Chiede 300 euro per restituire uno scooter rubato: arrestata
La donna avrebbe messo in atto il cosiddetto “cavallo di ritorno”. I Carabinieri hanno monitorato lo scambio di denaro e sono intervenuti in flagranza di reato. Arrestata dai carabinieri per estorsione
I Carabinieri della Compagnia di Livorno hanno intensificato i controlli sul territorio, incrementando i servizi esterni anche durante le ore notturne. Un’attività che ha interessato diverse zone della città e che ha portato, nel corso della scorsa notte, all’arresto di una 35enne accusata di estorsione ai danni di un uomo. La vicenda sarebbe iniziata quando la vittima, dopo aver subito il furto del proprio motorino nella stessa giornata, si sarebbe presentata alla Stazione dei Carabinieri raccontando di essere in contatto con una donna che sosteneva di poterle restituire il mezzo in cambio di 300 euro in contanti. Si tratta, si legge in un comunicato stampa dell’Arma, di una forma di estorsione conosciuta come “cavallo di ritorno“: dopo il furto di un veicolo o di un altro bene, i responsabili, oppure un intermediario, contattano la vittima chiedendo una somma di denaro per consentirle di rientrare in possesso di quanto sottratto. In caso di mancato pagamento, il bene può essere riciclato, smontato per rivenderne i pezzi o distrutto. Ricevuta la segnalazione, i Carabinieri hanno organizzato un’attività di polizia giudiziaria per contrastare il presunto tentativo estorsivo e recuperare il veicolo. I militari hanno quindi monitorato lo scambio durante il quale è avvenuta la consegna del denaro, intervenendo tempestivamente e bloccando la 35enne in flagranza di reato. D’intesa con l’Autorità giudiziaria, la donna è stata arrestata con l’accusa di estorsione. Questa mattina, 5 novembre, l’arresto è stato convalidato nel corso dell’udienza davanti al Gip del Tribunale, che ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari. Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, l’indagata è da ritenersi presunta innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
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