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Senza acqua né soldi, migranti in rivolta.
E al centro di via Verdi ne arrivano 25

Lunedì 5 Settembre 2016 — 08:14

Come anticipato da Quilivorno.it la struttura ricettiva ha aperto i cancelli ospitando così i primi 25 immigrati. Momenti di tensione invece in Venezia dove alcuni migranti hanno bloccato la strada

“Gentili lettori, vi invitiamo a commentare non oltre il concetto di “critica”. I commenti discriminatori che finiscono per alimentare la rabbia e quelli rivolti a cercare lo “scontro” con il lettore non verranno pubblicati. Grazie della collaborazione”.

Sono stati momenti di tensione quelli vissuti in Venezia tra le 16 e le 17 del 5 settembre. Un gruppo di circa 30 migranti, che risiede nel centro di accoglienza in via Sant’Anna, è sceso in strada per protestare contro la mancanza di acqua e della diaria giornaliera. Dopo essersi insidiati in via della Cinta Esterna (nei pressi della Ztl), hanno formato una piccola barricata usando quello che trovavano: bici rotte, ventilatori e alcune sedie. Qualcuno ha voluto “sfondare” questa barricata con il motorino e si è sfiorato il contatto fisico. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri per provare a riportare la calma. Intorno alle 16.45 è arrivato un tecnico Asa per riallacciare l’acqua mentre il capo della Digos ha assicurato che la diaria (che a quanto pare non arrivava da circa due settimane) sarà “consegnata” nei prossimi giorni.

Profughi in via Verdi – Come anticipato da Quilivorno.it lo scorso 8 agosto, in cui preannunciavamo l’apertura di un centro per i profughi in via Verdi, la struttura ricettiva per i rifugiati ha aperto i cancelli in questo weekend ospitando così i primi 25 immigrati che sono stati trasferiti dal centro accoglienza di Taranto.
Per la maggior parte sono giovani e provenienti dall’Africa (Nigeria e Mali).  “L’ingresso è controllato dalla Misericordia di via Verdi al fine di evitare problemi. Posso assicurare – disse il dottor Bonfissuto a Quilivorno.it- che non ci saranno problemi per i cittadini di quella zona”.
A sollevare la questione di una presunta convivenza difficile sono proprio i cittadini e i commercianti della zona che avevano raccolto firme contro questa eventualità trasformatasi poi in realtà. “Con la presente, i residenti nelle zone adiacenti alla palazzina della Misericordia, certamente sensibili al fenomeno dell’immigrazione e dei rifugiati di varia etnia, fanno notare la particolarità cui insisterebbe il nuovo insediamento a due passi da piazza Cavour – scrivevano ad inizio agosto: due chiese cattoliche (Misericordia  SS Pietro e Paolo), la chiesa dei Valdesi, il parco della città (frequentato ogni giorni da centinaia di bambini e madri), il parcheggio Odeon aperto 24 ore al giorno e frequentato da turisti. Evidenziamo anche l’elevata densità della popolazione ed il numero di donne sole abitanti nella zona. I seguenti cittadini residenti nell’area suddetta chiedono rispettosamente che venga individuata un’altra zona della città che presenti caratteristiche più idonee all’accoglienza in merito. E’ già iniziata una raccolta firme”.

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