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Arrestato alla stazione con i gioielli rubati ad una donna di 94 anni

Mercoledì 21 Ottobre 2026 — 09:11

Si era spacciato per un maresciallo dei carabinieri per farsi consegnare oro e preziosi, dopo aver convinto la donna che la nuora fosse coinvolta in una rapina. Gli agenti della Squadra Mobile lo hanno rintracciato alla stazione ferroviaria, mentre era in procinto di partire

Una telefonata, una storia inventata e la paura che una persona cara possa finire nei guai. È così che una truffa ai danni di una donna di 94 anni residente a Livorno è stata portata a termine, prima che l’intervento della Polizia riuscisse a individuare il presunto responsabile e a recuperare i preziosi sottratti. Un cittadino italiano di 48 anni è stato arrestato alla stazione ferroviaria di Livorno, dove si trovava in procinto di partire con la refurtiva nella valigia.

La falsa rapina in gioielleria e la telefonata in lacrime
Come ricostruito dalla Questura di Livorno in un comunicato stampa, negli ultimi tempi erano arrivate alla Sala operativa numerose segnalazioni relative a tentativi di truffa in diverse zone della città. Uno di questi raggiri, purtroppo, è andato a segno. Gli autori si erano spacciati per militari dell’Arma dei carabinieri, contattando telefonicamente l’anziana, nata nel 1932. Le avevano raccontato che l’automobile intestata alla nuora era stata coinvolta in una rapina ai danni di una gioielleria e che la donna si trovava in caserma, rischiando gravi conseguenze. Per risolvere la situazione, le era stato chiesto di consegnare denaro contante, oro e gioielli. A rendere ancora più credibile la messinscena era intervenuta anche una voce femminile, presentata come quella della nuora, che in lacrime chiedeva aiuto alla suocera. Poco dopo, presso l’abitazione della 94enne si era presentato un uomo che, qualificandosi come maresciallo dei carabinieri, aveva ritirato i preziosi. Il bottino comprendeva numerosi oggetti in oro: collane, orecchini, anelli, ciondoli e spille. La vittima non era in grado di quantificarne con precisione il valore, comunque ingente.

Le telecamere e le indagini della Squadra Mobile
Ricevuta la segnalazione, gli agenti della Squadra Mobile si sono immediatamente attivati per identificare il presunto autore della truffa. Gli investigatori hanno ricostruito con attenzione i movimenti dell’uomo, analizzando le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza cittadino. L’attività investigativa ha permesso di individuare i mezzi di trasporto utilizzati per spostarsi dalla stazione ferroviaria al luogo in cui era stato messo a segno il raggiro e per fare ritorno allo scalo. Incrociando le informazioni raccolte con le descrizioni fornite dalla vittima, gli agenti sono riusciti a risalire a un uomo che corrispondeva al presunto responsabile. A quel punto, la Squadra Mobile ha allertato i colleghi della Polizia Ferroviaria, ipotizzando che l’uomo potesse essere in procinto di lasciare Livorno per fare ritorno nel proprio luogo di residenza.

I gioielli ritrovati nella valigia: arrestato prima della partenza
L’intuizione si è rivelata corretta. Gli operatori della Polfer hanno individuato e sottoposto a controllo il 48enne un attimo prima della partenza del treno. All’interno della sua valigia sono stati trovati i gioielli sottratti poco prima all’anziana. La donna è stata quindi sottoposta a individuazione fotografica e ha riconosciuto i preziosi come propri. Ha inoltre riconosciuto senza esitazioni nel 48enne l’uomo che si era presentato a casa sua, fingendosi maresciallo dei carabinieri, per ritirare oro e gioielli. La refurtiva è stata restituita alla legittima proprietaria. Gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Ferroviaria hanno quindi proceduto all’arresto dell’uomo, ritenuto il presunto responsabile di truffa aggravata ai danni della 94enne, mettendolo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La Questura precisa che gli elementi raccolti nel corso delle indagini saranno sottoposti alla valutazione del giudice competente. Nel rispetto del principio di presunzione d’innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere considerata definitivamente accertata soltanto in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.

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