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Vent’anni dopo la diagnosi di sclerosi multipla, Marco Voleri: “Continuate a sognare”

Giovedì 9 Luglio 2026 — 16:17

Il direttore artistico del Mascagni Festival sceglie il ventesimo anniversario della diagnosi per lanciare un messaggio di speranza a chi convive con la malattia: "La sclerosi multipla impone limiti, ma non toglie il diritto di desiderare la vita e la carriera che si ama"

Vent’anni fa, il 19 luglio, la vita di Marco Voleri cambiò improvvisamente. Un forte formicolio alla parte destra del corpo si rivelò essere il primo segnale della sclerosi multipla, una diagnosi arrivata quando, a soli 31 anni, stava costruendo la sua carriera da tenore lirico. Oggi Voleri è direttore artistico del Mascagni Festival di Livorno, regista d’opera in Italia e all’estero, ambasciatore e testimonial nazionale di AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla e fondatore dell’associazione Sintomi di Felicità. In occasione di questo anniversario ha scelto di raccontare pubblicamente la propria esperienza per lanciare un messaggio a chi riceve oggi la stessa diagnosi: i propri sogni restano possibili. “Per mesi ho creduto che la vita che sognavo fosse finita prima ancora di cominciare”. Un percorso di rinascita reso possibile grazie alle cure, ai progressi della ricerca, al sostegno della famiglia e alla scelta di non abbandonare il canto, trasformando il palcoscenico in parte integrante del proprio percorso di cura.
Da quell’esperienza è nato anche un impegno civile. Dopo il libro “Sintomi di Felicità”, nel 2013 ha fondato l’omonima associazione, oggi impegnata nella promozione della cultura, dello sport, dell’inclusione e della sensibilizzazione sulla disabilità. Parallelamente, come ambasciatore di AISM, incontra in tutta Italia persone che convivono con la sclerosi multipla, promuovendo il valore dell’ascolto e della condivisione. Nel frattempo la sua carriera è proseguita con successo. Oltre a dirigere il Mascagni Festival, la Mascagni Academy, il concorso Voci Mascagnane e i progetti educational dedicati al compositore livornese, ha firmato regie in importanti teatri internazionali e collaborato con artisti come Michele Placido, Alessandro Preziosi, Marco Bocci, Stefania Sandrelli, Giuliana De Sio, Alessio Boni e Alessandro Haber. “Vent’anni fa, con quella diagnosi appena ricevuta, non avrei creduto possibile nemmeno la metà di tutto questo”, osserva Voleri. Il messaggio che affida a questo anniversario è chiaro: “La sclerosi multipla impone limiti veri, che non vanno né negati né minimizzati, ma non toglie il diritto di desiderare. Anche chi convive con questa diagnosi può, e deve, permettersi di sognare la vita e la carriera a cui ambisce”. Un invito rivolto non solo a chi affronta la malattia, ma anche alle famiglie, agli operatori sanitari e a tutta la società, affinché inclusione e opportunità diventino una realtà concreta.

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