai scritto ciò che vivi e ti passa nella testa,si è vero ci sono..gli arresti diserie A e…..C2,ma la vita quotidiana diciamo reale è così, forza splendida mamma,ti sono vicino!!

    1. # Michele

      Sei un Donna del tutto normale, normalissima con la capacità di dettare le tue preoccupazioni e ansie.
      È comprensibile tutto, del lavoro beh “10 e lode” sei una forza ed è per questo ed i tuoi Cari che non devi mollare.
      Il mio cordiale saluto e auguri affinché presto questo inferno finisce.

  5. # Vero

    Hai centrato in piedi l’ansia della maggior parte di noi mamme… Sono pochi giorni che siamo a casa e già impazziamo perché nel quotidiano facciamo 2500 cose così proprio è uno stress unico per noi e per i figli… Si anche io vorrei essere in quarantena e con i soldi di elettra Lamborghini forse la vivremmo meglio… Poi mi fa’ in… Il fatto che ti affacci alla finestra e sono tutti a giro in coppia in motorino in due si fermano a parlare a conversare e allora? A cosa serve fare la quarantena se poi son tutti a fare i cavolacci loro a propagare il virus.. Che tristezza unica

    1. # WisdomIndian

      Vi capisco tutti, qui vivendo in campagna a 50 km dalla città, si fa l orto per vivere si hanno animali e api da allevare, si può girare alla Aria aperta, e ci si sporca le mani tagliando il bosco e creando cumuli di legna. Probabilmente se ci fosse una legge che mi togliesse tutto questo starei male, mi sentirei vuoto come quando debbo ritornare in città obbligato a passeggiare per negozi e aperitivi facendo finta di fare sorrisi per compiacere.. alla fine penso dai su domani stringi ancora fra le mani l orto e la terra. Ma alla fine il problema è che tutti noi continuiamo a comportaci nello stesso modo, la prima cosa da fare e osservarsi muovere dentro questa matrice, tutto questo e’ una pausa, che la terra esausta ci ha imposto, perché noi anche con tutte le credenze le contraddizioni i desideri e bisogni non siamo altro che suoi figli e nulla di piu.

      Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. Toro seduto

  6. # Cicci

    Bravo gino…….anche io la penso cosi…..stiamo rilassati e una bella corsa per scaricare tutte le agonie ….andrà tutto bene…..

  7. # Anita

    Non sarà facile stare in 39 mq tutto il giorno ma questo è il momento che tutti noi stiamo vivendo e per il bene dei nostri figli e genitori è bene stare alle regole. Siamo ”rinchiusi” si! ma a casa nostra , in un’Italia che sta facendo di tutto x riuscire a vincere. Pensa a chi è in guerra sotto le bombe, senza una Patria che li protegge, senza cibo , senza medicine, e vedono i propri figli morire di stenti. Noi siamo in casa , al sicuro sul nostro divano e con il frigo pieno, e possiamo far crescere una piantina sulla finestra….Passerà e spero ci renderà migliori

  8. # Claudia

    Ti capisco. Io invece devo andare a lavorare ed ogni giorno ho a che fare con moltissimi persone senza sapere chi ho davanti. La sera quando torno a casa mi lavo come una pazza ma ho tanta paura di portare il virus a casa dai miei figli così cerco di non toccarli in alcun modo. Niente carezze, abbracci, baci