Si finge carabiniere e ruba gioielli per 10mila euro
Una 66enne raggirata con la tecnica del falso incidente: il 30enne è stato rintracciato e arrestato alla stazione ferroviaria grazie alle indagini della Squadra Mobile. Restituiti tutti i preziosi alla vittima
Si è presentato a casa di una donna di 66 anni fingendosi un maresciallo dei Carabinieri e, dopo averla convinta a preparare denaro e gioielli con la scusa di un’indagine, si è impossessato dei preziosi ed è fuggito. Un colpo da circa 10mila euro, messo a segno a Livorno e concluso con l’arresto di un 30enne, individuato dalla Polizia di Stato poco prima che riuscisse a lasciare la città. La vicenda è avvenuta giovedì scorso, tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, quando la Sala Operativa della Questura ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini che denunciavano tentativi di truffa in diverse zone della città.
Tra le persone finite nel mirino dei truffatori c’era anche la donna di 66 anni. La signora era stata contattata telefonicamente da alcuni soggetti che, spacciandosi per militari dell’Arma, le avevano raccontato che l’automobile intestata al marito era rimasta coinvolta in un furto ai danni di una gioielleria. Una telefonata studiata per spaventarla, facendo leva sulla possibilità che il marito potesse trovarsi in seri guai con la giustizia qualora non avesse seguito le indicazioni ricevute e consegnato denaro e gioielli. Poco dopo, come riferito dalla vittima, alla porta di casa si è presentato un giovane che si è qualificato come un maresciallo dei Carabinieri. La donna, nel frattempo, aveva raccolto i propri preziosi e li aveva sistemati sul tavolo, pronta a consegnarli al presunto militare. Ma quando ha iniziato a manifestare alcuni dubbi sulla vicenda, il giovane ha agito rapidamente: con uno scatto si è impossessato dei gioielli e si è dato alla fuga. Il valore della refurtiva, ricostruito anche grazie alle indicazioni fornite dalla donna, è stato quantificato in circa 10mila euro. Ricevuta la segnalazione dai colleghi dell’Ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Livorno si sono immediatamente attivati per identificare il responsabile. Fondamentali si sono rivelati il racconto dettagliato della vittima, che ha fornito indicazioni precise sugli spostamenti del giovane, e l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza cittadino. Attraverso gli accertamenti, gli agenti sono riusciti a ricostruire anche i mezzi di trasporto utilizzati dal presunto autore del furto. Il 30enne, infatti, aveva raggiunto in auto la zona della stazione ferroviaria per poi arrivare all’abitazione della donna. Incrociando le informazioni raccolte con le immagini delle telecamere e la descrizione fornita dalla vittima, gli investigatori sono riusciti a identificare il giovane e a rintracciarlo pochi minuti dopo alla stazione ferroviaria, mentre aveva ancora con sé la refurtiva e stava per lasciare Livorno. L’uomo è stato arrestato dalla Squadra Mobile e accompagnato in carcere. I gioielli sottratti sono stati recuperati e restituiti alla legittima proprietaria. Le risultanze delle attività svolte e gli elementi probatori acquisiti saranno comunque sottoposti alla valutazione dell’autorità giudiziaria. Nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, la responsabilità della persona sottoposta a indagine sarà definitivamente accertata soltanto in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.
Quello della donna di 66 anni è il secondo episodio, nel giro di quattro giorni, che ha portato a un arresto da parte della Squadra Mobile nei confronti di persone sospettate di partecipare a questo tipo di raggiri. Si tratta di truffe organizzate con il supporto di complici che agiscono al telefono e di soggetti che raggiungono materialmente le abitazioni delle vittime, spesso anziane, presentandosi come appartenenti all’Arma dei Carabinieri.
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