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Alluvione, ecco il piano da 35 milioni. “Rio Maggiore? Agiremo in accordo con il Comune”

Presentato il piano degli interventi post alluvione: 289 gli interventi di messi in sicurezza. "Sul Rio Maggiore agiremo in accordo con il Comune". Fino a 8mila euro per i redditi inferiori a 20mila euro; 5mila con Isee fra i 20 e i 36mila

Martedì 24 Ottobre 2017 — 14:51

di Jessica Bueno

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“In sole sei settimane siamo riusciti ad ottenere degli ottimi risultati grazie all’impegno dei tecnici del Genio civile, del Comune di Livorno e del volontariato”. Così il presidente della Regione Toscana e commissario per il post alluvione, Enrico Rossi (foto Lanari), ha aperto il 24 ottobre la conferenza stampa di presentazione del piano generale degli interventi. Un piano da 35,5 milioni di euro (20 derivano dal bilancio regionale e 15,5 rappresentano lo stanziamento del Governo). 

1550 domande ammesse su 2049 totali – Per quanto riguarda le richieste di risarcimento danni sono state presentate 2049 domande da parte di privati ed associazioni, senza scopo di lucro, per un totale di richiesta danni di 33 milioni di euro”. Sono risultate ammissibili 1550 per un totale di 27 milioni circa, di cui il 90% su Livorno. Il contributo elargito andrà in base all’Isee, come stabilito dalla legge Regionale approvata all’unanimità: per i redditi inferiori a 20.000 euro il contributo massimo sarà di 8.000 euro. Dai 20.000 ai 36.000 euro sarà di massimo 5.000 euro. “I cittadini hanno trovato risposte e sinergia da parte degli uffici – sostiene Cristina Grieco, assessore regionale – tutti sono stati messi in grado di presentare domande e di avere delucidazioni.

289 interventi di messi in sicurezza (guarda qui le slide) – Ad oggi il piano di interventi approvato che sarà inviato a Roma al capo dipartimento della Protezione civile, prevede: 133 interventi di emergenza e soccorso del valore di 7.728.732,4 milioni di euro; 149 interventi urgenti (per la maggioranza già attivati) del valore di 24.808.625,36 milioni di euro; 7 interventi per la riduzione del rischio residuo del valore di 3.032.641,70 milioni di euro. Nel complesso 289 interventi per un valore totale di 35 milioni di euro. Andando nel dettaglio ci sono stati 81 interventi di idraulica del valore di 15.018.321,70 milioni e 40 per la viabilità del valore di 9.225.527,96 milioni di euro. Per tutti gli altri campi sono stati effettuati 35 interventi del valore di 3.597.417,40 milioni di euro (escluso lo smaltimento rifiuti per i quali sono stati spesi più di 5 milioni di euro). Queste cifre sono state depurate dagli interventi appartenenti alla categoria a. “Per quanto riguarda la possibile sistemazione del Rio Maggiore (clicca qui per il dettaglio del piano e clicca qui per le perplessità della Consulta dello Sport) – ha affermato Rossi – ancora nulla di certo. Ci riserviamo di analizzare meglio la situazione tramite l’ausilio di esperti e tecnici, in accordo col Comune di Livorno. Dei 35 milioni totali, 8 sono stati riservati per un primo aiuto alle famiglie. Entro l’anno dovrebbero arrivare i primi risarcimenti”. “Oltre 7,7 – continua Rossi – li abbiamo impiegati per gestire gli evacuati e per le spese di primo soccorso. E’ stata questa la primissima fase di emergenza in cui ci siamo concentrati nel rimuovere le situazioni a rischio e ad assicurare l’indispensabile assistenza alla popolazione. Contemporaneamente ci siamo occupati della messa in sicurezza delle aree colpite, operazioni che complessivamente hanno richiesto risorse per 24,8 milioni di euro destinati agli interventi urgenti e di ulteriori 3 milioni di euro utilizzati per evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone o cose. Stiamo parlando di 289 interventi per i quali ringrazio prima di tutto i miei uffici e poi tutti i soggetti che hanno fin qui dato il loro contributo, a partire dalla Protezione civile”.
Tra gli interventi già conclusi figurano quelli sul fiume Tora, sui torrenti Isola, Ugione e Chioma, sul Rio Ardenza, sul fosso e su botro Quercianella per un totale di 660mila euro. Tra quelli in fase di completamento da segnalare quelli sui torrenti Ugione, Chioma e Morra, sui rii Ardenza e Maggiore, sul botro della Madonnina e sul fosso del Molino per un totale di 2 milioni e 584mila euro.

