Bagnino salva la vita ad un bambino finito sott’acqua
Ringraziamo Stefano per la disponibilità
"La soddisfazione più grande è stata pensare che una famiglia si sia ricongiunta. In quei momenti l'adrenalina ti rende più forte e veloce poi, scampato il pericolo, inizi a farti mille domande: 'E se non ce l'avessi fatta? E se non l'avessi trovato?". Stefano Tedeschi, livornese di 58 anni, bagnino de Le Dune a Calambrone, racconta il salvataggio
Il tempestivo intervento del bagnino Stefano Tedeschi, 58 anni e 38 di brevetto, responsabile del servizio di salvataggio dello stabilimento balneare Le Dune a Calambrone, ha permesso di salvare un bambino di circa 6 anni che nel pomeriggio di lunedì 22 giugno, intorno alle 17.30, era finito sott’acqua dopo essere entrato in una buca insieme alla sorellina più piccola di circa 4 anni. La bambina, che indossava i braccioli, è riuscita a rimanere a galla, mentre il fratello è scomparso sotto la superficie ed è stato recuperato in pochi istanti dal bagnino. Secondo quanto ricostruito, il fratello maggiore aveva fatto indossare i braccioli alla sorellina più piccola. Una volta in acqua hanno raggiunto una secca, situata a qualche metro alla riva, e arrivati all’altezza de Le Dune, i bambini sono finiti improvvisamente in una buca. “Li stavo osservando e continuavo a chiedermi dove stessero andando – racconta Tedeschi – Si trovavano oltre le boe bianche, che segnalano il limite acque sicure, dove il fondale nei giorni scorsi era basso. C’era molto riverbero sull’acqua, poi ho sentito le urla di aiuto e ne ho individuato la direzione. Quando sono arrivato la bambina cercava di restare a galla grazie ai braccioli, mentre il fratellino era completamente sott’acqua. Era finito in una buca. Quando mi sono tuffato la mia paura più grande è stata quella di non trovarlo”. Il bambino aveva ingerito un po’ di acqua ma fortunatamente non ha riportato conseguenze. “In quei momenti acquisisci una forza incredibile, come quella di un motoscafo. Non senti quasi più la fatica: l’adrenalina ti rende più veloce e più forte. Ma subito dopo inizi a farti mille domande: E se non ce l’avessi fatta? E se fossi arrivato qualche secondo più tardi? Sono stato male a ripensarci”. Tedeschi ha poi chiesto ai due dove fossero i genitori accompagnandoli entrambi fino alla loro postazione. “Mi hanno ringraziato, ma la soddisfazione più grande è stata vedere quella famiglia ricongiungersi. Quando si tratta di bambini ti senti ancora più soddisfatto per quello che hai fatto: pensi soltanto che tutto sia finito bene. Io ho due figlie e certe situazioni ti toccano ancora di più”. Con quasi quattro decenni di esperienza alle spalle, Tedeschi ricorda come il mare non conceda mai distrazioni. “La sicurezza è una priorità assoluta e ci impegniamo ogni giorno perché tutto sia sotto controllo. A volte si è portati a pensare che il pericolo ci sia solo con il mare grosso, in realtà le tragedie possono accadere anche in pochi centimetri. Per questo l’attenzione non deve mai abbassarsi, né da parte nostra né da parte dei genitori”.
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