“Abbiamo cercato di salvargli la vita, le mie condoglianze e un abbraccio alla famiglia”
Il totem dedicato alla memoria di Alessia Angulo contenente il defibrillatore
Ha la voce rotta Asya, 25 anni, volontaria della Svs, che ieri sera libera dal servizio è stata la prima a intervenire. In pochi istanti ad aiutarla sono arrivati un uomo, che si è qualificato come infermiere, un militare dell'Esercito e una ragazza: “Ci abbiamo messo veramente tutto quello che potevamo nel rianimarlo. Anche con il defibrillatore, preso su indicazione del 112, dal vicino totem. Le squadre sopraggiunte in ambulanza hanno continuato a fare di tutto. Poi è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere"
Asya, 25 anni, volontaria della Svs da quando ne aveva 17, era appena uscita dal ristorante quando si è trovata davanti alla scena dell’incidente avvenuto ieri sera all’incrocio tra viale Alfieri, viale Carducci e viale Ippolito Nievo, in cui ha perso la vita un uomo di 37 anni. Non era in servizio, non indossava la divisa, ma davanti a quel ragazzo a terra non ha avuto esitazioni. “Ho sentito una botta, mi sono voltata e ho visto una persona a terra. Facendo questo nella vita come volontariato è stata proprio una cosa istintiva correre verso di lui”. Asya si è precipitata in strada, raggiungendo lo scooterista. Nel frattempo un’amica ha telefonato al 112. Asya ha capito immediatamente la gravità della situazione e si è fatta dare dall’amica il telefono per fornire alla centrale le informazioni necessarie e a valutare le condizioni del ferito. “Appena mi sono avvicinata ho visto che c’era da spiegare bene la situazione. Ho preso subito il telefono e sono rimasta in contatto con la centrale”. Pochi istanti e accanto a lei è arrivato un uomo che si è qualificato come infermiere. Altre persone, tra cui un militare dell’Esercito e una ragazza, si sono fermate per dare una mano, trasformando quella scena drammatica in una vera e propria squadra di soccorso. Su indicazione della centrale del 112 è stato recuperato il defibrillatore pubblico dedicato alla memoria di Alessia Angulo presente nelle vicinanze e sono iniziate le manovre di rianimazione cardiopolmonare, alternandosi nel massaggio cardiaco, un’attività fisicamente molto impegnativa, e dandosi il cambio per proseguire senza interruzioni fino all’arrivo delle ambulanze. “Abbiamo fatto gioco di squadra. Abbiamo iniziato con le manovre di rianimazione, attaccato il defibrillatore e io sono rimasta costantemente in contatto con il 112, aggiornandoli su quello che stavamo facendo. Ci aiutavano a coordinarci e a fare tutto al meglio”. Quando i sanitari hanno preso in carico il ragazzo, Asya è rimasta comunque a disposizione, pronta a offrire ancora il proprio aiuto. Otto anni di volontariato e di formazione alla SVS le hanno permesso di sapere cosa fare, anche in una circostanza così drammatica. Ma questa volta c’era una differenza sostanziale: non era un intervento durante un turno di servizio. “Farlo da soccorritore è difficile, però trovarsi, tra virgolette, da civile, senza sapere magari se puoi avere l’aiuto di qualcuno che sappia cosa fare, è stato un po’ impattante. Nonostante facciamo volontariato e siamo preparati ad affrontare situazioni brutte e meno brutte, viverla ieri sera fuori dal servizio è stata un’emozione molto più forte. Mi sono resa conto che potevo essere d’aiuto in quel momento e l’ho fatto. Soprattutto grazie a tutto quello che so attraverso i corsi che ci fanno alla SVS”. Poi è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: nonostante gli sforzi dei presenti e il lavoro dei sanitari, per il giovane scooterista non c’è stato nulla da fare. Una conclusione che ha lasciato un profondo dispiacere in chi aveva cercato in ogni modo di salvarlo. “Le mie condoglianze e un abbraccio alla famiglia. Noi ci abbiamo messo veramente tutto quello che potevamo per aiutarlo, abbiamo fatto qualsiasi cosa. Anche le squadre sopraggiunte a bordo delle ambulanze hanno continuato a fare di tutto”.
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