Armi, risse e rapine: 2 arresti e 11 perquisizioni all’alba
Foto AI realizzata con due immagini fornite nel comunicato stampa
"E' una risposta all'allarme sociale suscitato dagli episodi, molti dei quali avvenuti in pieno giorno". Operazione di polizia e carabinieri: contestati sei episodi tra tentate rapine, aggressioni, inseguimenti e risse. Sequestrati passamontagna, coltelli a serramanico, tre bombolette di spray al peperoncino, un machete, una mannaia e una katana
All’alba del 1° luglio un dispositivo congiunto della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri ha eseguito un’ordinanza con cui il Gip del Tribunale di Livorno, su richiesta della Procura della Repubblica di Livorno, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di due trentenni, gravemente indiziati di essere responsabili di una tentata rapina avvenuta nello scorso mese di giugno e di ulteriori episodi di rissa e altre condotte violente. Contestualmente, si legge in un comunicato stampa, è stato eseguito anche un decreto di perquisizione personale e domiciliare nei confronti di 11 persone, di età compresa tra 25 e 38 anni, indagate a vario titolo per rapine consumate e tentate, risse, lesioni personali aggravate e porto di armi e strumenti atti ad offendere, finalizzato alla ricerca e al sequestro di ulteriori elementi probatori. L’attività è stata svolta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Livorno e dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri, con il supporto del personale dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Piombino, Cecina e Rosignano, della Digos, delle Volanti dell’Upgsp della Questura e dei militari della Compagnia Carabinieri di Livorno.
Sono sei gli episodi contestati, ricostruiti attraverso le indagini della Squadra Mobile e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri, mediante escussioni testimoniali e individuazioni fotografiche, avviate dopo gli interventi delle pattuglie impegnate nel controllo del territorio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non si tratterebbe di fatti isolati ma di episodi collegati tra loro da contrasti sorti tra gruppi contrapposti della criminalità locale.
In particolare, il 13 giugno uno degli indagati si sarebbe impossessato del telefono cellulare di un connazionale dopo avergli puntato un coltello alla gola.
Il 15 giugno, invece, due indagati sono accusati di aver fatto irruzione all’interno di un ristorante del centro storico, sfondandone la vetrina con un machete in presenza dei titolari e di altri clienti. Nella circostanza, anche utilizzando una bomboletta di spray urticante al peperoncino, avrebbero tentato di impossessarsi del registratore di cassa e del denaro contenuto all’interno, trovando però la resistenza dei due proprietari dell’attività, rimasti feriti a causa dei colpi di machete e delle schegge di vetro provocate dalla vetrina infranta. Il giorno successivo tre uomini, a bordo di tre diversi motocicli, avrebbero minacciato un loro connazionale puntandogli contro una pistola e inseguendolo per le vie del centro.
Il 17 giugno cinque indagati, utilizzando un’autovettura, avrebbero speronato il motociclo della vittima facendola cadere a terra. Successivamente, armati di coltelli, una mazza e un machete, l’avrebbero accerchiata e minacciata di morte, costringendola a rifugiarsi all’interno di un negozio del centro. Nello stesso giorno, in piazza Caproni, quattro indagati, a bordo di due auto e di un motociclo, avrebbero accerchiato un altro uomo; nel corso dell’azione uno di loro gli avrebbe puntato una pistola alla nuca inducendolo alla fuga. Le indagini hanno inoltre consentito di ipotizzare che almeno sei degli indagati, insieme ad altre persone ancora in fase di identificazione, abbiano partecipato alla rissa di piazza della Vittoria, caratterizzata dal lancio di oggetti e dall’accensione di fumogeni. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati passamontagna, numerosi coltelli a serramanico, tre bombolette di spray urticante al peperoncino da mezzo litro, un machete, una mannaia, una katana e oltre 5.000 euro in contanti, la cui provenienza non sarebbe stata giustificata dagli indagati. Durante le operazioni è stato inoltre arrestato un dodicesimo uomo, di 36 anni, trovato in possesso di 160 grammi di hashish, detenuti, secondo l’ipotesi investigativa, ai fini di spaccio.
L’attività svolta congiuntamente da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Livorno, si legge ancora nella nota stampa, rappresenta una risposta all’allarme sociale suscitato dagli episodi, molti dei quali avvenuti in pieno giorno sulla pubblica via. Sono tuttora in corso ulteriori accertamenti sulle cause delle violenze che hanno visto contrapposti due gruppi di pregiudicati. Le risultanze investigative e gli elementi probatori acquisiti saranno valutati dall’autorità giudiziaria. Nel rispetto dei diritti delle persone coinvolte gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
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