Presentato 1,2,3 muchas gracias, il libro che racconta il baskin
Scritto da Roberto Consigli, Rossella Lessi e Marina Sumberaz, il volume racconta un’esperienza nata tra le mura di scuola e diventata un percorso condiviso da studenti, insegnanti, famiglie, associazioni e società sportiva, dove persone con disabilità e non giocano insieme e scoprono nel baskin un nuovo modo di costruire inclusione e amicizia
Una storia nata tra le mura di scuola e diventata un progetto capace di coinvolgere studenti, insegnanti, famiglie, associazioni e società sportive. È quella raccontata in “1,2,3 muchas gracias!”, il libro scritto da Roberto Consigli, Rossella Lessi e Marina Sumberaz e pubblicato da Editrice Il Quadrifoglio, dedicato all’esperienza del baskin, disciplina che permette a persone con disabilità e non di giocare insieme. “È stato talmente bello – dice Consigli -, divertente, coinvolgente che non potevamo non raccontarlo e quindi lo abbiamo fatto in questa pubblicazione. ‘1,2,3 muchas gracias!’ è il grido dei nostri ragazzi prima di entrare in partita. E già questo vuol dire qualcosa. Credo che noi, senza rendercene conto, abbiamo fatto una piccola rivoluzione, una rivoluzione partita dal basso, dai più piccoli. La libertà è dare la possibilità a tutti di giocare insieme e divertirsi. Talvolta il fine non è segnare un punto più degli avversari, ma farlo divertendosi, stando bene insieme, costruendo qualcosa che apre la strada ad un futuro di convivenza tra persone differenti, con possibilità e abilità diverse, ma che lavorano insieme e alla fine, attraverso un percorso, sviluppano un’amicizia. Ho provato in altre città a portare questa proposta e ho trovato anche tante porte chiuse. Non è così scontato che tutti si applichino su questo tipo di progetto”. Lessi ha invece ricordato la genesi del libro, nato proprio con l’obiettivo di lasciare una testimonianza e offrire uno spunto ad altre realtà. “Vogliamo raccontare questa storia – afferma – anche per far capire a chi si vuole affacciare per la prima volta a questo mondo, penso alle altre scuole del territorio, che si potrebbero ad esempio seguire il percorso che abbiamo fatto noi. È un input, un invito affinché altri possano partire proprio come abbiamo fatto noi”. Un ruolo importante lo ha avuto anche il liceo artistico del Cecioni, come ha raccontato Sumberaz. “Ho cominciato – aggiunge – a spiegare ai ragazzi il concetto, la filosofia, l’essenza del baskin, che non più la differenziazione in base ad un disturbo, ma la creazione di un contesto dove ognuno possa acquisire il proprio valore al fine del raggiungimento di un obiettivo: il tiro a canestro”. Il volume è disponibile alla Libreria Feltrinelli di Livorno, in via Di Franco 12.
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