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Addio Igor, simbolo di Livorno e del calcio: “Un dolore immenso per me e l’intera città”

Venerdì 19 Giugno 2026 — 09:06

Foto Novi

Aveva 58 anni. Poche settimane fa aveva commosso il Paese accompagnando la figlia Noemi all’altare. Nel 2006 ha ricevuto la cittadinanza onoraria e nel gennaio 2026 la Livornina d’Oro. La famiglia ne ha annunciato la scomparsa nella notte: "Ha voluto lasciarvi questo saluto che, come da sue volontà, condividiamo". Il cordoglio del sindaco Salvetti e della presidente Scarpellini

Se n’è andato nella notte Igor Protti. L’ex attaccante, simbolo di Livorno e del Livorno, e tra i calciatori più amati della storia del calcio italiano, è morto all’età di 58 anni dopo la lunga battaglia che lui stesso aveva raccontato pubblicamente con il coraggio e la sincerità che lo hanno sempre contraddistinto. A darne notizia è stata la famiglia attraverso un messaggio pubblicato su Instagram, accompagnato dalle parole che lo stesso Protti aveva voluto lasciare come ultimo saluto. Un messaggio intenso nel quale l’ex capitano amaranto ha paragonato la propria vita a una partita arrivata “al fischio finale”, ringraziando la famiglia, gli amici e i tifosi che lo hanno accompagnato lungo il cammino. Per la città è un lutto che colpisce al cuore. Perché Igor Protti non è stato soltanto un grande calciatore. È stato un simbolo, una bandiera, un uomo capace di incarnare come pochi il senso di appartenenza a una maglia e a una città. Un legame così profondo con Livorno da essere riconosciuto ufficialmente anche dalle istituzioni cittadine. Nel gennaio 2026 il Comune gli aveva conferito la Livornina d’Oro, la massima onorificenza cittadina, assegnata per il suo straordinario contributo sportivo, per il forte senso di appartenenza ai colori amaranto e per l’impegno umano e sociale dimostrato nel corso degli anni. Un riconoscimento che si aggiungeva alla cittadinanza onoraria ricevuta nel 2006 e che sanciva definitivamente il rapporto speciale tra Igor Protti e la città che aveva scelto come sua casa.
Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Protti ha costruito una carriera straordinaria partendo dalle categorie minori fino a diventare uno dei bomber più prolifici del calcio italiano. Ha vestito le maglie di Messina, Bari, Lazio, Napoli e Reggiana, ma il suo nome resterà per sempre legato ai colori amaranto del Livorno. Con il Bari conquistò il titolo di capocannoniere della Serie A nella stagione 1995-96 con 24 reti, un’impresa unica perché ottenuta con una squadra poi retrocessa. Ma è a all’ombra dei Quattro Mori che divenne leggenda, guidando gli amaranto dalla Serie C fino alla Serie A e trasformandosi nell’idolo di intere generazioni di tifosi. La sua storia sportiva è rimasta irripetibile: insieme a Dario Hübner è l’unico giocatore capace di vincere la classifica marcatori in Serie A, Serie B e Serie C1. Un record che racconta il talento e la continuità di un attaccante capace di segnare in qualsiasi categoria. Negli ultimi mesi aveva affrontato la malattia con la stessa determinazione mostrata in campo. Nel luglio del 2025 aveva annunciato pubblicamente l’inizio della sua battaglia, definendola “una partita durissima”. Non si è mai nascosto, condividendo con i tifosi il percorso delle cure e ricevendo da tutta Italia migliaia di messaggi di affetto. Poche settimane fa aveva commosso il Paese accompagnando la figlia Noemi all’altare nel giorno del matrimonio, in una delle ultime immagini pubbliche che resteranno impresse nella memoria collettiva. Oggi Livorno perde il suo capitano più amato. Perde “Re Igor”, il bomber che ha fatto sognare una città intera e che ha saputo conquistare il rispetto di tutto il calcio italiano non solo per i gol, ma per la sua umanità. Nel suo ultimo messaggio, Protti ha voluto lasciare parole di gratitudine e amore rivolte ai suoi cari e ai tifosi: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”. Per chi volesse porgere l’ultimo saluto, dalle ore 15 di oggi la salma sarà esposta presso la stanza del commiato Frongillo, al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza.

Il cordoglio del sindaco Luca Salvetti: “Un dolore immenso per me, per l’intera città di Livorno e per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo anche per un solo minuto. Ciao Igor”.

Il cordoglio della presidente della Provincia, Sandra Scarpellini: “La scomparsa di Igor Protti è un dolore che colpisce non solo la città di Livorno ma anche tutti coloro che amano lo sport vissuto sempre con lealtà e correttezza. Valori che Protti ha incarnato, rappresentando un esempio per i giovani, anche oltre il calcio. Esprimo alla famiglia di Protti profondo cordoglio e la vicinanza mia personale e di tutta la Provincia, nel ricordo di una persona che ha vissuto una carriera sportiva di grandissimo prestigio, contribuendo a diffondere i valori di uno sport corretto, inclusivo e aperto a tutti”.

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