Tre categorie di intervento – Sono state tre le categorie di interventi messe in atto: la categoria A che comprende operazioni realizzate nella fase di prima emergenza volte a rimuovere le situazioni di rischio, ad assicurare i beni di prima necessità e la giusta assistenza alle persone colpite dagli eventi calamitosi; la categoria B che include le attività inerenti alla messa in sicurezza delle aree maggiormente colpite; la categoria C, infine, che ha l’obiettivo di ridurre il rischio residuo per evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone o cose.

 

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13 commenti

 
  1. # Adriano

    Le piogge incessanti come il 10 settembre non aspettano. Urgenziare il progetto e la messa in opera della biforcazione del rio maggiore a monte della città.Fare presto per non ritrovarsi con altri morti.Poche chiacchiere,messa allo studio di ingegneri validi e costruzione lampo.Solo così diamo nuova sicurezza alla città,alla gente.

  2. # Alessandro

    Le parole ci sono, ora bisogna vedere di concreto cosa succede, per il momento tutti gli eventi naturali negativi che hanno contraddistinto quest’anno e l’anno scorso in tutta Italia, hanno lasciato in verita’, molta delusione.

  3. # Divo55

    L’importante non affidare compiti di direzione e coordinamento dei lavori al Sindaco oppure all’ amministrazione comunale, andare avanti con un piano dietro la supervisione del Presidente Rossi e del suo staff.

    1. # israel hands

      bravo così siamo a posto come quando ha risolto il problema delle acciaierie di Piombino; come quando ha portato la Costa Concordia a demolire a Piombino, come quando ha evitato il buco ultramilionario dell’asl di Massa, o come quando ha brillantemente risolto il problema dei fondali previsti per la darsena Europa; francamente i suoi eroi potrebbe sceglierseli anche un pochino meglio mi creda

  4. # Flavio

    Se ben comprendo per il Commissario Rossi gli interventi sul RIO ARDENZA sono stati effettuati o in fase di conclusione. Se sbaglio gradirei essere corretto. Si è trattato in massima parte di interventi di ripristino degli argini e di pulizia delle aree di esondazione o di ricostruzione dei canali di scolo delle acque piovane. Mi domando se e quali progetti sono allo studio per quanto concerne il rischio idraulico delle aree interessare dal RIO. Se é in corso una valutazione circa lo sbocco a mare e come si intende superare l’ostacolo costituito dai famosi Tre Ponti oggi diventati Cinque ma dimostratisi del tutto insufficienti rispetto alla portata del RIO in occasione di eventi che PURTROPPO non possiamo piu ritenere eccezionali. Da cittadino che non vive in quelle zone ma è solidale con i residenti auspico una maggiore sensibilità per il rischio idraulico del territorio attraversato dal Rio Ardenza almeno anologa a quella oggi riservata al Rio Maggiore e comunque prima che si debbano piangere nuove tragedie. I Comitati si facciano sentire prima che il sipario si chiuda.

  5. # Flavio

    Mi sembra di capire che per il Commissario Rossi gli interventi sul RIO ARDENZA sono conclusi o in fase di completamento. Ed il rischio idraulico delle aree attraversate? Ci sono progetti che riguardano l’intero percorso ed in particolare lo sbocco a mare? È stato valutato il rischio di esondazione imputabile ai Tre Ponti che sebbene trasformti in Cinque arcate si é dimostrato del tutto insufficiente rispetto alla portata di un evento che purtroppo non possiamo ritenere ECCEZIONALE.? Comprendo l’attenzione per il RIO Maggiore ma questo non solleva chi ne ha le competenze dal valutare l’intero assetto idrogeologico del territorio livornese ed in particolare le aree più esposte come quelle attraversate dal RIO ARDENZA. NON sono un residente di quelle zone ma non posso che essere solidale con i cittadini che ci risiedono. Mi auguro che i Comitati si facciano sentire prima che si debba piangere altre tragedie.

  6. # orestino

    Il Comune ancora immobile – sono già trascorsi oltre tre anni da inizio mandato – non sa ancora da dove cominciare, mancano idee e progetti, ci sono solo grandi responsabilità su quanto accaduto e sulla gestione delle emergenze. Ci affidiamo alle competenze dello staff del Presidente Rossi capace di poter qualificare gli interventi e mettere in sicurezza le zone interessate sotto l’aspetto idrogeologico. Resto meravigliato dal fatto che tutto sembra ormai passato e che venga sfruttata l’alluvione come strumento di campagna elettorale da parte del M5S, ci sono forti responsabilità ed in Consiglio Comunale hanno avuto la bella idea di abbandonare l’aula temendo un serio confronto su quanto accaduto, le vittime dell’alluvione rivendicano giustizia, e’ una pretesa più che legittima, se lo chiedono intere famiglie di Collinaia, Ardenza, Montenero….dov’era il Sindaco e come coordinava i primi interventi…???…Adesso occorre fare solo alla svelta….tempistica non coerente con l’operatività del nostro Comune, da qui la necessità di estrometterlo dalla gestione delle opere idrauliche necessarie.

