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Limoncino, famiglie costrette ad attraversare il fiume. Da Salviano: “Ho pensato di morire annegata, “angeli” grazie”

Martedì 12 Settembre 2017 — 15:06

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In merito al nubifragio di domenica a Livorno, invio foto del crollo del ponte al Limoncino e delle persone che per non restare isolate sono costrette ad attraversare il fiume con i rischi che ne conseguono (clicca qui per leggere “Ho pensato di morire annegata, grazie agli “angeli” che ci hanno aiutato). Il ponte permetteva l’attraversamento del Rio Maggiore dei residenti di via del Cerro e via delle Vallicelle, in prossimità del bar Limoncino, e immetteva sulla strada provinciale (via di Valle Benedetta). A causa dell’esondazione del Rio Maggiore e dell’afflusso dell’acqua piovana proveniente dalla strada sovrastante, il ponte, che rappresentava l’unica strada percorribile verso il centro città, è stato spazzato via. In attesa almeno di risposte circa gli interventi risolutivi ci sono quasi 40 famiglie, anche con bambini e anziani, isolate dal resto della città, dai servizi di primo soccorso e impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro o le scuole.

Lettera firmata

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14 commenti

 
  1. # MASSIMO

    Siamo completamente isolati dal mando e nessuno qui è ancora venuto ad aiutarci. Dopo due giorni non sono stati ancora ripristinati e servizi primari. Parlo dell’acqua potabile, della possibilità di raggiungere la strada principale senza dovere attraversare il fiume. Siamo in trappola!!!!!!! Senza una via di fuga. Se qualcuno si sente male in via delle Vallicelle o in Via Del Cerro, cosa deve fare? Come arriva l’ambulanza? Non esistono vie alternative di fuga o di accesso se non strade mulattiere secondarie utilizzate in passato come percorsi in mountain bike. L’unica via è attraversare il fiume.

    1. # 0586

      Abbiamo l’esercito il genio civile ecc…ecc… e li mandiamo in missioni estere a costruire ponti strade …..semplicemente indignato e mi fermo qui

  2. # Franco

    Da questa sera 12/09/17 verso le 18:00 dovrebbero esservi ripartiti almeno i telefoni, mi rendo conto che è poca cosa ma a parte ieri che dovevamo capire come risolvere oggi non ci siamo mai fermati…..

  3. # ste

    Quindi? Mi sembra che in altre zone sia andata peggio…….ci vuole tempo……andranno in ordine di criticità, ci vuole un po’ di pazienza.

    1. # Manu

      Ma dài!! Come fare a dire “e quindi”?!! Non pensi che restare isolati senza acqua e luce con bambini ed anziani, sia un’emergenza?! Un’emergenza da risolvere più che velocemente?!? Ora, lo so che non siamo in Giappone dove hanno rifatto un ponte in 2 giorni, ma nemmeno lasciare abbandonate a se stesse queste povere persone!! Non ci sono alluvionati di serie A e di serie B, sono tutti uguali!! Vorrei vedere te, nelle loro condizioni, quanta pazienza avresti!!

  4. # Daniele

    Lo avete fatto presente all’autorità? Se sì,quale è stata la loro risposta? E’ inimmaginabile un abbandono del genere…

  5. # Morchia

    Massimo secondo me l’unica possibilità per risolvere in tempi brevi è che sistemino via delle Vallicelle fino alla Valle Benedetta, è lunga e dovrete fare un giro enorme per venire a Livorno, ma con un escavatore e qualche camion di stabilizzato credo la possano risistemare in tempi certamente più rapidi che rifare un ponte. E’ tanto che non ci passo, immagino sia messa parecchio male, ma tra rifare le sponde del fiume, progettare il ponte, appaltare i lavori, sai quanto tempo ci impiega il Comune? Passa come minimo un anno. Se non ricordo male prima esisteva anche una strada che portava sulla via delle cave del canaccini, ma credo sia rimasta chiusa tra i reticolati e comunque completamente chiusa

    1. # Robe

      Mai sentito parlare di Ponte Bailey? Sarebbe una buona soluzione provvisoria e assolutamente veloce!!!

  6. # giuseppe billi

    Ci vuole il “genio Pontieri” dell’esercito per ripristinare, almeno provvisoriamente, la viabilità… alcune cose le possono fare i volontari ma per altre ci vuole l’esercito!

  7. # mitch

    mi permetto: la vallicelle non e’praticabile? neppure con jeep? (in moto da cross?) il giro e’ lunghissimo ok, ma per portarvi i primi sostentamenti, magari si potrebbe organizzare una carovana. fate sapere, io sarei disposto a metterci la mia

  8. # MASSIMO

    Vi ringrazio per la solidarietà. Sinceramente nella giornata di ieri alcune cose sono state ripristinate. Abbiamo finalmente l’acqua in casa e probabilmente questa sera anche le linee telefoniche. Devo ringraziare i volontari che comunque sono stati sempre presenti con la consegna di bottiglie di acqua e di pane (Gli Angeli del fango). Devo inoltre ringraziare gli operai dell’ASA che hanno ripristinato il servizio dell’acqua nelle singole abitazioni e devo ringraziare gli operai della TELECOM che hanno lavorato fin quando c’era la luce. Spero che venga riattivata la mobilità presto (ovviamente nei tempi tecnici necessari) perchè basta che il fiume rigonfi e noi non siamo più nemmeno in grado di attraversare il fiume a piedi. Per le soluzioni alla mobilità io avevo pensato ad un ponte metallico militare o quelli delle Ferrovie, carrabile provvisorio. Ma non sono un tecnico. Spero che la protezione civile, nel valutare la soluzione migliore, tenga presente che la zona delle Vallicelle e Via del Cerro non è dotata di GAS di città e quindi le abitazioni sono munite di bomboloni esterni che devono essere riforniti con camion e l’inverno è alle porte. Speriamo bene.

  9. # ste

    Come scritto da Massimo è evidente che non sono abbandonati ci vuole solo il tempo che serve…

  10. # Muflone

    Si ma tutte le famiglie di via remota che non hanno più un ponte e sono isolati da domenica mattina? Ma l’esercito dov’è i famosi carri getta ponti non esistono più?

  11. # lupodeilupi

    Anch’ io ho una jeep e posso venire, (mia mail è [email protected]).