  7. # Federica

    Rio ardenza …..lavori conclusi ?
    Stiamo parlando dei lavori per la messa in sicurezza degli abitanti?
    Se di questo parliamo è più corretto dire mai iniziati!
    forse il commissario si confonde con la pulizia che non è propriamente volta alla protezione di vite umane .
    Probabilmente questa zona non rientra tra le priorità perché non ci sono stati morti , è necessario precisare che a rendere questo miracolo possibile è stata soltanto la casualità e non le autorità che al contrario avrebbero dovuto proteggere i cittadini.
    Dobbiamo chiederci ,in un paese “sviluppato ” è possibile affidarci al coso ?
    Anche un bambino non esiterebbe a dare la giusta risposta ,io e la mia famiglia abitiamo lungo il rio ardenza ed abbiamo rischiato di essere spazzati via dalla corrente che impedito nello sfociare in mare tornava indietro come una furia verso monte ,tutto questo a circa cento metri dalla foce.
    Ritengo che sia concettualmente inaccettabile rischiare di perdere la vita in questo modo ovunque ci si trovi ma ancor più a pochi metri dal mare.

  8. # lisa

    Io non capisco come non si fa a capire che uno degli interventi più importanti debba essere fatto sul rio Ardenza e soprattutto sui tre ponti ormai cinque che oltre ad essere mal progettati, non svolgono nessuna funzione ne paesaggistica ne di sicurezza dei cittadini in caso di forti piogge! È stato un miracolo se in via Pacinotti non ci sono stati morti..i tecnici sanno benissimo che l’inondazione di ardenza è arrivata dell’onda di ritorno dei tre ponti ormai ostruiti da detriti e tronchi e auto che in quella notte del 9 settembre ha portato solo [email protected]
    I comitati si faranno sentire ..fin tanto che il comune non deciderà di creare un Ponte ad arcata unica o un cavalcavia!!
    I fiumi sbaglio o non esondano alla foce??!!
    Forza Nogarin,Rossi e genio e bonifica fate il vostro lavoro..ma bene nn tirato via ..a noi livornesi nel 2018 quasi servono le cose fatte bene!!

  9. # Attila

    NON CREDO che ci siano URGENTI LAVORI da fare …I GUAI si debbono secondo me ricercare a MONTE….Il clime sta cambiando, l’uomo ha scelto di mettersi contro la NATURA, ha disobbedito alle più elementari leggi della sopravvivenza, ha INONDATO i mari di plastica,inondando gli OCEANI, ha coperto i terreni di diserbanti e defolianti, ha “allargato” il buco dell’Ozono, ridotto i ghiacciai, SMOG da per tutto, aria sempre più irrespirabile, il sole malato(melanomi)….Come disse il Manzoni a proposito della Monaca di Monza “…anzichè scavare vicino, bisognerebbe cercare lontano..”

    1. # Flavio

      Mi scusi ma non capisco il senso del suo messaggio e QUALE tipo di contributo voglia dare al dibattito per la sicurezza dei nostri concittadini a rischio esondazioni.

  10. # stefania

    Leggo con dispiacere ed apprensione futura, che il problema principale dato dall’inadeguatezza dei 3 (5) Ponti e dalla loro continua ostruzione non sembra preoccupare i nostri tecnici. Ben venga la manutenzione (se fatta in modo continuo e curato), ma questo è solo la svolgimento del problema, la risoluzione resta un’altra!! Sarà meglio rivedere anche i testi scolastici alla voce Fiume, aggiungendo alla frase normalmente riportata “Il fiume è un corso d’acqua perenne che scorre sulla superficie terrestre e termina il suo corso in un mare, oceano, lago” TRANNE CHE A LIVORNO!!

  11. # ALBERT

    Scusate, ma io sono duro come i sassi porcini. Forse c’è qualcosa che mi sfugge. Sono state ammesse 1.550 domande, che saranno liquidate in base all’ISEE. Se consideriamo un contributo massimo di € 8.000,00 per ogni richiesta, (comunque non è così), il totale fa 12 milioni e 400 mila. Perché parlano di 27 milioni circa ammissibili. E’ quel circa che mi fa paura.